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Rottamazione quinquies 2026: scadenze delle rate, chi è escluso e la nuova domanda per le cartelle di Comuni e Regioni entro il 15 dicembre

Il 18 Ottobre 2026 da Cristina - 10 minuti di lettura

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Rottamazione quinquies: un uomo seduto al tavolo della cucina guarda fuori dalla finestra con sollievo

La rottamazione quinquies è la definizione agevolata delle cartelle introdotta dalla Legge di Bilancio 2026: ti permette di chiudere i vecchi debiti affidati all’Agenzia delle entrate-Riscossione, l’ente che gestisce le cartelle, pagando solo il capitale e le spese di notifica e delle eventuali procedure esecutive, senza sanzioni, interessi di mora e aggio. Le domande per le cartelle dello Stato si sono chiuse il 30 aprile 2026 e ora si pagano le rate. Ma è appena partita una seconda finestra, per le cartelle di Comuni e Regioni (bollo auto, IMU, TARI, multe): le domande si presentano dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026. Ecco chi può aderire, chi è escluso, quando scadono le rate e cosa succede se ne salti una.

Cos’è la rottamazione quinquies e quanto si risparmia

La rottamazione quinquies è la nuova edizione della definizione agevolata dei debiti con il Fisco. Riguarda i carichi affidati all’agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, cioè le somme che lo Stato o un altro ente ha passato all’Agenzia delle entrate-Riscossione perché le recuperasse con una cartella.

Il risparmio sta in quello che non paghi più. Aderendo versi soltanto:

  • il capitale, cioè l’imposta, il tributo o il contributo non pagato;
  • il rimborso delle spese per le eventuali procedure esecutive;
  • i diritti di notifica della cartella.

Non sono invece dovuti gli interessi iscritti a ruolo, le sanzioni, gli interessi di mora e l’aggio. Su cartelle vecchie di molti anni sanzioni e interessi possono pesare molto: per questo la rottamazione interessa soprattutto chi ha debiti datati. Quello che hai già pagato in passato su questi debiti non viene rimborsato, ma quanto hai già versato come capitale e come spese di notifica e delle procedure esecutive viene detratto da quello che resta da pagare.

Importante
Per le multe stradali e le altre sanzioni amministrative non tributarie il calcolo è diverso: la multa in sé resta da pagare, mentre si cancellano gli interessi (comprese le maggiorazioni) e l’aggio.

Le due rottamazioni quinquies: cartelle dello Stato e cartelle di Comuni e Regioni

Nel 2026 la rottamazione quinquies corre su due binari. La prima riguarda le cartelle delle amministrazioni statali (imposte, contributi INPS, multe delle Prefetture) ed è quella prevista dalla Legge di Bilancio 2026. La seconda è stata aggiunta dopo e riguarda i debiti verso Regioni ed enti locali, ma solo se l’ente ha scelto di aderire. Cambiano l’ambito e le date; il meccanismo (capitale senza sanzioni né interessi di mora, fino a 54 rate bimestrali, rata minima di 100 €) è lo stesso.

Cosa cambia Cartelle dello Stato Cartelle di Comuni e Regioni
Domanda di adesione Entro il 30 aprile 2026 (chiusa) Dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026
Comunicazione delle somme dovute Entro il 30 giugno 2026 Entro il 28 febbraio 2027
Pagamento in unica soluzione Entro il 31 luglio 2026 Entro il 31 marzo 2027
Pagamento a rate Fino a 54 rate bimestrali (9 anni) Fino a 54 rate bimestrali (9 anni)
Interessi sulle rate 3% annuo dal 1° agosto 2026 3% annuo dal 1° aprile 2027
Rata minima 100 € 100 €

Per le cartelle dello Stato, se con il numero di rate che hai scelto ogni rata scenderebbe sotto i 100 €, l’agente della riscossione riduce d’ufficio il numero delle rate quanto basta per rispettare il minimo, e la Comunicazione delle somme dovute riporta il piano già ricalcolato.

Quali debiti rientrano e chi è escluso

Cartelle dello Stato

Per la rottamazione delle cartelle statali rientrano i carichi del periodo 2000-2023 nati dal mancato pagamento di:

  • imposte dichiarate e non versate, emerse dai controlli automatici e formali dell’Agenzia delle Entrate sulle dichiarazioni annuali (imposte sui redditi e IVA);
  • contributi previdenziali dovuti all’INPS e non versati, esclusi quelli richiesti dopo un accertamento;
  • multe per violazioni del Codice della strada irrogate dalle Prefetture.

Restano fuori tutti gli altri debiti: per esempio le imposte richieste con un avviso di accertamento, cioè dopo un controllo nel merito e non per un semplice mancato versamento di quanto dichiarato.

Cartelle di Comuni e Regioni

Per la rottamazione degli enti territoriali rientrano i debiti tributari e non tributari affidati all’agente della riscossione da Regioni ed enti locali tra il 2000 e il 2023. È il caso, per esempio, del bollo auto, dell’IMU, della TARI e delle multe dei vigili. Sono esclusi i debiti nati da condanne della Corte dei conti.

C’è però una condizione decisiva: la rottamazione vale solo per gli enti che l’hanno adottata con un proprio provvedimento, pubblicato sul loro sito e comunicato all’agente della riscossione. Secondo l’Agenzia delle entrate-Riscossione gli enti interessati sono circa 1.500. Se il tuo Comune non è nell’elenco, le sue cartelle non entrano.

Attenzione
La misura riguarda solo le entrate di Regioni ed enti locali affidate all’Agenzia delle entrate-Riscossione. Se il tuo Comune riscuote da sé o tramite un concessionario privato, la rottamazione quinquies non si applica: l’ente può però decidere una propria definizione agevolata, con regole e date sue. Chiedi direttamente all’ufficio tributi.

Chi ha già fatto una rottamazione

In entrambe le versioni puoi rientrare anche con debiti già inseriti in una rottamazione precedente, a queste condizioni (e solo se si tratta di debiti dei tipi indicati sopra):

  • debiti delle prime tre rottamazioni (per le cartelle dello Stato anche del saldo e stralcio) per cui sei decaduto perché non hai pagato, hai pagato meno del dovuto o hai pagato in ritardo le rate;
  • debiti della rottamazione quater o della sua riammissione per cui, al 30 settembre 2025, non risultavano pagate tutte le rate scadute.

Sono invece esclusi i debiti inseriti in un piano della rottamazione quater (o della riammissione) che al 30 settembre 2025 era in regola con tutte le rate scadute.

Rottamazione quinquies per Regioni ed enti locali: come fare domanda entro il 15 dicembre 2026

La domanda si presenta solo online, sul sito dell’Agenzia delle entrate-Riscossione, dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026. Ecco i passaggi:

  1. Controlla che il tuo ente abbia aderito: l’elenco delle Regioni e degli enti locali è pubblicato nella pagina della rottamazione quinquies enti territoriali dell’Agenzia delle entrate-Riscossione.
  2. Chiedi il prospetto informativo (facoltativo ma utile): elenca le cartelle che puoi rottamare e le somme dovute con l’adesione, al netto di eventuali diritti di notifica, spese per le procedure esecutive e interessi di dilazione in caso di pagamento a rate. Lo chiedi nell’area riservata, entrando con SPID, CIE o CNS, e ricevi entro 12 ore una e-mail con il link, da scaricare entro 5 giorni. In alternativa usi il modulo dell’area pubblica, allegando un documento di riconoscimento.
  3. Presenta la domanda di adesione: in area riservata il servizio ti propone già solo i debiti rottamabili e scegli quelli da inserire. Dall’area pubblica, invece, compili il modulo con i numeri delle cartelle e alleghi il documento: ti arriva un’e-mail con un link da convalidare entro 72 ore, altrimenti la richiesta viene annullata; poi, se il documento è corretto, una terza e-mail contiene il link per scaricare la ricevuta entro 5 giorni, passati i quali devi rifare la richiesta. Puoi indicare anche un singolo carico di una cartella, non per forza la cartella intera.
  4. Scegli come pagare: in unica soluzione oppure a rate, fino a un massimo di 54 rate bimestrali di pari importo.
  5. Indica un indirizzo e-mail ordinario (non PEC): lì arriva la ricevuta della domanda.

Se hai una causa in corso su una delle cartelle che inserisci, nella domanda devi dichiarare che rinunci al contenzioso. Se i debiti sono coinvolti in una procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento, la domanda si presenta invece solo via PEC, con il modello DA-LS-2026-ET.

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Scadenze delle rate della rottamazione quinquies

Le date sono fissate dalla legge: le trovi anche nella Comunicazione delle somme dovute, che contiene i moduli di pagamento.

Cartelle dello Stato: la prossima rata è il 30 novembre 2026

Chi ha scelto l’unica soluzione doveva pagare entro il 31 luglio 2026. Chi ha scelto le rate segue questo calendario:

Rate Scadenze
1ª, 2ª e 3ª rata 31 luglio 2026, 30 settembre 2026 e 30 novembre 2026
Dalla 4ª alla 51ª rata 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ogni anno dal 2027
52ª, 53ª e 54ª rata 31 gennaio 2035, 31 marzo 2035 e 31 maggio 2035

La prossima scadenza è quindi la 3ª rata del 30 novembre 2026, seguita dalla 4ª il 31 gennaio 2027.

Cartelle di Comuni e Regioni: si parte il 31 marzo 2027

Per la rottamazione degli enti territoriali l’unica soluzione va pagata entro il 31 marzo 2027, che è anche la data della prima rata per chi sceglie di rateizzare. Nel 2027 le rate successive scadono il 31 maggio, il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre; dal 2028 le scadenze diventano sei all’anno: 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre.

Cosa succede dopo la domanda

Dopo la domanda l’Agenzia delle entrate-Riscossione ti manda la Comunicazione delle somme dovute, con l’importo totale, la data di ogni pagamento e i moduli precompilati. Se hai presentato la domanda in area riservata, la trovi solo lì; per le cartelle dello Stato, a chi l’ha presentata dall’area pubblica arriva anche al domicilio indicato (PEC o indirizzo fisico). La lettera dice se la domanda è stata accolta, con le somme e le scadenze, oppure respinta, con le motivazioni.

Intanto, per i soli debiti rottamabili inseriti nella domanda:

  • non partono nuove procedure cautelari o esecutive;
  • le procedure già avviate si fermano, salvo che sia già avvenuto il primo incanto con esito positivo;
  • fermi amministrativi e ipoteche già iscritti alla data della domanda restano;
  • si sospendono i termini di prescrizione e decadenza;
  • fino alla prima o unica rata si sospendono le rate di eventuali rateizzazioni in corso sugli stessi debiti, che a quella data vengono revocate in automatico.
Per le cartelle dello Stato, se nella lettera trovi cartelle che non vuoi più rottamare, con il servizio ContiTu puoi scegliere di pagare in forma agevolata solo alcune cartelle e ricevere i nuovi moduli con gli importi aggiornati. Per le cartelle escluse, però, l’agente della riscossione riprende il recupero ordinario.

Come pagare le rate

Puoi pagare con i canali indicati dall’Agenzia delle entrate-Riscossione:

  • il servizio Paga online sul sito e l’app EquiClick;
  • la domiciliazione bancaria, cioè l’addebito automatico delle rate sul conto corrente, secondo le indicazioni riportate nella Comunicazione delle somme dovute;
  • i moduli di pagamento in banca, alla Posta, con l’home banking, nelle ricevitorie e dai tabaccai, agli sportelli bancomat che aderiscono a CBILL e con Postamat;
  • gli sportelli dell’Agenzia delle entrate-Riscossione, su appuntamento.

Per le cartelle dello Stato la lettera contiene i moduli delle prime dieci rate. Se il tuo piano ne ha di più, i moduli successivi sono nell’area riservata; a chi ha fatto domanda dall’area pubblica arrivano anche al domicilio, prima della scadenza dell’undicesima rata.

Quando si perde la rottamazione quinquies

La rottamazione diventa inefficace se non paghi, o paghi meno del dovuto:

  • l’unica rata, se hai scelto di pagare tutto in una volta;
  • due rate, anche non consecutive, se hai scelto il piano a rate;
  • l’ultima rata del piano.

Il ritardo tollerato di cinque giorni vale solo per l’unica rata e per l’ultima rata del piano: per le rate intermedie conta il mancato o insufficiente pagamento, e la legge ti permette di restare indietro con una sola rata. Attenzione però a come vengono imputati i pagamenti: quando paghi la rata successiva a quella saltata, i soldi coprono prima quella arretrata. In un piano di tre rate, per esempio, se salti la seconda e paghi la terza, risulterà non pagata proprio l’ultima: in quel caso perdi il beneficio. Per le cartelle di Comuni e Regioni, grazie a questa tolleranza, chi sceglie l’unica soluzione (che scade il 31 marzo 2027) è comunque in regola se paga entro il 5 aprile 2027.

Se la rottamazione decade:

  • quello che hai già versato vale come acconto sull’importo originario della cartella, con sanzioni e interessi, e il debito residuo resta da pagare;
  • l’agente della riscossione riprende il recupero, anche con nuove procedure esecutive;
  • per quei debiti non potrai più chiedere la rateizzazione ordinaria.
Altre informazioni
Prima di aderire, metti in conto le altre scadenze fiscali dell’anno. Per capire meglio cosa paghi e cosa puoi recuperare, leggi le guide alla dichiarazione dei redditi e al bonus TARI, e controlla se puoi avere diritto all’esenzione dal bollo auto.
Altre domande frequenti

Esperta di bonus e agevolazioni e con esperienza nel mondo della comunicazione. Cristina fa parte del team Il Mio Bonus da ottobre 2022 ed è a vostra disposizione se avete dubbi, domande o curiosità sul tema.

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