Lavoro

Bonus 200 euro per autonomi senza Partita IVA: requisiti, importi e scadenza (misura chiusa)

Il 25 Ottobre 2026 da Cristina - 6 minuti di lettura
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Bonus 200 euro per autonomi senza partita IVA

Il Bonus 200 euro per autonomi senza Partita IVA è stata un’indennità una tantum dell’INPS per i lavoratori autonomi e i professionisti senza Partita IVA iscritti a una gestione previdenziale. Valeva 200 euro, oppure 350 euro con un reddito 2021 fino a 20.000 euro, e rientrava tra le misure contro il caro prezzi rivolte al mondo del lavoro. La domanda andava presentata entro il 30 aprile 2023: oggi la misura è chiusa. Qui trovi chi poteva averla, come funzionava e dove cercare le agevolazioni attive.

Bonus 200 euro senza Partita IVA: la misura è chiusa

Il Bonus 200 euro è stato introdotto dal Decreto Aiuti per dipendenti, pensionati e altre categorie, ed è stato poi esteso a ulteriori platee. L’estensione ai lavoratori autonomi e professionisti senza Partita IVA è arrivata con un decreto firmato il 7 dicembre 2022 e annunciato dal Ministero del Lavoro a gennaio 2023.

Il 20 marzo 2023 l’INPS ha attivato la procedura online per la domanda, che si poteva presentare entro il 30 aprile 2023. L’ampliamento riguardava circa 80.000 potenziali beneficiari: circa 30.000 lavoratori autonomi e circa 50.000 professionisti, tra cui circa 30.000 specializzandi in medicina.

Importante
Il termine per le domande era il 30 aprile 2023: la misura è chiusa e non è più possibile presentare domanda. Se lavori in proprio, consulta le agevolazioni attive descritte più avanti.

Che cos’era il Bonus 200 euro?

Che cos’e il Bonus 200 euroIl Bonus 200 euro è stata un’indennità una tantum introdotta dal Decreto Aiuti, in vigore dal 18 maggio 2022, per sostenere il potere d’acquisto di lavoratori, pensionati e altre categorie di fronte alla crisi energetica e al caro prezzi. Ai lavoratori dipendenti è stata pagata a luglio 2022.

All’inizio la misura era destinata soprattutto a:

Molti di questi soggetti hanno ricevuto la somma senza fare domanda, in busta paga, con la pensione o insieme alla prestazione che già percepivano.

Il Decreto Aiuti bis ha poi esteso la platea, includendo tra gli altri i collaboratori sportivi, alcuni lavoratori dipendenti prima esclusi e i dottorandi e assegnisti di ricerca.

Sono stati inclusi anche i lavoratori autonomi iscritti alle gestioni previdenziali dell’INPS e titolari di Partita IVA, che hanno potuto presentare domanda dal 26 settembre al 30 novembre 2022. Infine, nel 2023 l’INPS ha aperto le domande per gli autonomi e i liberi professionisti senza Partita IVA.

L’indennità per gli autonomi senza Partita IVA spettava una sola volta, non costituiva reddito ai fini fiscali né per le prestazioni previdenziali e assistenziali e non poteva essere ceduta, sequestrata o pignorata.

Bonus 200 euro autonomi: quali erano i requisiti

Per gli autonomi e i professionisti senza Partita IVA l’apertura della Partita IVA non era richiesta. I requisiti indicati dall’INPS erano questi:

  • avere un reddito complessivo non superiore a 35.000 euro nel periodo d’imposta 2021;
  • essere iscritti a una gestione autonoma dell’INPS, con posizione attiva alla data del 18 maggio 2022;
  • avere un’attività lavorativa avviata al 18 maggio 2022;
  • aver effettuato, entro il 18 maggio 2022, almeno un versamento contributivo, totale o parziale, per il periodo di competenza dal 1° gennaio 2020 e con scadenze di versamento entro il 18 maggio 2022;
  • non essere titolari di trattamenti pensionistici diretti al 18 maggio 2022;
  • non aver già ricevuto l’indennità una tantum di 200 euro per un’altra categoria, ad esempio come lavoratore dipendente o pensionato.

La soglia dei 35.000 euro si riferiva al reddito complessivo percepito nel periodo d’imposta 2021: era un dato annuale, non un limite mensile.

L’incremento di 150 euro: in tutto 350 euro

L’indennità poteva salire di 150 euro. Non era un bonus separato, ma un incremento della stessa indennità: chi aveva un reddito 2021 fino a 20.000 euro riceveva in tutto 350 euro.

I requisiti per l’incremento erano gli stessi del Bonus 200 euro, tranne il reddito: il reddito complessivo non doveva superare i 20.000 euro nel periodo d’imposta 2021. Con un reddito tra 20.000 e 35.000 euro, invece, l’indennità era di 200 euro.

Reddito complessivo 2021 Importo dell’indennità
Fino a 20.000 euro 350 euro (200 + 150)
Oltre 20.000 e fino a 35.000 euro 200 euro
Oltre 35.000 euro Nessuna indennità

Chi non rientrava in questa misura

Due categorie, pur iscritte a una gestione previdenziale dell’INPS, non rientravano nella misura per chi è senza Partita IVA:

  • iscritti alla gestione autonoma come coadiuvanti e coadiutori del titolare con Partita IVA;
  • soci di società o componenti di studi associati.

Per loro valeva la regola generale: la Partita IVA richiesta era quella del titolare, della società o dello studio associato. L’indennità si richiedeva quindi con la domanda prevista per i titolari di Partita IVA, se la Partita IVA era attiva e l’attività avviata al 18 maggio 2022.

Come si richiedeva il Bonus 200 euro autonomi?

Come richiedere il Bonus 200 euro autonomiGli autonomi senza Partita IVA presentavano la domanda all’INPS in uno di questi modi:

  • online, dal “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche”, con SPID, CIE o CNS;
  • tramite il Contact Center, al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) o allo 06 164164 da rete mobile, a pagamento;
  • tramite un Ente di patronato.
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Nel servizio online bisognava scegliere, sotto la voce “Indennità una tantum – Autonomi senza Partita IVA“, la propria categoria: commercianti, coltivatori diretti e altri iscritti alla gestione agricola, pescatori autonomi o liberi professionisti senza Partita IVA.

Poi si dichiarava di avere i requisiti richiesti e si inviava la domanda, con la relativa ricevuta.

Attenzione
I professionisti iscritti solo a una cassa professionale (ente previdenziale obbligatorio privato) presentavano la domanda al proprio ente; chi era iscritto anche a una gestione INPS la presentava solo all’INPS.

Scadenza della domanda

Le domande per il Bonus 200 euro per autonomi senza Partita IVA si potevano presentare dal 20 marzo 2023, quando l’INPS ha attivato la procedura, fino al 30 aprile 2023. Il termine è scaduto e oggi la domanda non si può più presentare.

Come è stato pagato il Bonus 200 euro?

L’INPS ha pagato l’indennità seguendo l’ordine cronologico delle domande presentate e accolte, nei limiti della spesa autorizzata.

Bonus per autonomi: dove cercare le misure attive

Il Bonus 200 euro non è più richiedibile, ma chi lavora in proprio può controllare le altre misure pubblicate sul nostro sito. Per chi ha la Partita IVA trovi la guida all’ISCRO, l’indennità dell’INPS per i professionisti titolari di Partita IVA iscritti alla Gestione separata, e la pagina su NASpI e Partita IVA per chi apre un’attività mentre riceve la disoccupazione.

Per le misure che non sono state rinnovate, come questa indennità una tantum, puoi consultare il riepilogo dei bonus non prorogati.

Ultimo aggiornamento: 24 ottobre 2026. Requisiti, importi e scadenza verificati sulle indicazioni dell’INPS.

Altre domande frequenti

Esperta di bonus e agevolazioni e con esperienza nel mondo della comunicazione. Cristina fa parte del team Il Mio Bonus da ottobre 2022 ed è a vostra disposizione se avete dubbi, domande o curiosità sul tema.


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