Famiglia

Congedo di paternità: tutto quello che devi sapere

Il 11 Giugno 2024 da Andrea - 5 minuti di lettura

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congedo di paternitàAnche nel corso del 2024, i padri lavoratori dipendenti hanno la possibilità di richiedere il congedo di paternità. Questa disposizione concede, a coloro che sono diventati padri, un periodo di dieci giorni di congedo in occasione della nascita dei loro figli. Il Mio Bonus vi fornisce tutti i dettagli su questa agevolazione, illustrando chi ha diritto a usufruirne, le modalità per presentare la richiesta e i tempi per farlo.

Cos’è il congedo di paternità

Si tratta di un periodo di astensione dal lavoro retribuito, riservato ai dipendenti, e concesso in occasione della nascita, adozione o affidamento di un bambino.

Il congedo di paternità consiste in una pausa obbligatoria di dieci giorni per il padre lavoratore dipendente, che può essere usufruita entro i due mesi precedenti o i cinque mesi successivi alla nascita. Inoltre, è previsto un giorno aggiuntivo facoltativo di congedo, offrendo al padre la possibilità di sceglierlo in alternativa alla madre.

È importante sottolineare che si tratta di un diritto autonomo e distinto, concesso come un beneficio aggiuntivo al congedo parentale.

Come funzionagenitore

Come precedentemente menzionato, la legislazione attuale prevede un congedo di paternità obbligatorio della durata di dieci giorni. Il periodo in cui è possibile richiedere questo congedo, previa domanda, va dai due mesi prima della presunta data del parto fino ai cinque mesi dopo la nascita del bambino. Questo intervallo temporale si applica anche in caso di adozioni, affidamenti e collocamenti temporanei. Tuttavia, è opportuno distinguere i vari tipi di congedo che possono essere richiesti in circostanze specifiche.

In caso di parto plurimo, la durata del congedo prevista rimane invariata.

Congedo di paternità facoltativo

Al congedo di paternità obbligatorio, di cui parliamo in questo articolo, si aggiunge il congedo di paternità facoltativo. In questo caso, si tratta di un periodo di sospensione dal lavoro facoltativo concesso ai genitori (madre e padre), finalizzato alla cura del bambino durante i suoi primi anni di vita.

La sua natura opzionale deriva dal fatto che la fruizione non è obbligatoria. Questo tipo di congedo, aperto anche alla madre, comporta un’indennità pari al 30% della retribuzione media giornaliera, tranne per un mese all’80% nei primi 6 anni di vita del bambino e un mese al 60% a decorrere dal 2024.

Congedo di paternità alternativo

Il congedo di paternità alternativo, a differenza di quello facoltativo, rappresenta la possibilità di concedere il periodo di astensione dal lavoro al padre anziché alla madre, in occasione della nascita di un figlio. In situazioni in cui condizioni specifiche impediscono alla madre di usufruire del congedo, infatti, spetta al padre fruire del periodo di pausa dal lavoro.

È possibile richiedere il congedo di paternità come alternativa al congedo di maternità, nel caso in cui si verifichi uno di questi eventi:

  • morte o grave infermità della madre;
  • abbandono del figlio o mancato riconoscimento del neonato da parte della madre;
  • affidamento esclusivo del figlio al padre.

A chi spetta il congedo di paternità

Il diritto al congedo di paternità è garantito a tutti i dipendenti, inclusi:

  • i lavoratori dipendenti di Amministrazioni pubbliche;
  • i lavoratori domestici;
  • i lavoratori agricoli a tempo determinato.
Importante
Per quanto riguarda le ultime due categorie, è necessario che esista un vincolo di impiego attivo al momento della richiesta del congedo. Per gli altri dipendenti, invece, il diritto al congedo di paternità obbligatorio può essere riconosciuto anche in situazioni di cessazione o sospensione del rapporto di lavoro.

Il diritto al congedo di paternità obbligatorio non è riconosciuto:

  • ai padri lavoratori iscritti alla Gestione separata;
  • a tutti i padri lavoratori autonomi.

Quanti giorni di congedo spettano

In occasione di una nascita, affidamento o adozione, al padre dipendente spettano 10 giorni di congedo obbligatorio, ai quali si aggiunge un giorno di congedo facoltativo. Il padre, che sia un dipendente del settore privato o pubblico, può prendersi un periodo di dieci giorni lavorativi, da calcolare a partire dai due mesi precedenti alla presunta data del parto e fino a cinque mesi dopo la nascita. I giorni non possono essere suddivisi in ore, ma possono essere utilizzati anche in modo non continuativo.

In caso di adozione o affidamento, i cinque mesi sono conteggiati a partire dalla data in cui il minore arriva in Italia o entra a far parte della famiglia.

Ciascuna giornata di congedo parentale per i padri è remunerata al 100%. Il dipendente ha diritto a un’indennità giornaliera finanziata dall’INPS, equivalente alla retribuzione di norma percepita.

Quando e come richiederlofamiglia

Il dipendente che desidera fruire del congedo per la nascita, l’adozione o l’affidamento di un figlio, deve formulare la richiesta corrispondente almeno quindici giorni prima dell’inizio del periodo in cui intende prendersi l’astensione dal lavoro. Il congedo nei giorni della nascita del figlio si programma calcolando i quindici giorni di preavviso in relazione alla data presunta del parto.

Per effettuare la richiesta, sono disponibili due opzioni:

  • chi riceve l’indennità di congedo direttamente dal datore di lavoro, deve presentare una richiesta scritta a quest’ultimo, indicando le date desiderate per l’astensione dal lavoro;
  • i lavoratori che ricevono il pagamento direttamente dall’INPS, devono compilare una domanda online attraverso la procedura telematica appositamente prevista dall’Istituto.

Per inoltrare la domanda di congedo di paternità all’INPS, è necessario entrare nella sezione dedicata al congedo per i padri sul portale web dell’Istituto. È sufficiente inserire nel campo di ricerca la dicitura “Congedo paternità“, successivamente fare clic su “Congedo di paternità obbligatorio” e selezionare l’opzione “Utilizza il servizio“.

In alternativa, è possibile procedere con la presentazione della richiesta:

  • tramite il Contact Center INPS, contattando i seguenti numeri: 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164 164 (da rete mobile);
  • rivolgendosi a enti di patronato e intermediari dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale.
L’indennità viene erogata dal datore di lavoro, il quale anticipa il pagamento al lavoratore. In alcune circostanze, invece, è l’INPS a effettuare direttamente il pagamento dell’indennità al padre lavoratore.
Altre domande frequenti

Esperta di bonus e agevolazioni, Andrea fa parte del team Il Mio Bonus da novembre 2023 ed è a vostra disposizione se avete dubbi, domande o curiosità sul tema.

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