Cambiare le finestre è uno degli interventi che incidono di più sulla bolletta, perché gli infissi vecchi disperdono calore d’inverno e fresco d’estate. Per questo lo Stato continua a farti recuperare una parte della spesa sotto forma di detrazione fiscale. Il Bonus infissi non è un bonus a sé stante: è il nome con cui si indicano le agevolazioni per la casa che comprendono anche la sostituzione di finestre e serramenti. Il Mio Bonus ti spiega quali di queste agevolazioni sono ancora attive nel 2026, quanto puoi recuperare davvero e come richiederle.
Che cos’è il Bonus infissi 2026
Con l’espressione Bonus infissi si indica la possibilità di portare in detrazione una parte della spesa sostenuta per sostituire finestre, portefinestre e serramenti. Non esiste un modulo chiamato “Bonus infissi” da compilare: la spesa entra in una delle agevolazioni edilizie già previste e segue le regole di quella agevolazione.
La differenza rispetto agli anni scorsi è sostanziale. Fino al 2024 convivevano cinque strade diverse, alcune con percentuali molto alte. Nel 2026 le strade praticabili per chi cambia le finestre sono rimaste tre, e tutte e tre hanno la stessa aliquota: cambia solo il tipo di lavoro che stai facendo e la documentazione da conservare.
Nel 2026 la sostituzione degli infissi si può detrarre con il Bonus ristrutturazione, con l’Ecobonus o con il Bonus sicurezza. Il Superbonus e il Bonus barriere architettoniche al 75%, che nei testi più vecchi vengono ancora citati, non sono più utilizzabili per le finestre.
Tutte e tre le agevolazioni funzionano come detrazione dall’IRPEF: non ricevi un bonifico dallo Stato, ma recuperi l’importo abbassando le tasse che paghi ogni anno con la dichiarazione dei redditi. La detrazione va ripartita in 10 quote annuali di pari importo: se spendi 10.000 € e ti spetta il 50%, recuperi 5.000 € in dieci anni, cioè 500 € l’anno.
Quanto spetta nel 2026: aliquote e limiti di spesa
La novità più importante per chi cambia le finestre riguarda l’aliquota. Dal 2025 la percentuale non dipende più dal tipo di intervento, ma da chi possiede l’immobile e da come lo usa. La detrazione piena spetta a chi è proprietario (o titolare di un diritto reale di godimento) dell’immobile adibito ad abitazione principale; su tutti gli altri immobili, come la seconda casa, l’aliquota scende. L’aliquota piena è quindi legata alla titolarità della proprietà o di un diritto reale di godimento sulla casa in cui vivi: chi occupa l’immobile con un contratto di affitto o in comodato può comunque detrarre la spesa che sostiene, ma con la percentuale prevista per gli altri immobili.
Le stesse percentuali valgono per tutto il 2026. Chi sta valutando di rimandare i lavori dovrebbe tenerne conto: le aliquote sono destinate a ridursi ancora dal 2027, quindi una spesa sostenuta a cavallo tra i due anni può valere parecchie centinaia di euro di differenza.
| Agevolazione |
Abitazione principale |
Altri immobili |
Limite |
| Bonus ristrutturazione |
50% |
36% |
96.000 € di spesa per unità immobiliare |
| Ecobonus infissi |
50% |
36% |
60.000 € di detrazione per immobile |
| Bonus sicurezza |
50% |
36% |
96.000 € di spesa per unità immobiliare |
Attenzione a non confondere i due limiti: nel Bonus ristrutturazione e nel Bonus sicurezza il tetto di 96.000 € è il massimo di spesa ammessa, mentre nell’Ecobonus i 60.000 € sono il massimo di detrazione che puoi ottenere.
Importante
Lo sconto in fattura e la cessione del credito non sono più disponibili per questi interventi: valevano per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2024. Nel 2026 l’unica strada è la detrazione in dichiarazione dei redditi, salvo i lavori il cui titolo abilitativo era già stato richiesto prima del 30 dicembre 2023.
Bonus infissi con il Bonus ristrutturazione
Il Bonus ristrutturazione è la strada più usata, perché non chiede di dimostrare un risparmio energetico. Riguarda gli interventi di recupero del patrimonio edilizio su una singola unità immobiliare o sulle parti comuni di un condominio, con il limite di 96.000 € di spesa per unità immobiliare.
Il punto da capire è in quale categoria di lavoro rientra la sostituzione delle finestre, perché da questo dipende se puoi detrarre la spesa anche nel tuo appartamento o solo sulle parti comuni dell’edificio.
Quando gli infissi rientrano nel Bonus ristrutturazione
Se cambi materiale o tipologia di infisso (per esempio passi dal legno al PVC, cambi la modalità di apertura o migliori l’isolamento termico), l’intervento è manutenzione straordinaria e si detrae anche sulla singola unità immobiliareSe sostituisci le finestre con altre identiche, senza cambiare materiale né tipologia, si tratta di manutenzione ordinaria e la detrazione spetta solo per i lavori sulle parti comuni condominiali
Questa è la differenza che nei testi più vecchi viene spesso invertita. In pratica, se stai cambiando le finestre proprio perché quelle attuali non isolano più, quasi sempre rientri nella manutenzione straordinaria e la detrazione sul tuo appartamento è ammessa. Il Bonus ristrutturazione, però, può essere usato solo su immobili residenziali.
Bonus infissi con l’Ecobonus
Se la sostituzione delle finestre migliora l’efficienza energetica dell’immobile, la strada alternativa è l’Ecobonus. La detrazione massima è di 60.000 € per immobile e si applica alle chiusure trasparenti comprensive di infissi.
A differenza del Bonus ristrutturazione, l’Ecobonus può essere usato anche su immobili non residenziali, come negozi e uffici, a condizione che siano dotati di impianto di riscaldamento: non essendo abitazioni principali, rientrano nell’aliquota del 36%. In cambio chiede qualcosa in più sul piano tecnico: i nuovi serramenti devono rispettare i valori di trasmittanza termica previsti per la zona climatica in cui si trova l’immobile, e la spesa ammessa ha un tetto per metro quadrato.
| Zona climatica |
Solo serramento |
Serramento con chiusura oscurante |
| Zone A, B e C |
660 €/m² |
780 €/m² |
| Zone D, E e F |
780 €/m² |
900 €/m² |
Questi massimali sono fissati dal decreto del 14 febbraio 2022 e comprendono la fornitura e la posa. Se il preventivo che ti hanno fatto supera questi valori al metro quadro, la parte eccedente resta a tuo carico e non entra nel calcolo della detrazione.
Attenzione
Chi sceglie l’Ecobonus ha un adempimento in più: la comunicazione all’ENEA, da inviare entro 90 giorni dalla fine dei lavori tramite il portale dedicato. È un passaggio obbligatorio e dimenticarlo può far perdere il diritto alla detrazione.
Bonus infissi con il Bonus sicurezza
La terza strada è il Bonus sicurezza, che segue le stesse aliquote e lo stesso tetto di spesa di 96.000 € del Bonus ristrutturazione, perché fa parte della stessa norma.
Qui non conta l’isolamento termico ma la protezione dell’abitazione dalle intrusioni. Ha senso quando l’intervento sugli infissi è pensato in chiave antifurto.
- inferriate e grate;
- tapparelle di sicurezza;
- persiane di sicurezza;
- porte blindate;
- vetri antisfondamento.
Bonus infissi senza ristrutturazione: si può?
È la domanda più frequente di chi vuole cambiare solo le finestre, senza aprire un cantiere in tutta la casa. La risposta è sì: non è necessario avviare una ristrutturazione completa per detrarre gli infissi.
La sostituzione dei serramenti è un intervento autonomo e può essere detratta da sola, a patto di rispettare le condizioni della misura scelta: il cambio di materiale o tipologia per il Bonus ristrutturazione, i requisiti di trasmittanza e la comunicazione all’ENEA per l’Ecobonus, la finalità antintrusione per il Bonus sicurezza.
Altre informazioni
Se stai valutando anche altri lavori sulla stessa casa, può convenire inquadrarli in un unico intervento: trovi il quadro completo nella guida alle
novità dei bonus edilizi e in quella sul
Conto Termico.
Chi può richiedere il Bonus infissi
Il Bonus infissi non è riservato ai proprietari. Possono richiederlo tutti i contribuenti che sostengono la spesa e che hanno un reddito imponibile in Italia, anche se non vi risiedono.
Va però ricordato un punto che spiazza molte persone: essendo una detrazione, serve un’imposta da cui detrarre. Chi non ha capienza IRPEF sufficiente, come spesso accade a chi percepisce solo una pensione minima, rischia di non riuscire a usare tutta la quota annuale, che non si recupera negli anni successivi.
- proprietari e nudi proprietari dell’immobile;
- titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
- inquilini e comodatari;
- condomini, per le parti comuni;
- imprenditori individuali, società ed esercenti arti e professioni;
- familiari conviventi del possessore (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo), purché intestatari dei bonifici;
- convivente di fatto;
- coniuge separato, se assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge.
Come ottenere il Bonus infissi passo dopo passo
La procedura non prevede una domanda preventiva: il diritto alla detrazione si costruisce pagando nel modo giusto e conservando i documenti. È qui che si perdono più detrazioni, quasi sempre per un pagamento fatto con lo strumento sbagliato.
Il passaggio decisivo è il bonifico parlante, cioè un bonifico bancario o postale dedicato alle detrazioni fiscali, in cui vanno indicati la causale con il riferimento normativo, il codice fiscale di chi detrae e la partita IVA dell’impresa che esegue i lavori.
- fatti fare un preventivo dettagliato che distingua serramenti, posa e opere accessorie;
- verifica quale agevolazione ti conviene e se l’immobile è la tua abitazione principale;
- paga con bonifico parlante, mai in contanti e mai con un bonifico ordinario;
- conserva fatture, bonifici e schede tecniche dei serramenti;
- se hai scelto l’Ecobonus, invia la comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori;
- inserisci la spesa nel modello 730 o nel modello Redditi dell’anno successivo.
Superbonus e Bonus barriere architettoniche: cosa non vale più
Molte guide ancora online citano percentuali del 90% o del 75% per le finestre. Sono dati superati e continuare a contarci porta a preventivi fuori scala.
Vale la pena capire cosa è successo alle due misure, perché sono quelle che generano più confusione quando si chiede un preventivo a un serramentista.
- Superbonus: per gli edifici ordinari si è chiuso con le spese del 31 dicembre 2025 e dal 2026 non è più possibile accedervi. Restano regole specifiche solo per gli edifici nei territori colpiti da eventi sismici;
- Bonus barriere architettoniche: la detrazione del 75% valeva per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2025. Inoltre, già dal 30 dicembre 2023 l’agevolazione riguarda soltanto scale, rampe, ascensori, servoscala e piattaforme elevatrici: la sostituzione di infissi e finestre non vi rientra più.
Chi deve eliminare una barriera architettonica sostituendo un serramento, quindi, nel 2026 rientra nel Bonus ristrutturazione ordinario, con le aliquote del 50% e del 36% viste sopra. Le altre agevolazioni fiscali per le persone con disabilità restano invece attive e seguono regole proprie.
Scadenza del Bonus infissi
Non c’è una scadenza unica, perché il Bonus infissi vive dentro agevolazioni diverse. Il riferimento che conta per chi sta decidendo adesso è l’anno in cui paghi, non quello in cui iniziano o finiscono i lavori.
Bonus ristrutturazione, Ecobonus e Bonus sicurezza restano utilizzabili per tutte le spese sostenute nel 2026, con le percentuali del 50% sull’abitazione principale e del 36% sugli altri immobili. Dal 2027 le aliquote sono destinate a scendere al 36% sull’abitazione principale e al 30% sugli altri immobili, salvo ulteriori proroghe: anticipare il pagamento entro fine anno può quindi convenire.
Importante
Fa fede la data del bonifico, non quella della fattura né quella di fine lavori. Un pagamento effettuato il 2 gennaio 2027 segue le regole del 2027, anche se le finestre sono state montate a dicembre.
Ultimo aggiornamento: 16 settembre 2026. Aliquote, limiti di spesa e massimali per metro quadro verificati sulle schede dell’Agenzia delle Entrate e sul decreto del 14 febbraio 2022.