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Riscatto laurea 2026: come funziona, quanto costa l’agevolato e quando conviene

Il 28 Ottobre 2026 da Cristina - 9 minuti di lettura

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Riscatto laurea

Il riscatto laurea ti permette di trasformare gli anni di università in contributi utili per la pensione: è una delle possibilità che il sistema pensionistico italiano offre per raggiungere prima i requisiti o avere più contributi. Ha un costo: con il riscatto agevolato, per le domande del 2026, è di 6.206,64 € per ogni anno di corso. Si può pagare fino a 120 rate mensili senza interessi e, se riscatti per te, si deduce dal reddito. Qui trovi come funziona, quanto costano il riscatto ordinario e quello agevolato, come si fa la domanda e quando conviene.

Riscatto di laurea: in cosa consiste?

Il riscatto della laurea è una possibilità offerta dall’INPS per trasformare gli anni di studi universitari in anni di contributi, pagando un costo.

Con il riscatto di laurea si aggiungono ai tuoi contributi gli anni di studio riscattati, fino alla durata legale del corso (gli anni fuori corso sono esclusi).

Si tratta di un’operazione a pagamento, con possibilità di rateizzazione, legata a una condizione: il conseguimento del titolo. Per poter riscattare la laurea, infatti, il corso di studi deve essere stato concluso.

Si possono riscattare sia gli anni della laurea triennale sia quelli della magistrale. Si può anche scegliere un riscatto parziale, se non ti interessa riscattare tutti gli anni universitari.

I vantaggi principali sono tre:

  • puoi andare in pensione prima, perché gli anni riscattati contano per il requisito contributivo;
  • puoi integrare il requisito contributivo, cioè gli anni di contributi richiesti per la pensione;
  • puoi avere un assegno più alto, perché aumentano i contributi su cui si calcola la pensione.

Cosa si può riscattare?

riscatto laurea cosa riscattareI titoli universitari riconosciuti ai fini del riscatto sono i seguenti:

  • diplomi universitari, relativi a corsi di durata non inferiori a due e non superiori a tre anni;
  • diplomi di laurea del “vecchio ordinamento”, di durata non inferiore ai quattro e non superiore ai sei anni;
  • dottorati di ricerca;
  • diplomi di specializzazione, conseguiti in seguito alla laurea e al termine di corsi di durata non inferiore ai due anni;
  • diplomi rilasciati dagli Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM);
  • laurea triennale, laurea magistrale e laurea specialistica;
  • titoli di studio conseguiti all’estero riconosciuti in Italia.

Cosa non si può riscattare?

Invece, sono esclusi dal riscatto della laurea:

  • gli anni universitari fuori corso;
  • i periodi già coperti da contribuzione obbligatoria o figurativa (ad esempio, i periodi in cui il richiedente è stato contemporaneamente studente e lavoratore);
  • i diplomi di laurea conseguiti all’estero e non riconosciuti in Italia.

Chi può richiedere il riscatto della laurea?

Possono richiedere il riscatto della laurea tutti i lavoratori dipendenti, del settore pubblico e privato, ma anche i lavoratori autonomi e i parasubordinati.

La facoltà di riscattare la laurea, infatti, è concessa a tutti gli iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO), alle relative forme sostitutive ed esclusive e alla Gestione separata.

Importante
Nel caso delle Casse di previdenza per i liberi professionisti possono esserci modalità e regole diverse per il riscatto di laurea.

Inoltre, possono riscattare gli anni universitari anche gli inoccupati, ovvero coloro che non hanno ancora iniziato un’attività lavorativa e quindi non sono iscritti a una gestione previdenziale.

Quanto costa il riscatto della laurea?

In breve: con il riscatto agevolato, per le domande del 2026, paghi 6.206,64 € per ogni anno; con il riscatto ordinario il costo dipende dal sistema di calcolo (contributivo o retributivo) in cui ricadono gli anni di studio e dalla tua retribuzione.

Per determinare il costo ordinario del riscatto della laurea si parte dalla retribuzione complessiva percepita nei 12 mesi prima della domanda, moltiplicata per l’aliquota contributiva IVS. Tale aliquota è, di norma, del 33%, ma varia a seconda dell’ente previdenziale di appartenenza.

In ogni caso puoi pagare in un’unica soluzione oppure fino a 120 rate mensili (10 anni) senza interessi. Il pagamento di una rata è valido anche con un ritardo non superiore a 30 giorni, ma al massimo per cinque volte.

Il riscatto della laurea si scarica dalle tasse?

Sì. Quello che versi entra nella dichiarazione dei redditi in due modi diversi, secondo chi paga:

  • se riscatti la laurea per te stesso, l’importo è deducibile: si sottrae dal reddito su cui si calcola l’IRPEF, quindi paghi meno tasse;
  • se paghi il riscatto per un familiare fiscalmente a carico che non è mai stato iscritto a una forma di previdenza (inoccupato), hai una detrazione del 19%, con pagamento tracciabile. Se il familiare è stato iscritto anche solo in passato, l’importo è invece deducibile.

Riscatto nel sistema contributivo

Per gli anni di studio che si collocano dal 1° gennaio 1996 si applica il sistema contributivo. Con il riscatto ordinario, il costo si calcola applicando l’aliquota contributiva della tua gestione previdenziale, in vigore alla data della domanda, alla retribuzione degli ultimi 12 mesi.

Esempio di riscatto con il sistema contributivo. Ipotizziamo che un lavoratore dipendente voglia riscattare gli anni universitari dal 2001 al 2006, con un’aliquota contributiva del 33% e una retribuzione degli ultimi 12 mesi di 34.500 €. L’importo da pagare per il riscatto dei 5 anni universitari è di 56.925 € (34.500 x 33% = 11.385 x 5 anni = 56.925).

Riscatto nel sistema retributivo

Per gli anni universitari che rientrano nel sistema retributivo (entro il 31 dicembre 1995), l’importo varia a seconda di diversi fattori:

  • sesso;
  • età;
  • anzianità contributiva;
  • periodo da riscattare;
  • retribuzione degli ultimi anni.

Riscatto di laurea agevolato

Oltre al riscatto di laurea ordinario, nel 2019 è stato introdotto un metodo più conveniente: il riscatto di laurea agevolato. Di solito costa meno perché non si calcola sulla tua retribuzione, ma su un reddito minimo uguale per tutti, e anche in questo caso si può pagare a rate.

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Il riscatto agevolato vale per gli anni di studio che rientrano nel sistema contributivo, cioè quelli dal 1996 in poi.

Attenzione
Per gli anni di studio precedenti al 1996 il riscatto agevolato si può usare solo se la pensione sarà calcolata interamente con il sistema contributivo, cioè con l’opzione contributiva. Per esercitarla servono meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995 e almeno 15 anni di contributi, di cui almeno 5 nel sistema contributivo.

Quanto costa il riscatto laurea agevolato nel 2026?

Con il riscatto agevolato l’aliquota del 33% si applica sempre al reddito minimo della Gestione Artigiani e Commercianti, che per le domande presentate nel 2026 è pari a 18.808 € (dato INPS).

Di conseguenza, il costo per il riscatto di un anno è di 6.206,64 € (18.808 x 33%), contro i circa 13.200 € del riscatto ordinario se ipotizziamo una retribuzione annua di 40.000 € (40.000 x 33%). Il minimale cambia ogni anno, quindi il costo dipende dall’anno in cui presenti la domanda.

Il risparmio c’è se la tua retribuzione è più alta del minimale: con una retribuzione più bassa, il riscatto ordinario può costare uguale o meno.

Riscatto ordinario e agevolato a confronto

Ecco le differenze principali tra le due strade, con i valori validi per le domande del 2026:

Voce Riscatto ordinario Riscatto agevolato
Base di calcolo Retribuzione degli ultimi 12 mesi (anni nel contributivo) o calcolo retributivo (anni fino al 1995) Minimale artigiani e commercianti: 18.808 €
Costo di un anno Dipende dal reddito (con 40.000 € e aliquota 33%: circa 13.200 €) 6.206,64 €
Anni riscattabili Durata legale del corso, prima e dopo il 1996 Anni nel sistema contributivo; prima del 1996 solo con opzione contributiva
Pagamento Unica soluzione o fino a 120 rate senza interessi Unica soluzione o fino a 120 rate senza interessi

Riscatto laurea: quando conviene?

Visti i costi elevati che comporta il riscatto della laurea, bisogna valutare con attenzione se conviene farlo ai fini pensionistici.

Nello specifico, occorre confrontare il costo da sostenere per il riscatto con il numero di assegni mensili pensionistici che si potranno ottenere in anticipo e con l’aumento dell’importo. Ricorda anche che, se riscatti per te, la spesa è deducibile: il costo reale è più basso di quello che versi.

Riscatto laurea quando convieneAd esempio, riscattare la laurea è conveniente per chi si è laureato in corso e ha iniziato a lavorare molto presto. In questo caso il riscatto degli anni universitari potrebbe avvicinare molto il lavoratore al requisito contributivo per la pensione anticipata: 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne fino al 31 dicembre 2026, che, secondo le regole in vigore, diventano 42 anni e 11 mesi e 41 anni e 11 mesi dal 1° gennaio 2027.

Prima di decidere, controlla i contributi che hai già versato nel tuo estratto conto contributivo: ti aiuta a capire quanti anni ti mancano e quanti ne servono davvero.

Come fare la domanda

La domanda per il riscatto di laurea si presenta all’INPS attraverso uno di questi canali:

  • online, sul sito web dell’INPS, nel servizio dedicato ai riscatti, accedendo con SPID o CIE;
  • Contact Center al numero 803 164 (da telefono fisso) o 06 164 164 (da telefono mobile);
  • ente di patronato.

Documenti necessari

In fase di presentazione della domanda, è necessario allegare i seguenti documenti:

  • copia del documento d’identità;
  • certificato di laurea o dichiarazione sostitutiva in cui viene indicato il tipo di laurea, l’università, la data di conseguimento del diploma, la durata ed eventuali anni fuori corso.

Simulatore riscatto di laurea

Sul sito web dell’INPS è disponibile un simulatore che consente di ottenere informazioni personalizzate circa il riscatto della laurea.

Per effettuare la simulazione non sono richieste credenziali di accesso. È sufficiente inserire in modo anonimo alcuni dati utili per il calcolo. Il simulatore restituisce il costo del riscatto, l’eventuale rateizzazione e l’inizio della pensione con il riscatto (confrontandolo con l’inizio senza riscatto).

Riscatto laurea e pace contributiva: non sono la stessa cosa

Il riscatto della laurea copre gli anni di studio. La pace contributiva è un’altra misura: permetteva di riscattare i periodi non coperti da contribuzione, per chi non ha contributi prima del 1° gennaio 1996. Per la misura 2024-2025 la domanda andava presentata entro il 31 dicembre 2025: controlla sul sito INPS se è stata riaperta.

Se invece vuoi aumentare i contributi senza riscattare periodi passati, puoi valutare i contributi volontari INPS.

Ultimo aggiornamento: 27 ottobre 2026.

Altre domande frequenti

Esperta di bonus e agevolazioni e con esperienza nel mondo della comunicazione. Cristina fa parte del team Il Mio Bonus da ottobre 2022 ed è a vostra disposizione se avete dubbi, domande o curiosità sul tema.


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La sua richiesta
  • Alfredo Porro

    Mia figlia Laura che compie 29 anni il 24 dicembre 2023 lavora assunta come farmacista da 3 anni ( assunzione il 6/1/2020). Si è laureata nel 2020 in Farmacia, laurea magistrale di 5 anni, in 6 anni, quindi con un anno fuoricorso.
    Le domande sono:
    1) può riscattare 6 anni oppure solo 5 ?
    2) ha diritto al riscatto agevolato di 5200 E/ anno, detraibile al 100%, spalmabili in 120 rate ?
    3) la convenienza potrebbe essere quella , allo stato attuale della normativa, che dopo 20 di anzianità potrebbe passare a lavorare con partita IVA, presso farmacie, modalità attualmente molto richiesta ?
    avendo poi diritto a maturare la pensione di vecchiaia con un anticipo di 5 o 6 anni, gli anni riscattati, rispetto all’età che sarà poi stabilità, attuali 67 anni ?

    Grazie
    Alfredo Porro

    • Andrea

      Buon pomeriggio sig. Alfredo,
      gli anni universitari fuori corso sono esclusi dal riscatto della laurea, per cui può riscattare solo i 5 anni. Possono richiedere il riscatto della laurea tutti i lavoratori dipendenti, del settore pubblico e privato, ma anche i lavoratori autonomi e i parasubordinati. Per maggiori informazioni, può rivolgersi all´INPS che gestisce direttamente la tematica, le lascio i numeri diretti: 803 164 (gratuito da telefono fisso) o 06 164164 (da telefono mobile).
      Un saluto

  • Vito Tedesco

    Sono un docente e quest’anno è il mio trentasettesimo anno di ruolo,ho 62 anni e a Giugno 2024 compio 63. Attualmente sto riscattando gli anni universitari ( quattr) su una richiesta fatta nel 1989 ,in più mi soo già stati riconosciuti 15 mesi di servizio militare in qualita’ di ufficiale dell’esercito. Dal 2008 risulto invalido civile al 80% e da tre anni al 100% con la conclusione da parte della commissione di inabilità al lavoro. Questo periodo ,da circa 5 mesi sono sulla sedia a rotelle per un problema al piede destro ( sono diabetico insulino -dipendente. Tra tante voci e tante possibilità non riesco ad individuare che tipo di pensione mi spetti e se per non perderne parte non mi convenga ritornare a scuola . Grazie

    • Cristina

      Buongiorno,
      Ti consiglio di recarsi a un CAF o ente di patronato, perché potranno analizzare meglio e nel dettaglio la tua situazione.

      Un saluto

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