Famiglia

Maternità obbligatoria: quanto dura, quanto spetta e come fare domanda all’INPS

Il 6 Ottobre 2026 da Cristina - 8 minuti di lettura

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Maternità obbligatoria: durata, indennità e domanda INPS

La maternità obbligatoria è il congedo di 5 mesi, tra prima e dopo il parto, in cui di norma la lavoratrice dipendente si astiene dal lavoro e riceve dall’INPS un’indennità pari all’80% della retribuzione. È uno dei sostegni più importanti tra gli aiuti per le famiglie che aspettano un figlio. Vediamo come funziona, chi ne ha diritto, quanto si prende, come fare domanda all’INPS e cosa cambia in casi particolari come adozione, parto prematuro o gravidanza a rischio.

Che cos’è la maternità obbligatoria?

La maternità obbligatoria, o congedo di maternità, è il periodo in cui la lavoratrice deve astenersi dal lavoro durante la gravidanza e dopo il parto, ricevendo un’indennità al posto dello stipendio.

Si tratta di un diritto della madre lavoratrice, ma anche di un divieto di lavorare: nei mesi di congedo il datore di lavoro non può farti lavorare (la violazione è punita dalla legge), salvo le eccezioni previste, come la flessibilità che vedi più sotto. Il congedo dura 5 mesi e, di norma, si divide così:

  • i 2 mesi prima della data presunta del parto;
  • i 3 mesi dopo il parto.

Dopo la maternità obbligatoria puoi restare a casa più a lungo con il congedo parentale.

Importante
Non confondere la maternità obbligatoria con il congedo parentale, che è facoltativo e spetta a ciascun genitore nei primi 14 anni di vita del bambino, né con il congedo di paternità obbligatorio, di 10 giorni lavorativi (20 in caso di parto plurimo).

Maternità obbligatoria: a chi spetta?

Maternità obbligatoria a chi spettaIl congedo di maternità spetta a queste lavoratrici:

  • dipendenti assicurate all’INPS anche per la maternità, comprese le lavoratrici assicurate ex IPSEMA (Istituto di previdenza per il settore marittimo);
  • dipendenti di amministrazioni pubbliche, incluse le lavoratrici dipendenti ex INPDAP ed ENPALS;
  • disoccupate o sospese, alle condizioni che vedi più sotto;
  • operaie agricole a tempo determinato o indeterminato;
  • apprendiste, operaie, impiegate, dirigenti con un rapporto di lavoro in corso all’inizio del periodo di congedo;
  • lavoratrici a domicilio;
  • addette ai servizi domestici e familiari (colf e badanti);
  • lavoratrici LSU o APU (attività socialmente utili o di pubblica utilità);
  • autonome iscritte all’INPS (artigiane, commercianti, coltivatrici dirette), con regole proprie e senza obbligo di astensione dal lavoro;
  • iscritte alla Gestione Separata, con requisiti di accesso diversi.

Requisiti per il congedo di maternità obbligatorio

Requisiti per il congedo di maternitàI requisiti per avere il congedo e l’indennità cambiano a seconda della categoria di lavoratrice.

Per le lavoratrici dipendenti, private e pubbliche, è richiesto un rapporto di lavoro in corso.

Per le lavoratrici disoccupate o sospese, il congedo deve iniziare entro 60 giorni dall’ultimo giorno di lavoro. Se all’inizio del congedo ricevi la NASpI, la mobilità o la cassa integrazione, il congedo può iniziare anche oltre i 60 giorni. Se non ricevi la NASpI perché negli ultimi due anni hai fatto lavori non coperti dall’assicurazione contro la disoccupazione, l’indennità può spettarti solo se il congedo inizia entro 180 giorni dalla fine del rapporto di lavoro e risultano 26 contributi settimanali per la maternità nei due anni precedenti.

Per le operaie agricole a tempo determinato serve l’iscrizione negli elenchi dei lavoratori agricoli con almeno 51 giornate di lavoro agricolo: per l’anno da considerare chiedi conferma all’INPS o a un patronato.

Alle colf e badanti sono richiesti 26 contributi settimanali nell’anno precedente l’inizio del congedo oppure 52 contributi settimanali nei due anni precedenti.

Attenzione
Per le iscritte alla Gestione Separata INPS serve almeno una mensilità di contribuzione con aliquota piena nei 12 mesi precedenti, e l’indennità spetta anche senza smettere di lavorare. Non vale per chi è già pensionata o ha un’altra tutela obbligatoria. Le libere professioniste con una propria cassa di previdenza seguono le regole della loro cassa.

Durata della maternità obbligatoria

La maternità obbligatoria ha una durata di 5 mesi, di solito suddivisa così:

  • 2 mesi prima del parto;
  • 3 mesi dopo il parto.

Se il bambino nasce prima della data presunta, i giorni non goduti prima del parto si aggiungono al periodo dopo il parto, anche se così si superano i 5 mesi complessivi.

In caso di parto gemellare, la durata del congedo di maternità non cambia: restano 5 mesi.

Flessibilità del congedo di maternità

Se la tua salute e quella del bambino lo permettono, puoi spostare in avanti l’inizio del congedo. Le opzioni sono due:

  • lavorare fino al mese prima della data presunta del parto e prendere i 4 mesi successivi al parto;
  • lavorare fino al parto e prendere tutti i 5 mesi dopo la nascita.

Per scegliere una di queste opzioni serve l’attestazione del medico specialista del Servizio Sanitario Nazionale (o convenzionato) e del medico competente per la sicurezza sul lavoro, che confermano che la scelta non comporta rischi per te e per il bambino. I certificati vanno consegnati al datore di lavoro, non all’INPS.

Estensione e casi particolari

Estensione maternità obbligatoriaIn alcuni casi il congedo può iniziare prima o durare di più:

  • se la gravidanza è a rischio, l’astensione anticipata la dispone l’ASL: trovi i dettagli nella guida alla maternità anticipata;
  • se il tuo lavoro è a rischio per la gravidanza e non puoi essere spostata ad altre mansioni, l’astensione può durare anche dopo il parto, fino al settimo mese di vita del bambino (la richiesta è spiegata più sotto).

Se dopo il parto il neonato viene ricoverato, puoi sospendere il congedo, tornare al lavoro e riprendere il congedo dalla data di dimissione del bambino. Serve un’attestazione medica che confermi che la tua salute è compatibile con il rientro, e questa possibilità si usa una sola volta per ogni figlio.

Se la gravidanza si interrompe, spontaneamente o per motivi terapeutici, dopo il 180° giorno di gestazione, oppure se il bambino muore alla nascita o durante il congedo, il congedo spetta per intero. Puoi tornare prima al lavoro, con 10 giorni di preavviso al datore di lavoro, solo se il medico specialista del Servizio Sanitario Nazionale (o convenzionato) e il medico competente attestano che non ci sono rischi per la tua salute.

Congedo di maternità per adozione e affidamento

Il congedo di maternità spetta anche se il minore è adottato o preso in affidamento preadottivo. In questo caso hai fino a 5 mesi di congedo dall’ingresso del minore in famiglia. Per le adozioni internazionali puoi usarlo anche prima dell’ingresso del minore in Italia.

Se invece l’affidamento non è preadottivo, il congedo è di 3 mesi, da usare entro 5 mesi dall’affidamento.

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Importo della maternità obbligatoria: quanto spetta?

Durante la maternità obbligatoria ricevi un’indennità pari all’80% della retribuzione al posto dello stipendio, a carico dell’INPS.

Importante
L’indennità è pari all’80% della retribuzione media globale giornaliera, calcolata sull’ultimo periodo di paga (di solito il mese) precedente l’inizio del congedo. Alcuni contratti collettivi prevedono un’integrazione a carico del datore di lavoro: controlla il tuo CCNL.

Se sei dipendente, di solito l’indennità ti viene anticipata in busta paga dal datore di lavoro. In alcuni casi, per esempio se non hai un datore di lavoro che la anticipa, la paga direttamente l’INPS con bonifico.

Per le lavoratrici dipendenti il periodo di congedo conta per l’anzianità di servizio, la tredicesima e le ferie, ed è coperto da contributi figurativi utili per la pensione.

Maternità obbligatoria: come richiederla?

Maternità obbligatoria come richiederlaPer ottenere l’indennità servono il certificato di gravidanza e la domanda all’INPS.

Prima di tutto, entro l’inizio del congedo, il certificato medico di gravidanza deve arrivare all’INPS: lo invia per via telematica il medico del Servizio Sanitario Nazionale o convenzionato.

Poi presenti la domanda all’INPS in uno di questi modi:

  • online, con il servizio dedicato sul sito dell’INPS, accedendo con la tua identità digitale (per esempio lo SPID);
  • tramite il Contact Center INPS, al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164 164 (da rete mobile);
  • tramite un ente di patronato.

Dopo il parto devi comunicare all’INPS la data di nascita del figlio e i suoi dati entro 30 giorni.

Una volta presentata la domanda, l’INPS ha 55 giorni per concludere la pratica.

Maternità obbligatoria: quando fare domanda?

Secondo l’INPS, la domanda va presentata prima che inizino i due mesi che precedono la data presunta del parto.

Attenzione
Se presenti la domanda in ritardo non perdi subito l’indennità: il limite ultimo è un anno dalla fine del periodo indennizzabile. Dopo, il diritto si prescrive.

Domanda di estensione del congedo di maternità per lavoro a rischio

Se svolgi una mansione a rischio per te o per il bambino e non puoi essere spostata ad altre attività, puoi chiedere che l’astensione continui dopo il parto. La richiesta va presentata all’Ispettorato territoriale del lavoro, che può disporre l’astensione fino al settimo mese di vita del bambino. Se invece la gravidanza è a rischio per motivi di salute, l’astensione anticipata la dispone l’ASL.

Altre informazioni

Aggiornamenti di questa guida

Ultimo aggiornamento: 6 ottobre 2026. Abbiamo ricontrollato la guida con le indicazioni dell’INPS e con la legge sulla tutela della maternità: durata e flessibilità del congedo, parto prematuro, ricovero del neonato, adozione e affidamento, requisiti per disoccupate, colf e iscritte alla Gestione Separata, tempi della domanda (l’INPS ha 55 giorni per concluderla) e congedo parentale fino ai 14 anni del bambino.

Altre domande frequenti

Esperta di bonus e agevolazioni e con esperienza nel mondo della comunicazione. Cristina fa parte del team Il Mio Bonus da ottobre 2022 ed è a vostra disposizione se avete dubbi, domande o curiosità sul tema.


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