Il bonus Renzi 2026 si chiama oggi trattamento integrativo ed è ancora in vigore: vale fino a 1.200 € l’anno, cioè circa 100 € al mese in busta paga, per i lavoratori dipendenti con reddito fino a 15.000 € e, a certe condizioni, fino a 28.000 €. Lo paga in automatico il datore di lavoro e, se non l’hai ricevuto pur avendone diritto, puoi recuperarlo nella dichiarazione dei redditi.
Che cos’è il trattamento integrativo (ex bonus Renzi)?
Il trattamento integrativo, chiamato ancora da molti bonus Renzi o bonus IRPEF, è una somma che il datore di lavoro aggiunge alla busta paga dei lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi, fino a un massimo di 1.200 € l’anno.
La misura è nata nel 2014 con il Governo Renzi: era un credito di 640 € per il solo 2014 (80 € al mese) per i dipendenti con reddito complessivo fino a 24.000 €, che si riduceva fino ad azzerarsi a 26.000 €.
Dal 1° luglio 2020 il vecchio bonus è stato sostituito dal trattamento integrativo: 600 € per il 2020 e 1.200 € l’anno dal 2021. Dal 2022 l’importo pieno spetta solo fino a 15.000 € di reddito (nel 2020 e nel 2021 spettava fino a 28.000 €), mentre tra 15.000 e 28.000 € spetta solo se le detrazioni superano l’imposta.
Il trattamento integrativo è una misura strutturale: non deve essere confermato ogni anno dalla legge di bilancio. Nel 2026 è quindi ancora in vigore, con le soglie di 15.000 e 28.000 € applicate dal 2022.
Bonus Renzi 2026: a chi spetta
Il trattamento integrativo spetta ai titolari di reddito da lavoro dipendente e di alcuni redditi assimilati, con reddito complessivo fino a 28.000 €.
Nello specifico, puoi avere diritto al bonus se sei:
- lavoratore dipendente del settore pubblico o privato, a tempo indeterminato o determinato;
- socio lavoratore di una cooperativa;
- percettore di NASpI, di cassa integrazione o di altri assegni di integrazione salariale;
- collaboratore coordinato e continuativo (co.co.co.);
- titolare di borse di studio, assegni, premi o sussidi per fini di studio o di addestramento professionale (se non sei dipendente di chi te li paga);
- impegnato in lavori socialmente utili;
- sacerdote che riceve la remunerazione dal sistema di sostentamento del clero.
Chi non ha diritto al trattamento integrativo
Il bonus non spetta in questi casi:
- se hai solo redditi da pensione: le pensioni sono escluse;
- se sei un lavoratore autonomo con partita IVA, perché il bonus riguarda solo il lavoro dipendente e i redditi assimilati;
- se il tuo reddito complessivo supera 28.000 €;
- se la tua imposta lorda sui redditi da lavoro non supera la detrazione per lavoro dipendente diminuita di 75 €: succede con i redditi molto bassi.
Quanto spetta: gli importi del trattamento integrativo 2026
L’importo dipende dal reddito complessivo dell’anno e dal rapporto tra imposta lorda e detrazioni. Ecco le tre fasce:
| Reddito complessivo |
Trattamento integrativo |
Condizione |
| Fino a 15.000 € |
1.200 € l’anno (circa 100 € al mese) |
L’imposta lorda deve superare la detrazione per lavoro dipendente diminuita di 75 € |
| Da 15.000 a 28.000 € |
La differenza tra alcune detrazioni e l’imposta lorda, fino a 1.200 € |
La somma di alcune detrazioni deve superare l’imposta lorda |
| Oltre 28.000 € |
Non spetta |
Nessuna |
Se non lavori per tutto l’anno, il bonus e la riduzione di 75 € sono rapportati al periodo di lavoro: ricevi solo la parte corrispondente al periodo lavorato.
Le detrazioni che contano tra 15.000 e 28.000 €
Nella fascia intermedia non contano tutte le detrazioni, ma solo quelle indicate dalla legge:
- detrazioni per familiari a carico;
- detrazione per lavoro dipendente;
- interessi passivi su prestiti e mutui agrari e su mutui per l’abitazione principale contratti entro il 31 dicembre 2021;
- rate delle detrazioni per ristrutturazioni, riqualificazione energetica e altre spese edilizie sostenute entro il 31 dicembre 2021.
Se la loro somma è più alta dell’imposta lorda, ricevi la differenza, fino a 1.200 €. Se è uguale o più bassa, il bonus non spetta.
Due esempi pratici
Esempio 1. Un dipendente con reddito complessivo di 13.000 € e un’imposta lorda più alta della detrazione per lavoro dipendente (meno 75 €) riceve il trattamento integrativo pieno: 1.200 € l’anno, circa 100 € al mese.
Esempio 2. A titolo puramente illustrativo, prendiamo un dipendente con reddito di 25.000 €, un’imposta lorda di 5.600 € e detrazioni che contano pari a 6.200 €. La differenza è di 600 €: in questo esempio il trattamento integrativo dell’anno sarebbe di 600 €.
Trattamento integrativo e taglio del cuneo fiscale: le altre misure dal 2025
Dal 2025 in busta paga possono comparire altre due agevolazioni che non sono il bonus Renzi, nate con il taglio del cuneo fiscale:
- una somma che non concorre al reddito per i dipendenti con reddito fino a 20.000 €: il 7,1% del reddito da lavoro dipendente fino a 8.500 €, il 5,3% tra 8.500 e 15.000 € e il 4,8% tra 15.000 e 20.000 €;
- un’ulteriore detrazione per i redditi complessivi tra 20.000 e 40.000 €: 1.000 € fino a 32.000 €, poi in calo fino ad azzerarsi a 40.000 €.
Nel 2026 restano in vigore entrambe. Per calcolare l’imposta lorda si applicano le aliquote IRPEF 2026: 23% fino a 28.000 €, 33% da 28.000 a 50.000 € e 43% oltre 50.000 €.
Importante
Non confondere le tre misure: il trattamento integrativo arriva fino a 28.000 € di reddito, la somma del cuneo fiscale fino a 20.000 € e l’ulteriore detrazione tra 20.000 e 40.000 €. Ognuna ha le sue regole.
Quando arriva: busta paga e conguaglio
Il trattamento integrativo non si chiede: lo riconosce in automatico il sostituto d’imposta, di solito il datore di lavoro, direttamente in busta paga. Compare come voce dedicata al trattamento integrativo (la dicitura può variare da un cedolino all’altro).
Durante l’anno l’importo viene calcolato sul reddito previsto: solo alla fine si sa con certezza quanto spettava davvero.
Come funziona il conguaglio del bonus Renzi
In fase di conguaglio il datore di lavoro verifica se il bonus pagato era corretto. Possono succedere due cose:
- il bonus ricevuto ogni mese era inferiore a quello spettante: ricevi la differenza;
- il bonus ricevuto era superiore o non spettava: il datore di lavoro recupera l’importo dalla busta paga.
Attenzione
Se l’importo da restituire supera 60 €, il datore di lavoro lo recupera in 8 rate di pari importo, a partire dalla retribuzione che sconta gli effetti del conguaglio. Per la somma del cuneo fiscale e l’ulteriore detrazione le rate sono 10.
Può dover restituire il bonus chi, a fine anno, risulta non averne diritto: per esempio perché, con un reddito tra 15.000 e 28.000 €, le detrazioni che contano non superano l’imposta lorda. Il calcolo in busta paga si basa sul reddito previsto: la verifica finale arriva al conguaglio o nella dichiarazione dei redditi.
Come recuperare il bonus Renzi nel 730
Se il datore di lavoro non ti ha pagato il trattamento integrativo, in tutto o in parte, pur avendone diritto, puoi recuperarlo con la dichiarazione dei redditi dell’anno successivo, ad esempio con il modello 730.
Nella dichiarazione si ricalcola quanto ti spettava: puoi ottenere la parte mancante oppure dover restituire quanto hai ricevuto in più.
Nel
modello 730/2026 trattamento integrativo, somma del cuneo fiscale e ulteriore detrazione si indicano nel
rigo C14 del quadro C, con i dati della
Certificazione Unica rilasciata dal datore di lavoro.
Per presentare il 730 puoi usare il precompilato dell’Agenzia delle Entrate oppure farti aiutare da un CAF o da un professionista abilitato.
Aggiornamenti di questa guida
Ultimo aggiornamento: 6 ottobre 2026. Soglie, importi e regole del trattamento integrativo aggiornati al 2026, con le misure del cuneo fiscale e il rigo C14 del 730.
Viene pagato il bonus Renzi essendo in malattia??
Buongiorna signora Corro’,
Il trattamento integrativo (ex Bonus Renzi) viene riconosciuto sul reddito da lavoro dipendente, e l’indennità di malattia percepita durante il periodo di assenza è fiscalmente equiparata a reddito da lavoro dipendente ai fini IRPEF. Questo significa che, in linea generale, il bonus può continuare a essere erogato anche durante la malattia, a condizione che permangano i requisiti previsti: reddito complessivo entro le soglie stabilite e capienza dell’imposta lorda dovuta (cioè che vi sia effettivamente un’IRPEF da compensare).
Il calcolo e l’erogazione avvengono comunque a cura del datore di lavoro, in qualità di sostituto d’imposta, che verifica mese per mese la sussistenza dei presupposti in base alla busta paga. Per avere conferma sulla sua situazione specifica, le consiglio di controllare il cedolino relativo al periodo di malattia o di chiedere chiarimenti direttamente all’ufficio del personale o al consulente del lavoro dell’azienda.
Per informazioni generali può inoltre rivolgersi ai canali ufficiali INPS (numero verde 803164 o 06164164 da cellulare) oppure consultare il proprio Fascicolo previdenziale del cittadino.
Un saluto
Buongiorno,sono lavoratore dipendente con il 730 di quest’ anno relativo al 2023 è emerso che ho diritto al trattamento integrativo (ex bonus Renzi) per euro 1200,00 avendo un reddito complessivo inferiore ai 15000,00 euro.
Ad oggi 11 novembre 2024 non l’ ho ancora ricevuto in busta paga ed il mio sostituto d’imposta dichiara di non avere ricevuto nulla.
Neppure il Caf cui mi sono rivolto per il 730 ha saputo darmi delle spiegazioni dicendomi che per loro era tutto a posto avendo spedito tutto nella tempistica richiesta.
Posso sapere quando effettivamente lo riceverò o in alternativa a chi posso rivolgermi?
Grazie.
Cordiali saluti.
Buongiorno signor Garagnani,
capisco la sua preoccupazione. In generale, il trattamento integrativo che risulta spettante dal modello 730 viene riconosciuto attraverso il sostituto d’imposta, che riceve dall’Agenzia delle Entrate il cosiddetto modello 730-4 con l’indicazione delle somme da erogare in busta paga (di norma a partire dalla mensilità successiva alla trasmissione della dichiarazione).
Se il datore di lavoro dichiara di non aver ricevuto alcuna comunicazione, può trattarsi di un ritardo nella trasmissione tra CAF e Agenzia delle Entrate, oppure di un caso in cui il sostituto non è tenuto a effettuare i conguagli (ad esempio se il rapporto di lavoro è nel frattempo cessato o cambiato): in queste situazioni è l’Agenzia delle Entrate stessa a erogare direttamente l’importo, tramite bonifico o assegno vidimato, con tempistiche che possono variare.
Le consiglio quindi di:
Per un quadro generale su requisiti e funzionamento del bonus può consultare la nostra guida: Trattamento integrativo 2024: a chi spetta e quando arriva l’ex Bonus Renzi.
Un saluto
Sono stata assunta settembre 2023 ma non ho preso il bonus Renzi durante l’anno.posso chiedere il rimborso quest’anno per l’anno passato?
Buongiorno signora D’Alberti,
Il trattamento integrativo (ex Bonus Renzi) viene normalmente riconosciuto in automatico dal datore di lavoro direttamente in busta paga, sulla base dei requisiti di reddito. Se per il 2023 non le è stato erogato, pur avendone diritto, la somma non è persa: può essere recuperata in sede di dichiarazione dei redditi relativa a quell’anno d’imposta.
Per approfondire i requisiti generali del trattamento integrativo può consultare il nostro articolo: Trattamento integrativo: a chi spetta e quando arriva l’ex Bonus Renzi.
Un saluto
Ho fatto domanda per il bonus Renzi presso il CAF quando ho fatto il 730 nel 2023 ma ancora non l’ho ricevuto (gennaio 2024). Quando mi verrà erogato? Grazie
Buongiorno sig. Marco,
le consiglio di rivolgersi all’INPS ai seguenti numeri: 803164 (gratuito da rete fissa) o 06164164 (da rete mobile).
Un saluto
Buongiorno, con un reddito di €18.051,40 imposta lorda di €4.212,85 detrazioni da lavoro €2820,59 detrazioni spese mediche € 556,72 . Ho diritto al bonus Renzi nel 730 precompilato?
Buongiorno,
Non penso, perché il requisito fondamentale è che la somma delle detrazioni superi l’imposta lorda annuale di almeno 1.200 euro.
Un saluto
Ciao buonasera. Io sono stato licenziato a metà gennaio 2022 e ricevo la naspi da marzo 2023 ed anche il bonus Renzi. Vale anche per me il fatto che viene erogato per 12 mesi, o il fatto che a gennaio 2023 lavoravo, mi pregiudica qualche cosa e mi interrompono l erogazione? Grazie per la risposta.
Buongiorno,
Non dovrebbe pregiudicare nulla.
Un saluto
Buongiorno,
Ho un reddito annuale lordo compreso tra 15.000 e 28.000 euro.
L’imposta lorda indicata nella mia busta paga è di 3.821,78 euro e il totale è delle detrazioni godute è di 1.261,64 euro.
Nella mia busta paga non trovo nessuna voce relativa al bonus Irpef.
Mi spetta il Bonus Irpef?
Se sì, in che misura?
grazie mille per una sua risposta.
Cordiali saluti
Paola Crocetta
Buongiorno,
Purtroppo temo di no. Per i redditi compresi tra 15.000 e 28.000 euro si percepisce la differenza tra l’imposta lorda e le detrazioni, fino a 1.200 euro annui. Il requisito fondamentale è che la somma delle detrazioni superi l’imposta lorda annuale di almeno 1.200 euro (non mi sembra il suo caso).
Un saluto
Buongiorno scrivo a nome di una mia amica che ha forti dubbi sull’argomento, la informo che nel 2022 ha ricevuto due CU in quanto in corso d’anno ha cambiato lavoro. La somma dei due redditi è pari a Eur 18.715,00. Ha un Imposta Lorda pari ad Eur 4.379,00 ed il totale delle detrazioni è di Eur 3.463,00. Nel 730 precompilato le 1.200 Euro che aveva percepito nel corso dell’anno, le trova indicate nel Rigo 70 del 730 stesso (Restituzione trattamento integrativo non spettante). E’ corretto?
Grazie
Buongiorno,
Purtroppo non ti so dire se è corretto o meno, perché non ho capito se la tua amica nel corso dell’anno ha ricevuto il trattamento integrativo in busta paga, oppure se non l’ha ricevuto e deve ottenerlo in fase di dichiarazione dei redditi. Ti consiglio di rivolgerti a un CAF 🙂
Un saluto!
Con un reddito di 32.000 non mi spetta il bonus, inserito nel rigo C14 della dic 730 non si deve far altro? Non spetta in parte se rimangono detrazioni da recuperare? Grazie
Buongiorno,
il Bonus IRPEF spetta solo in caso di reddito non superiore a 28.000 euro.
Un saluto
Buongiorno sono al secondo anno di naspi ottobre é ultimo mese l hanno scorso ho preso tutto l hanno il bonus integrativo da gennaio 2023 ke nn lo ricevo più ho fatto anke il 730 ma ancora nulla il mio isee è 12.000 perciò ne avrei diritto ma nn capisco grazie
Buongiorno,
Ti consiglio di rivolgerti direttamente all’INPS o a un ente di patronato che può analizzare la tua situazione. Purtroppo io, senza conoscere i dettagli ma soltanto l’ISEE che mi hai detto, posso soltanto dirti che dovresti averne diritto.
Un saluto