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NASpI e lavoro part time nel 2026: quando puoi tenere la disoccupazione, quanto si riduce e cosa comunicare all’INPS

Il 2 Novembre 2026 da Cristina - 8 minuti di lettura
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NASpI e lavoro part time: donna al lavoro part time in una libreria di quartiere

Trovare un lavoro part time mentre ricevi la NASpI non ti fa perdere automaticamente la disoccupazione. Se il reddito annuo che prevedi di guadagnare con il nuovo contratto non supera gli 8.500 € e lo comunichi all’INPS entro 30 giorni, puoi continuare a ricevere l’indennità, ridotta dell’80% di quel reddito. Se invece guadagni di più, la NASpI viene sospesa o si perde, a seconda di quanto dura il contratto.

NASpI e lavoro part time: si possono avere insieme?

Sì, a certe condizioni. La NASpI è l’indennità mensile di disoccupazione che l’INPS paga a chi ha perso il lavoro dipendente in modo involontario. Chi la riceve può accettare un nuovo lavoro subordinato, anche part time, senza perdere tutto: la legge permette di conservare la prestazione se il reddito del nuovo lavoro resta sotto la soglia che consente di mantenere lo stato di disoccupazione.

La regola vale per qualsiasi rapporto di lavoro dipendente, non solo per il part time: conta quanto guadagni nell’anno, non il numero di ore. Un part time con uno stipendio basso di solito resta entro il limite, mentre un contratto a orario ridotto ma ben pagato potrebbe superarlo. Per questo il primo passo è stimare con attenzione il reddito annuo previsto.

Se lavori in proprio, le regole sono simili ma la soglia cambia: trovi i dettagli nella guida su NASpI e partita IVA. Per i piccoli lavori saltuari, invece, valgono regole a parte: le prestazioni occasionali sono compatibili con la NASpI fino a 5.000 € all’anno, come spieghiamo nella guida su come non perdere la NASpI con i lavori occasionali.

Il limite di reddito: 8.500 € all’anno

Per il lavoro dipendente il limite di reddito annuo che permette di restare disoccupati ai fini della NASpI è di 8.500 €. Corrisponde alla cosiddetta no tax area del lavoro dipendente, cioè il reddito fino al quale l’imposta lorda è coperta dalle detrazioni per lavoro dipendente. L’INPS ha indicato questo importo per l’anno 2024, in linea con la detrazione per lavoro dipendente, che è rimasta la stessa anche negli anni successivi.

Ecco i due limiti da tenere a mente:

Tipo di nuovo reddito Limite annuo per conservare la NASpI
Lavoro dipendente (anche part time) 8.500 €
Lavoro autonomo (partita IVA) 5.500 €
Importante
Su alcune pagine dell’INPS si trovano ancora importi più vecchi per il lavoro dipendente. Il riferimento aggiornato è 8.500 €, legato alla detrazione per lavoro dipendente in vigore. In caso di dubbio sul tuo caso specifico, chiedi conferma alla sede INPS o a un patronato prima di firmare.

Il reddito da considerare è quello che prevedi di guadagnare nell’anno con il nuovo contratto. Per stimarlo parti dalla retribuzione indicata nella lettera di assunzione o nella busta paga.

Quanto si riduce la NASpI se lavori part time

Se resti entro il limite, la NASpI non si azzera ma si riduce. Dall’indennità si sottrae un importo pari all’80% del reddito previsto, rapportato al periodo che va dalla data di inizio del nuovo lavoro alla fine della NASpI oppure, se arriva prima, alla fine dell’anno.

In pratica: più guadagni con il part time, più si abbassa l’assegno. Ogni 100 € di reddito previsto nel periodo considerato riducono la NASpI di 80 €.

Oltre alla riduzione legata al part time resta quella che vale per tutti: dal primo giorno del sesto mese di fruizione la NASpI cala del 3% ogni mese. Per chi aveva già compiuto 55 anni quando ha presentato la domanda, il taglio parte dall’ottavo mese. Per controllare date e importi degli accrediti, leggi la guida su quando arrivano i soldi della NASpI.

La dichiarazione del reddito va rinnovata ogni anno: se il part time prosegue oltre il 31 dicembre e la NASpI non è ancora finita, devi comunicare all’INPS il reddito previsto anche per l’anno successivo. I contributi versati dal nuovo lavoro, inoltre, restano utili per una futura NASpI, per esempio se anche il part time si interrompe. Se vuoi capire come vengono contati i periodi di disoccupazione ai fini della pensione, leggi la guida sui contributi figurativi.

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Le condizioni per conservare la NASpI con il part time

Per tenere la NASpI ridotta mentre lavori part time devono essere rispettate tutte queste condizioni:

  • Reddito annuo previsto entro gli 8.500 € per il nuovo lavoro dipendente.
  • Comunicazione all’INPS entro 30 giorni (un mese) dall’inizio del lavoro, indicando il reddito annuo previsto.
  • Datore di lavoro diverso: il nuovo datore (o l’utilizzatore, se lavori in somministrazione tramite agenzia) deve essere diverso da quello del lavoro per cui ricevi la NASpI e non deve avere con esso rapporti di collegamento o di controllo, né assetti proprietari sostanzialmente coincidenti.

L’ultima condizione è quella che si dimentica più spesso. Tornare a lavorare part time per la stessa azienda che ti ha licenziato, o per una società dello stesso gruppo, non ti permette di cumulare stipendio e NASpI. Ricorda anche che, se poi lasci il part time, una nuova NASpI nasce solo dalla perdita involontaria del lavoro: le dimissioni volontarie la escludono, salvo eccezioni come le dimissioni per giusta causa.

Con reddito entro il limite e comunicazione fatta in tempo, la NASpI ridotta si conserva anche se il contratto part time è a tempo indeterminato: il tetto dei sei mesi, di cui parliamo più avanti, riguarda solo chi supera la soglia di reddito.

Come comunicare il part time all’INPS con la NASpI-Com

La comunicazione del reddito si fa con il modulo NASpI-Com, attraverso il servizio online dell’INPS. Ecco i passaggi:

  1. Accedi al sito dell’INPS con SPID o con la CIE.
  2. Cerca il servizio dedicato alle comunicazioni NASpI e apri il modulo NASpI-Com.
  3. Indica l’inizio del nuovo lavoro e il reddito annuo previsto, partendo dalla retribuzione del contratto.
  4. Invia entro 30 giorni dall’inizio del rapporto e conserva la ricevuta.

Se il part time ce l’avevi già quando hai presentato la domanda di NASpI (per esempio perché avevi due lavori e ne hai perso uno), il reddito previsto si dichiara nella domanda o comunque entro 30 giorni dal suo invio, come vediamo più avanti. Ricorda che la domanda va inviata entro 68 giorni dalla fine del rapporto di lavoro: tutti i passaggi sono nella guida sulla NASpI.

Attenzione
Se il nuovo contratto dura più di sei mesi o è a tempo indeterminato e non comunichi il reddito previsto, secondo l’INPS decadi dalla NASpI, anche se il reddito sarebbe rimasto sotto il limite. Il termine dei 30 giorni è quindi decisivo.

Se hai due lavori part time e ne perdi uno

È un caso frequente: lavori con due o più contratti part time e uno dei due finisce. Puoi avere la NASpI per il lavoro perso se:

  • il rapporto è cessato per licenziamento, per dimissioni per giusta causa o per risoluzione consensuale nei casi ammessi dalla legge;
  • il reddito del part time che ti resta non supera il limite di reddito previsto per il lavoro dipendente;
  • comunichi all’INPS il reddito annuo previsto del lavoro che resta entro 30 giorni dalla domanda di NASpI.

Anche in questo caso la NASpI è ridotta dell’80% del reddito previsto. Secondo l’INPS, se non comunichi il reddito del lavoro che resta entro i 30 giorni decadi dalla NASpI: conviene quindi indicarlo già nella domanda.

Se il part time supera il limite: sospensione o decadenza

Se il reddito annuo previsto del nuovo lavoro supera gli 8.500 €, non puoi cumulare stipendio e NASpI. Cosa succede dipende dalla durata del contratto:

Durata del nuovo contratto Cosa succede alla NASpI
Fino a 6 mesi La NASpI viene sospesa d’ufficio per tutta la durata del rapporto
Più di 6 mesi o a tempo indeterminato Decadi dalla NASpI

Con un contratto breve, quindi, la NASpI resta sospesa per la durata del rapporto. Puoi approfondire come funziona nella guida sulla sospensione della NASpI. I contributi versati durante la sospensione sono utili per una nuova NASpI. Se invece decadi perché il contratto era più lungo, quando quel lavoro finisce dovrai presentare una nuova domanda.

Attenzione a non confondere i due casi: anche con un contratto breve, fino a sei mesi, se il reddito previsto resta entro il limite e lo comunichi, puoi continuare a ricevere la NASpI ridotta invece che sospesa.

Gli errori che fanno perdere la NASpI con il part time

La maggior parte dei problemi nasce da una comunicazione mancata o da una stima sbagliata. Questi sono gli errori da evitare:

  • Non inviare la NASpI-Com entro 30 giorni dall’inizio del lavoro: con un contratto lungo è causa di decadenza.
  • Sottostimare il reddito per restare sotto gli 8.500 €: conta il reddito reale dell’anno, non quello che speri.
  • Tornare dallo stesso datore di lavoro o da un’azienda collegata.
  • Dimenticare di rinnovare la dichiarazione del reddito per l’anno successivo.

Se hai intenzione di avviare un’attività in proprio invece del part time, valuta anche la NASpI anticipata, che ti permette di chiedere la liquidazione anticipata dell’indennità che ti spetta per avviare un’attività autonoma o un’impresa individuale.

Gli altri aiuti se lavori part time con un reddito basso

Un part time con uno stipendio basso può dare diritto anche ad altri sostegni. Se hai figli a carico, verifica l’Assegno Unico Universale. In busta paga potresti ricevere il trattamento integrativo, se ne hai i requisiti. Se il reddito della famiglia è molto basso, controlla i requisiti dell’Assegno di Inclusione. Per trovare un lavoro con più ore puoi rivolgerti al Programma GOL dei centri per l’impiego.

Se invece eri un collaboratore e non un dipendente, la disoccupazione da chiedere non è la NASpI ma la DIS-COLL, che ha regole proprie.

Altre domande frequenti

Esperta di bonus e agevolazioni e con esperienza nel mondo della comunicazione. Cristina fa parte del team Il Mio Bonus da ottobre 2022 ed è a vostra disposizione se avete dubbi, domande o curiosità sul tema.

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