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Garanzia per l’attivazione lavorativa (GAL): come funziona il nuovo RdC

Il 11 Settembre 2023 da Cristina - 6 minuti di lettura

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Garanzia per l’attivazione lavorativa GAL

Dal 1º gennaio 2024 il Reddito di Cittadinanza sarà abolito. Questa è la novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2023, che prevede la sua sostituzione con una nuova misura. Quest’ultima, in particolare, prevede al suo interno tre benefici differenti. Uno di questi è la Garanzia per l’attivazione lavorativa (GAL), una misura di sostegno economico destinata alla popolazione “occupabile”. Il Mio Bonus ti presenta una guida completa sulla Garanzia per l’attivazione lavorativa: come funziona, quali sono i requisiti e in cosa si differenzia rispetto al Reddito di Cittadinanza.

Che cos’è la Garanzia per l’attivazione lavorativa?

Che cos’è la Garanzia per l’attivazione lavorativaLa Legge di Bilancio 2023 ha annunciato la fine del Reddito di Cittadinanza. Quest’anno, infatti, questa misura di sostegno verrà erogata solo per i primi 7 mesi, per poi scomparire. Al suo posto, il Governo prevede l’introduzione di MIA (Misure di Inclusione Attiva), un insieme di azioni per contrastare la disoccupazione e promuovere l’inclusione sociale.

L’obiettivo rimane pressoché lo stesso, ma cambiano le misure. Infatti, MIA contiene tre diverse misure che sostituiranno la popolazione prestazione in vigore dal 2019. In particolare, le tre nuove misure saranno:

La PAL è una misura transitoria, che verrà erogata dal 1º settembre (in concomitanza con la fine del Reddito di Cittadinanza per gli occupabili) al 31 dicembre 2023. Questa misura, infatti, garantirà ai beneficiari di continuare a ricevere un’indennità nel periodo antecedente l’introduzione delle nuove vere e proprie misure, che verranno introdotte dal 1º gennaio 2024.

Pertanto, dal 2024 il Reddito di Cittadinanza si sdoppierà in due nuovi sostegni, differenziando la platea tra “occupabili” e “non occupabili”.

La Garanzia per l’inclusione (GIL), come abbiamo visto in questo articolo, si rivolge soltanto alle famiglie dove è presente almeno un componente disabile, ultrasessantenne o minorenne. Questo significa che la parte di popolazione occupabile, ma in difficoltà economiche, viene lasciata fuori dalla GIL.

La Garanzia per l’attivazione lavorativa (abbreviata in GAL) è una misura di sostegno destinata alle persone di età compresa tra 18 e 59 anni e che sono occupabili, ma si trovano in condizioni economicamente svantaggiate.

Garanzia per l’attivazione lavorativa: a chi spetta?

LA GAL si rivolge a quella fascia di popolazione in condizioni economiche svantaggiate, ma che non presenta i requisiti per accedere alla GIL.

Nello specifico, la Garanzia per l’attivazione lavorativa spetta ai singoli individui o alle coppie tra i 18 e i 59 anni, in condizioni di povertà assoluta.

Cos’è la povertà assoluta?
Sono considerate in “povertà assoluta” le persone che non possono permettersi le spese minime, ovvero i beni e i servizi considerati essenziali per avere una vita accettabile.

Requisiti di cittadinanza

Per poter richiedere la GAL, l’individuo deve possedere i seguenti requisiti:

  • cittadino italiano, europeo o extracomunitario con regolare permesso di soggiorno;
  • residente in Italia da almeno 5 anni, di cui gli ultimi 2 in modo continuativo.
Attenzione
Sono esclusi dalla GAL i componenti disoccupati a causa di dimissioni volontarie presentate nei 12 mesi prima, ad eccezione delle dimissioni per giusta causa.

Requisiti economici

Inoltre, il richiedente deve essere in possesso dei seguenti requisiti economici e reddituali:

  • ISEE non superiore a 6.000 euro;
  • patrimonio immobiliare non superiore a 30.000 euro, esclusa la casa di abitazione entro un valore IMU di 150.000 euro;
  • patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro;
  • nessun componente deve essere in possesso di autoveicoli di cilindrata superiore a 1600 cc. o motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc., immatricolati nel 26 mesi antecedenti la richiesta;
  • non essere sottoposti a misura cautelare personale, di prevenzione, né a condanne definitive nei 10 anni precedenti al richiesta.
Importante
Nel calcolo dei requisiti economici non vengono prese in considerazione eventuali erogazioni di Assegno unico e universale e altre misure di sostegno economico di carattere straordinario.

Come funziona la Garanzia per l’attivazione lavorativa?

Come funziona la Garanzia per l’attivazione lavorativaLa GAL consiste in un assegno, erogato mensilmente dall’INPS tramite bonifico bancario. Pertanto, si discosta dalla sua sorella Garanzia per l’inclusione (GIL), la quale verrà erogata per mezzo di un’apposita carta prepagata.

È anche fondamentale è fondamentale dire che la GAL prevede un importo fisso di 350 euro al mese. Questa cifra riguarda il primo componente del nucleo familiare, ovvero colui che effettua la richiesta.

Inoltre, la GAL può essere estesa anche al secondo componente, al quale però spetta la metà del contributo, ovvero 175 euro al mese.

Per quanto concerne la durata, la Garanzia per l’attivazione lavorativa viene erogata per 12 mensilità, senza possibilità di richiedere il rinnovo.

Per riassumere, la GAL non può superare i 525 euro al mese per nucleo familiare di 2 persone, per un totale di 6.300 euro per 12 mensilità non rinnovabili.

Inoltre, coloro che percepiscono altre misure di sostegno al reddito per la disoccupazione non possono richiedere la GAL. Infatti, essa è incompatibile con le indennità di disoccupazione, ovvero:

Attenzione
Non è ancora stato pubblicato il Decreto con le modalità e i requisiti definitivi della GAL, per cui quanto detto finora potrebbe subire leggere modifiche.

Garanzia per l’attivazione lavorativa: come richiederla?

Garanzia per l’attivazione lavorativa come richiederlaLa Garanzia per l’attivazione lavorativa entrerà in vigore a partire dal 1º gennaio 2024. I nuclei familiari che soddisfano i requisiti potranno presentare domanda all’INPS per ottenere il beneficio. Chiaramente, trattandosi di una misura prevista per l’anno prossimo, non è ancora possibile fare la richiesta.

Inoltre, dopo aver presentato la domanda all’INPS, occorrerà seguire uno specifico iter di obblighi, pena il rifiuto della domanda.

Per prima cosa, il richiedente riceverà una convocazione dai servizi sociali entro 120 giorni dall’invio della domanda. Qui dovrà sottoscrivere il Patto di attivazione digitale presso il Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa (SIISL).

Nello specifico, il Patto di attivazione digitale prevede un percorso di orientamento e una valutazione delle proprie competenze. Questa fase è fondamentale per lo step successivo, in quanto prepara il cittadino alla ricerca di un lavoro affine.

Successivamente, il richiedente sarà convocato dal Centro per l’impiego per sottoscrivere il Patto di servizio personalizzato, ovvero un percorso d’inserimento lavorativo e di partecipazione attiva ad attività formative e professionali.

Attraverso questo patto, inoltre, il cittadino si impegna ad accettare la prima offerta di lavoro adeguata che gli viene proposta, pena la decadenza della GAL. In particolare, l’offerta di lavoro deve avere le seguenti caratteristiche per poter essere considerata “adeguata”:

  • rapporto di lavoro a tempo indeterminato o determinato di durata non inferiore a 1 mese;
  • rapporto di lavoro a tempo pieno o parziale non inferiore al 60% dell’orario full time;
  • retribuzione non inferiore ai minimi salariali previsti dai contratti collettivi.
Importante
La Garanzia per l’attivazione lavorativa decade dopo il primo rifiuto di un’offerta congrua. A differenza del Reddito di Cittadinanza, sembra che la GAL non tiene conto del luogo in cui si trova la sede lavorativa, costringendo il beneficiario ad accettare il lavoro a prescindere dal luogo.
Altre domande frequenti

Esperta di bonus e agevolazioni e con esperienza nel mondo della comunicazione. Cristina fa parte del team Il Mio Bonus da ottobre 2022 ed è a vostra disposizione se avete dubbi, domande o curiosità sul tema.


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