Nel 2026 assorbenti, pannolini e prodotti per la prima infanzia non hanno più l’aliquota IVA ridotta al 5% introdotta nel 2023: quella riduzione è durata un solo anno. Ti spieghiamo quanta IVA si paga oggi su ciascun prodotto, cosa è cambiato dal 2023 a oggi e quali aiuti restano attivi per le famiglie che sostengono queste spese ogni mese.
Quanta IVA si paga su assorbenti e pannolini nel 2026
Nel 2026 gli assorbenti, i tamponi e i pannolini per bambini scontano l’IVA al 10%. L’aliquota è quella fissata dalla legge 30 dicembre 2023, n. 213 (articolo 1, comma 45), che dal 1° gennaio 2024 ha cancellato la riduzione al 5% in vigore per tutto il 2023.
Attenzione però a non fare di tutta l’erba un fascio: non tutti i prodotti per l’infanzia sono trattati allo stesso modo. Questa è la situazione prodotto per prodotto:
| Prodotto |
IVA nel 2026 |
| Assorbenti, tamponi e coppette mestruali |
10% |
| Pannolini per bambini |
10% |
| Latte in polvere o liquido per lattanti |
10% |
| Preparazioni alimentari (farine, semolini, amidi, fecole) per lattanti |
10% |
| Seggiolini per bambini da installare negli autoveicoli |
22% |
Occhio ai seggiolini auto: quando è stata cancellata l’aliquota al 5% non sono rientrati in nessuna aliquota ridotta e dal 1° gennaio 2024 sono tornati all’aliquota ordinaria del 22%. È il prodotto su cui l’aumento è stato più pesante.
Cosa è cambiato dal 2023 a oggi
Dal 1° gennaio 2023 la legge 29 dicembre 2022, n. 197 (articolo 1, comma 72) aveva portato al 5% l’IVA su assorbenti e tamponi, su latte e preparazioni alimentari per lattanti, sui pannolini e sui seggiolini auto. L’aliquota ridotta al 5% è rimasta in vigore solo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2023.
Dal 1° gennaio 2024 la legge di bilancio 2024 ha riportato al 10% assorbenti, tamponi, coppette mestruali, pannolini, latte e preparazioni per lattanti, mentre i seggiolini auto sono tornati al 22%. Da allora nulla è cambiato: né la legge di bilancio 2025 (legge 30 dicembre 2024, n. 207) né la legge di bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199) sono intervenute su queste aliquote.
La riduzione al 5% era stata accolta con interesse da chi acquista regolarmente questi articoli, il cui costo incide ogni mese sul bilancio familiare, e il ritorno all’aliquota ordinaria ha riportato la spesa ai livelli precedenti.
Altre informazioni
Nella conferenza stampa del Consiglio dei ministri del 16 ottobre 2023, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha motivato così la scelta di non rinnovare la misura: “non confermiamo il taglio dell’IVA sui prodotti per la prima infanzia, perché purtroppo è stato nella stragrande maggioranza dei casi assorbito da aumenti di prezzo e quindi non penso che valga la pena di rinnovare questa misura”.
Chi paga davvero l’IVA più alta

L’IVA su assorbenti, pannolini e articoli per l’infanzia colpisce in modo indistinto tutti coloro che effettuano questi acquisti, perché l’imposta viene applicata al momento della vendita. Sono quindi i rivenditori, cioè supermercati, discount e ipermercati, a determinare i prezzi finali tenendo conto dell’aliquota.
Il 10% riguarda gli assorbenti, i tamponi e le coppette mestruali, indipendentemente dalla loro composizione o modalità di produzione. Gli altri prodotti per l’igiene intima, come i detergenti, restano invece al 22%. La stessa aliquota del 10% si applica ai seguenti articoli per l’infanzia:
- latte in polvere o liquido per l’alimentazione dei lattanti o dei bambini nella prima infanzia, condizionato per la vendita al minuto;
- preparazioni per l’alimentazione dei bambini a base di farine, semolini, amidi, fecole o estratti di malto;
- pannolini per bambini.
I seggiolini per bambini da installare negli autoveicoli, invece, sono soggetti all’aliquota ordinaria del 22%. Se stai facendo i conti delle spese per un figlio piccolo, vale la pena verificare gli aiuti che le compensano almeno in parte: l’Assegno unico universale, il Bonus asilo nido e, per le lavoratrici madri, il Bonus mamme.
La carta “Dedicata a te” nel 2026
Chiariamo subito un punto, per evitare aspettative sbagliate: la carta di cui parliamo qui non copre pannolini, assorbenti né seggiolini, perché serve solo per gli alimenti. Alleggerisce però la spesa alimentare, cioè la voce più pesante del bilancio delle famiglie che subiscono l’aumento dell’IVA su questi prodotti. È la carta risparmio spesa, nota come “Dedicata a te”: la legge di bilancio 2026 l’ha rifinanziata con 500 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027.
Importante
La carta è una prepagata Postepay per comprare
beni alimentari di prima necessità, destinata ai nuclei familiari in difficoltà economica in base all’
ISEE. Vale
500 € per ciascuna annualità.
Per il 2026 e il 2027 la carta spetta ai nuclei familiari che hanno, insieme:
- l’iscrizione di tutti i componenti all’anagrafe della popolazione residente del proprio comune;
- un ISEE ordinario in corso di validità non superiore a 15.000 €.
Il dettaglio conta: la soglia è “non superiore a”, quindi chi ha esattamente 15.000 € di ISEE rientra. Se il tuo ISEE è cambiato durante l’anno può esserti utile l’ISEE corrente.
Chi resta escluso
Non ha diritto alla carta il nucleo familiare in cui almeno un componente percepisce:
- Assegno di inclusione o Carta acquisti;
- qualsiasi altra misura di inclusione sociale o di sostegno alla povertà che preveda un sussidio economico nazionale, regionale o comunale;
- NASpI o DIS-COLL;
- indennità di mobilità;
- fondi di solidarietà per l’integrazione del reddito;
- cassa integrazione guadagni (CIG) o qualsiasi altra forma di integrazione salariale o di sostegno in caso di disoccupazione involontaria erogata dallo Stato.
Come funziona

L’importo è di 500 € per ciascuna annualità, quindi 500 € nel 2026 e altri 500 € nel 2027, su un’unica carta per nucleo familiare. Per il 2027 l’importo può essere rideterminato con decreto direttoriale in base alle risorse residue.
Un decreto direttoriale del Ministero dell’agricoltura fissa il numero complessivo delle carte. Il criterio di riparto tra i comuni è invece già stabilito: il 50% in proporzione alla popolazione residente e il 50% in base alla distanza tra il reddito pro capite medio del comune e quello medio nazionale.
Chi ha la precedenza
Dentro ogni comune gli elenchi seguono un ordine di priorità preciso, e a parità di condizione passa avanti chi ha l’ISEE più basso:
- nuclei di almeno tre componenti, con almeno un componente nato entro il 31 dicembre 2012;
- nuclei di almeno tre componenti, con almeno un componente nato entro il 31 dicembre 2008;
- nuclei di almeno tre componenti.
Le carte che avanzano possono essere assegnate dal comune ad altri nuclei in effettivo stato di bisogno, anche unipersonali.
Cosa si può comprare
La carta si può usare solo per i beni alimentari di prima necessità elencati nel decreto, con esclusione di qualsiasi bevanda alcolica. Non è utilizzabile né per il carburante né per gli abbonamenti al trasporto pubblico. Ecco l’elenco completo:
- carni suine, bovine, avicole, ovine, caprine, cunicole;
- pescato fresco;
- tonno e carne in scatola;
- latte e suoi derivati;
- uova;
- oli d’oliva e di semi;
- prodotti della panetteria, della pasticceria e della biscotteria;
- pizza e prodotti da forno surgelati;
- paste alimentari;
- riso, orzo, farro, avena, malto, mais e qualunque altro cereale;
- farine di cereali;
- ortaggi freschi, lavati e confezionati pronti al consumo, lavorati, cotti o surgelati;
- pomodori pelati e conserve di pomodori;
- legumi;
- semi e frutti oleosi;
- frutta di qualunque tipologia, anche lavata, confezionata o cotta pronta al consumo;
- alimenti per bambini e per la prima infanzia, incluso il latte di formula;
- lieviti naturali;
- miele naturale;
- zuccheri;
- cacao in polvere;
- cioccolato;
- acque minerali;
- aceto di vino;
- caffè, tè, camomilla;
- prodotti DOP e IGP.
Come ottenerla
Non c’è nessuna domanda da presentare. Gli elenchi dei beneficiari li elabora l’INPS e li mette a disposizione dei comuni, che verificano la posizione anagrafica e le eventuali incompatibilità con altre misure locali.
Il decreto non prevede l’invio di un SMS: ogni comune pubblica gli elenchi dei beneficiari sul proprio sito internet e ne dà notizia alla popolazione, spiegando come prenotare e ritirare la carta. Chi rientra negli elenchi deve prenotare il ritiro tramite i canali di Poste Italiane e ritirare la carta in un ufficio postale abilitato.
Quando arrivano i soldi ed entro quando vanno spesi
Le scadenze sono tassative e perderle significa perdere il contributo:
- l’accredito dei 500 € parte dal mese di ottobre 2026;
- il primo pagamento va effettuato entro il 16 dicembre 2026, altrimenti si perde il contributo del 2026;
- la seconda quota viene accreditata a partire dal mese di aprile 2027;
- tutte le somme vanno utilizzate entro il 10 ottobre 2027.
Attenzione
Se rientri negli elenchi, segna subito in agenda la scadenza del 16 dicembre 2026: basta un solo acquisto entro quella data per non decadere dal beneficio.
Ultimo aggiornamento: 9 settembre 2026. Aggiornamento del 09/09/2026: aliquote IVA in vigore nel 2026 prodotto per prodotto (con la correzione sui seggiolini auto, al 22%), cronologia normativa completa 2023-2026 e aggiornamento della carta “Dedicata a te” al decreto del 24 giugno 2026.