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Disoccupazione frontalieri 2026: chi paga la NASpI, quanto spetta e come fare domanda

Il 20 Ottobre 2026 da Cristina - 10 minuti di lettura
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Disoccupazione frontalieri: uomo alla finestra di una cucina di paese con vista sul lago e sulle montagne di confine

La disoccupazione dei frontalieri che vivono in Italia e perdono del tutto il lavoro in Svizzera o in un altro Paese dell’Unione europea la paga l’INPS, se hai i requisiti: è la NASpI, l’indennità di disoccupazione italiana. Conta dove abiti, non dove lavoravi. L’importo però si calcola sullo stipendio che prendevi all’estero, entro il tetto massimo italiano, che nel 2026 è di 1.584,70 € al mese. In questa guida vediamo chi è considerato frontaliere, quali requisiti servono, quanto spetta, come fare domanda entro 68 giorni e cosa cambierà con la riforma europea.

Chi è considerato lavoratore frontaliere

Per le regole europee sulla sicurezza sociale è frontaliere chi lavora, come dipendente o in proprio, in uno Stato e risiede in un altro Stato, dove torna di regola ogni giorno o almeno una volta alla settimana. Queste regole valgono anche nei rapporti con la Svizzera, grazie all’accordo sulla libera circolazione delle persone firmato con l’Unione europea.

Il caso tipico è chi abita in Lombardia, Piemonte o in un’altra zona di confine e ogni mattina attraversa la frontiera per andare al lavoro. Se rientri a casa solo ogni tanto, per esempio una volta al mese, per la legge non sei un frontaliere e valgono regole diverse, che vediamo più avanti.

Essere frontaliere conta soprattutto quando il lavoro finisce: decide quale Stato ti paga la disoccupazione, a quale ufficio ti rivolgi e con quali regole si calcola l’importo.

Chi paga la disoccupazione dei frontalieri

La risposta dipende da quanto lavoro hai perso. Le regole europee distinguono due situazioni.

  • Disoccupazione completa: il rapporto di lavoro è finito. Ti metti a disposizione degli uffici del lavoro del Paese in cui vivi e ricevi le prestazioni secondo la sua legge, come se avessi sempre lavorato lì. Per chi risiede in Italia significa NASpI pagata dall’INPS.
  • Disoccupazione parziale: il contratto di lavoro continua, ma la tua attività è sospesa e puoi tornare al tuo posto in qualsiasi momento. In questo caso ti rivolgi al datore di lavoro o agli uffici del lavoro del Paese in cui lavori e ricevi le prestazioni da quel Paese, come se abitassi lì.
Situazione Chi paga A chi ti rivolgi
Perdi del tutto il lavoro e vivi in Italia INPS, con la NASpI INPS e centro per l’impiego in Italia
L’attività è sospesa, ma il contratto continua Il Paese in cui lavori Datore di lavoro o uffici del lavoro di quel Paese

Se hai perso del tutto il lavoro, oltre a iscriverti in Italia puoi anche metterti a disposizione dei servizi per l’impiego del Paese in cui lavoravi, per cercare un nuovo posto lì. È una scelta in più, non un obbligo: se lo fai, però, devi rispettare anche gli obblighi previsti da quel Paese.

Il Paese in cui lavoravi rimborsa all’INPS una parte della NASpI che ricevi: di regola i primi tre mesi, che diventano cinque se negli ultimi 24 mesi hai lavorato lì per almeno 12 mesi. È un conto tra enti: non cambia quanto ricevi tu.

Requisiti per avere la NASpI se lavoravi all’estero

Per il frontaliere che vive in Italia valgono i requisiti ordinari della NASpI. Servono due condizioni:

  • aver perso il lavoro in modo involontario, per esempio per licenziamento o per la fine di un contratto a termine. Le dimissioni per giusta causa non ti fanno perdere il diritto;
  • avere almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione nei quattro anni prima dell’inizio della disoccupazione.

Le settimane lavorate all’estero contano. L’INPS considera i periodi di assicurazione maturati nello Stato in cui lavoravi e, se serve, li somma a quelli di altri Paesi: è la cosiddetta totalizzazione. Per questo puoi avere la NASpI anche se non hai mai versato contributi in Italia.

Dal 1° gennaio 2022 non serve più il vecchio requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti. C’è invece una regola nuova per chi perde il lavoro dal 1° gennaio 2025: se nei 12 mesi prima ti eri dimesso, o avevi firmato una risoluzione consensuale, da un contratto a tempo indeterminato, servono almeno 13 settimane di contributi maturate dopo quelle dimissioni.

Importante
La regola delle 13 settimane dopo le dimissioni non si applica se ti eri dimesso per giusta causa o nel periodo tutelato di maternità o paternità. Il lavoro che perdi dopo, quello da cui nasce la domanda di NASpI, può invece essere sia a tempo indeterminato sia a termine.

Quanto spetta: come si calcola la NASpI dei frontalieri

Qui sta la differenza principale rispetto a chi ha sempre lavorato in Italia. Per i frontalieri l’INPS calcola la NASpI sulla retribuzione percepita nello Stato dell’ultima occupazione, cioè sullo stipendio estero. Le regole di calcolo, però, restano quelle italiane:

  • si parte dalla retribuzione media mensile degli ultimi quattro anni;
  • se è pari o inferiore a 1.456,72 € (valore 2026), la NASpI è il 75% di quella retribuzione;
  • se è più alta, al 75% di 1.456,72 € si aggiunge il 25% della differenza;
  • in ogni caso l’indennità non può superare 1.584,70 € al mese nel 2026.

Per chi lavorava in Svizzera con uno stipendio alto questo tetto pesa: anche con una busta paga molto superiore alla media italiana, la NASpI resta entro il massimale INPS. Per capire i tempi dei pagamenti puoi leggere la guida su quando arriva la NASpI.

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L’importo non resta uguale per tutto il periodo: dal primo giorno del sesto mese la NASpI si riduce del 3% ogni mese. Se alla data della domanda hai già compiuto 55 anni, la riduzione parte invece dall’ottavo mese.

La regola speciale per i frontalieri con la Svizzera

La legge italiana che ha recepito il nuovo accordo fiscale tra Italia e Svizzera del 2023 prevede una regola in più per una parte dei frontalieri: per i primi tre mesi la NASpI si calcola in misura pari all’indennità di disoccupazione che ti spetterebbe secondo la legge svizzera. La regola non si applica se la NASpI calcolata con il metodo italiano è comunque più alta.

Riguarda solo i frontalieri come li definisce l’accordo fiscale: chi vive in un Comune entro 20 km dal confine, lavora nella zona di frontiera dei cantoni Grigioni, Ticino o Vallese e torna a casa, di regola, ogni giorno. Sul lato italiano la zona comprende Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e la provincia autonoma di Bolzano.

Attenzione
Se rientri in questa definizione, chiedi all’INPS o a un patronato come viene applicata la regola dei primi tre mesi al tuo caso prima di fare i conti sul budget familiare: l’importo dipende anche da quanto avresti ricevuto in Svizzera.

Quanto dura la NASpI

La durata segue le regole italiane: la NASpI spetta per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni, comprese quelle lavorate all’estero. Non si contano i periodi che ti hanno già dato diritto a un’altra indennità di disoccupazione.

Se durante la NASpI trovi un lavoro breve, l’indennità può essere sospesa e poi ripartire: trovi i casi nella guida sulla sospensione della NASpI. Per i lavoretti senza contratto da dipendente, leggi invece come non perdere la NASpI.

Come fare domanda di disoccupazione da frontaliere

La domanda si presenta all’INPS, anche se l’ultimo datore di lavoro era all’estero. Questi sono i passaggi:

  1. Presenta la domanda entro 68 giorni dalla fine del rapporto di lavoro: oltre questo termine perdi il diritto. Puoi farla online sul sito dell’INPS con le tue credenziali, come lo SPID o la carta d’identità elettronica, chiamando il Contact Center (803 164 da rete fissa, gratuito, oppure 06 164 164 da cellulare) o tramite un patronato.
  2. Allega i documenti del lavoro all’estero: contratto, buste paga e, se ce l’hai, il documento portatile U1, che attesta i periodi di assicurazione, il motivo della cessazione e la qualifica.
  3. Vai al centro per l’impiego entro 15 giorni. La domanda di NASpI vale già come dichiarazione di immediata disponibilità (DID); nei 15 giorni successivi devi firmare il patto di servizio personalizzato.

Se presenti la domanda entro l’ottavo giorno dalla fine del lavoro, la NASpI parte dall’ottavo giorno; se la presenti dopo, parte dal giorno successivo alla domanda. Conviene quindi muoversi presto.

Il documento U1: cos’è e se manca

Il documento portatile U1 è il modulo europeo che certifica i periodi di lavoro e di assicurazione in un altro Stato. In Svizzera le casse di disoccupazione lo rilasciano su richiesta, con un apposito modulo. Se non ce l’hai, non è un blocco: come spiega la scheda INPS sulla disoccupazione dei frontalieri, in mancanza dell’U1 è la sede INPS competente a chiedere le informazioni direttamente all’ente estero.

Se non sei frontaliere: chi lavora all’estero e non rientra

Chi lavora all’estero ma non rientra almeno una volta alla settimana non è un frontaliere. Se resti nel Paese in cui lavoravi, ti metti a disposizione dei suoi uffici del lavoro e ricevi la disoccupazione secondo le regole di quel Paese.

Se invece torni a vivere in Italia dopo aver ricevuto la disoccupazione dallo Stato estero, puoi continuare a ricevere quella prestazione anche in Italia, se rispetti le condizioni europee: di regola per tre mesi, che l’ente estero può prorogare fino a un massimo di sei mesi in tutto. In questo periodo la NASpI resta sospesa. Solo quando finisce, e se hai i requisiti, può entrare in gioco la NASpI. In questi casi conviene farsi seguire da un patronato prima di presentare qualsiasi domanda.

Cosa cambierà con la riforma europea

L’Unione europea ha approvato una revisione delle regole sulla sicurezza sociale che cambia anche la disoccupazione dei frontalieri: il Parlamento europeo l’ha adottata il 7 luglio 2026 e il Consiglio dell’Unione europea il 28 settembre 2026. Con le nuove regole, il frontaliere che ha lavorato almeno 22 settimane di fila nello Stato di lavoro passerà a ricevere la disoccupazione da quello Stato; con meno di 22 settimane continuerà a pagare il Paese di residenza.

Per ora però non cambia nulla. La riforma entra in vigore solo dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea e la parte sulla disoccupazione si applicherà 24 mesi dopo l’entrata in vigore. Fino ad allora vale tutto quello che hai letto in questa guida.

Per chi lavora in Svizzera la riforma non vale in automatico: la Svizzera dovrebbe recepirla nell’accordo sulla libera circolazione, dopo la propria procedura interna di approvazione. Finché non succede, tra Italia e Svizzera resta in vigore il sistema attuale, con la NASpI pagata dall’INPS.

Gli altri aiuti se hai perso il lavoro oltre confine

La NASpI è il sostegno principale, ma non l’unico. Se vuoi metterti in proprio puoi valutare la NASpI anticipata, che ti dà l’indennità in un’unica soluzione per avviare un’attività, e prima di aprire la partita IVA leggi la guida su NASpI e partita IVA. Per tornare al lavoro, chiedi al centro per l’impiego quali percorsi di orientamento e formazione sono disponibili nella tua Regione.

Se il reddito familiare scende molto, controlla se rientri nei requisiti dell’Assegno di Inclusione, che dipende anche dall’ISEE del nucleo. Dopo la perdita del lavoro puoi chiedere l’ISEE corrente, che sostituisce l’ISEE ordinario con i redditi più recenti, se ricorrono le condizioni previste. Tutte le altre misure per chi cerca lavoro sono raccolte nella sezione disoccupazione.

Altre domande frequenti

Esperta di bonus e agevolazioni e con esperienza nel mondo della comunicazione. Cristina fa parte del team Il Mio Bonus da ottobre 2022 ed è a vostra disposizione se avete dubbi, domande o curiosità sul tema.

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