Lavoro

Lavoratori fragili e smart working nel 2026: chi sono e quali tutele restano

Il 14 Ottobre 2026 da Andrea - 8 minuti di lettura

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lavoratori fragili in smartI lavoratori fragili non sono più coperti dalle regole speciali sullo smart working nate con il Covid: per loro il diritto al lavoro agile è finito il 31 dicembre 2023 e l’ultima proroga, chiusa il 31 marzo 2024, riguardava solo alcuni casi. Oggi il lavoro agile si concorda con il datore di lavoro, ma la legge dà la precedenza ad alcune persone: chi ha una disabilità grave, i caregiver, i genitori di figli fino a 12 anni e, dal 2025, chi rientra dal congedo per malattie oncologiche, invalidanti e croniche. Di seguito vediamo chi sono i lavoratori fragili, cosa prevedevano le vecchie regole e come si chiede oggi lo smart working.

Chi sono i lavoratori fragili

I lavoratori fragili sono le persone che, per una patologia o una condizione di salute, risultano più esposte ai rischi legati all’ambiente di lavoro.

Il termine nasce nel periodo Covid. Nel 2022 un decreto del Ministro della Salute, firmato anche dai ministri del Lavoro e della Pubblica Amministrazione, ha individuato le patologie e le condizioni che rendevano un dipendente, pubblico o privato, più vulnerabile. A certificarle era il medico di medicina generale.

Il decreto distingueva due gruppi: chi era fragile indipendentemente dal vaccino e chi lo era perché esente dalla vaccinazione per motivi di salute. Oggi questi elenchi non danno più un diritto automatico al lavoro agile, ma restano il riferimento più preciso per capire chi viene considerato fragile. Se hai un verbale di Legge 104 con riconoscimento di gravità, oggi è quello a pesare di più per la priorità sullo smart working; l’invalidità civile (almeno il 74%) conta invece per il congedo e i permessi per malattie oncologiche, invalidanti e croniche, come vedrai più avanti.

Le patologie indicate dal decreto del 2022

Rientravano nel primo gruppo le persone con una forte compromissione della risposta immunitaria, cioè chi:

  • ha avuto un trapianto di organo solido in terapia immunosoppressiva;
  • ha avuto un trapianto di cellule staminali ematopoietiche da meno di due anni, oppure è in terapia immunosoppressiva per la malattia del trapianto contro l’ospite cronica;
  • è in attesa di trapianto d’organo;
  • segue terapie a base di cellule T esprimenti un recettore chimerico antigenico (CAR-T);
  • ha una patologia oncologica o onco-ematologica in trattamento con farmaci immunosoppressivi o mielosoppressivi, oppure ha sospeso le cure da meno di 6 mesi;
  • ha immunodeficienze primitive o immunodeficienze secondarie a un trattamento farmacologico;
  • è in dialisi o ha un’insufficienza renale cronica grave;
  • ha subito l’asportazione della milza (splenectomia);
  • ha la sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) con linfociti T CD4+ sotto 200 cellule/µl o sulla base del giudizio clinico.

Nello stesso gruppo c’erano anche i pazienti con tre o più di queste patologie:

  • cardiopatia ischemica;
  • fibrillazione atriale;
  • scompenso cardiaco;
  • ictus;
  • diabete mellito;
  • bronco-pneumopatia ostruttiva cronica;
  • epatite cronica;
  • obesità.

Chi era esente dalla vaccinazione

Il secondo gruppo comprendeva chi era esente dalla vaccinazione per motivi di salute e aveva, in più, almeno una di queste condizioni: un’età superiore ai 60 anni, oppure una delle patologie indicate dal Ministero della Salute in un elenco dell’ottobre 2021.

Smart working per i fragili: le regole Covid sono scadute

Fino al 31 dicembre 2023 i dipendenti fragili, sia pubblici sia privati, avevano diritto al lavoro agile. Per garantirlo il datore di lavoro poteva anche assegnare una mansione diversa, purché della stessa categoria o area di inquadramento e senza ridurre la retribuzione.

Dal 1° gennaio al 31 marzo 2024 la proroga ha riguardato solo due casi del settore privato: i genitori con figli sotto i 14 anni e i lavoratori più esposti al rischio per età o patologia, valutati dal medico competente, a condizione che il lavoro fosse compatibile con la modalità agile. Poi anche questa proroga è scaduta.

Da allora lo smart working si chiede con un accordo individuale con il datore di lavoro, e contano le priorità previste dalla legge sul lavoro agile che trovi nel prossimo paragrafo. Se nel frattempo la tua salute ti impedisce di lavorare, la tutela è quella della malattia (per i dipendenti privati, con l’indennità INPS).

Importante
Nella Pubblica Amministrazione una direttiva del Ministro per la Pubblica Amministrazione di fine 2023 chiede ai dirigenti di garantire il lavoro agile, con accordi individuali e anche in deroga alla prevalenza del lavoro in presenza, a chi documenta gravi, urgenti e non altrimenti conciliabili situazioni di salute, personali o familiari.

Chi ha la priorità per lo smart working nel 2026

La legge sul lavoro agile obbliga i datori di lavoro, pubblici e privati, che stipulano accordi di smart working a dare la precedenza alle richieste di tre gruppi di lavoratori:

  • i genitori di figli fino a 12 anni, oppure senza limiti di età se il figlio ha una disabilità grave riconosciuta con la Legge 104;
  • i lavoratori con disabilità in situazione di gravità accertata;
  • i caregiver familiari riconosciuti dalla legge.

Chi chiede lo smart working non può essere sanzionato, demansionato, licenziato o trasferito, né subire altre misure organizzative che peggiorino le sue condizioni di lavoro. Una misura ritorsiva o discriminatoria di questo tipo è nulla.

La priorità non è un diritto automatico al lavoro agile: vale quando il datore di lavoro stipula accordi di smart working e deve scegliere a chi concederli. Se la tua mansione non si può svolgere da remoto, la priorità da sola non basta.

Smart working e Legge 104

La Legge 104 non dà da sola il diritto a lavorare da casa, ma il riconoscimento della disabilità grave ti mette tra chi ha la precedenza, sia se riguarda te sia se riguarda un figlio. Se assisti un familiare con disabilità grave, oltre alla priorità per lo smart working puoi avere diritto anche ai permessi della Legge 104 e al congedo straordinario.

Malattie oncologiche, invalidanti e croniche: congedo e lavoro agile

Dal 9 agosto 2025 esiste una tutela nuova per i dipendenti pubblici e privati con malattie oncologiche oppure con malattie invalidanti o croniche, anche rare, che comportano un’invalidità pari o superiore al 74%. Puoi chiedere un congedo fino a 24 mesi, continuativo o frazionato, con questi effetti:

  • conservi il posto di lavoro;
  • non ricevi la retribuzione e non puoi svolgere nessuna attività lavorativa;
  • il periodo non conta per l’anzianità di servizio e non ti fa maturare contributi previdenziali, ma puoi riscattarlo versando i relativi contributi (con le regole della prosecuzione volontaria);
  • il congedo parte solo dopo che hai esaurito gli altri periodi di assenza giustificata, come quelli di malattia.

Quando rientri al lavoro dopo il congedo hai la priorità per lo smart working, se la tua prestazione si può svolgere in modalità agile. La malattia va certificata dal medico di medicina generale o dallo specialista che ti ha in cura in una struttura sanitaria pubblica o privata accreditata.

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10 ore di permesso in più per visite ed esami

Dal 1° gennaio 2026 la stessa legge riconosce dieci ore all’anno di permesso in più per visite, esami strumentali, analisi e cure mediche frequenti, con la prescrizione del medico di medicina generale o di uno specialista di una struttura sanitaria pubblica o privata accreditata. Spettano a chi ha una malattia oncologica in fase attiva o in follow-up precoce, oppure una malattia invalidante o cronica, anche rara, con invalidità pari o superiore al 74%. Spettano anche ai genitori di un figlio minorenne con le stesse patologie e la stessa condizione.

Attenzione
Il congedo fino a 24 mesi non è retribuito: prima di chiederlo verifica con il datore di lavoro, o con un patronato, quali periodi di assenza ti spettano (come la malattia), perché il congedo parte solo quando li hai esauriti.

Come chiedere lo smart working oggi

In linea generale, i passaggi per chiedere il lavoro agile sono questi:

  1. Verifica se rientri tra chi ha la priorità: disabilità grave, figli fino a 12 anni (o con disabilità grave), caregiver, rientro dal congedo per malattia oncologica, invalidante o cronica.
  2. Prepara i documenti: il verbale della Legge 104, il verbale di invalidità o la certificazione del medico che ti ha in cura.
  3. Presenta la richiesta, meglio se per iscritto, al datore di lavoro o all’ufficio del personale, indicando il motivo della priorità.
  4. Firma l’accordo individuale: se il datore di lavoro accetta, il lavoro agile si concorda per iscritto, con le modalità e i tempi del lavoro da remoto.

Nella Pubblica Amministrazione è il dirigente responsabile a individuare le misure organizzative necessarie, con previsioni specifiche negli accordi individuali: chiedi quindi all’ufficio del personale come la tua amministrazione applica la direttiva. Se lavori da casa con regolarità, puoi dare un’occhiata anche al bonus PC per lo smart working.

Altre informazioni
Se hai una disabilità riconosciuta, leggi anche la nostra guida alle categorie protette: spiega come funziona il collocamento mirato e quali tutele hai sul posto di lavoro.

Ultimo aggiornamento: 14 ottobre 2026. Abbiamo riscritto la guida: le regole Covid per i lavoratori fragili sono scadute (31 dicembre 2023 e 31 marzo 2024), abbiamo aggiunto le priorità di legge per lo smart working e il congedo per malattie oncologiche, invalidanti e croniche.

Altre domande frequenti

Esperta di bonus e agevolazioni, Andrea fa parte del team Il Mio Bonus da novembre 2023 ed è a vostra disposizione se avete dubbi, domande o curiosità sul tema.

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