
Le cure termali sono una delle agevolazioni pubbliche che puoi ottenere dal Servizio sanitario nazionale: se hai una delle patologie previste dall’elenco nazionale, con la ricetta del medico puoi fare un ciclo di cure all’anno in uno stabilimento termale convenzionato pagando al massimo il ticket. Qui trovi chi ne ha diritto, quanto si paga, chi può fare un secondo ciclo, come prenotare, come funziona per chi lavora e cosa si può detrarre.
Cosa sono le cure termali convenzionate
Con cure termali convenzionate si intendono le cure fatte in uno stabilimento termale accreditato con il Servizio sanitario nazionale: fanghi, bagni, inalazioni e le altre prestazioni previste per la tua patologia. Le cure termali fanno parte dei livelli essenziali di assistenza (LEA), cioè delle prestazioni che il Servizio sanitario nazionale deve garantire in tutta Italia.
Valgono per tutti gli assistiti, compresi gli assicurati dell’INPS e dell’INAIL. La copertura riguarda le prestazioni sanitarie del ciclo, non il soggiorno: se aggiungi cure non previste dal Servizio sanitario, quelle restano a tuo carico.
Chi ha diritto alle cure termali a carico del SSN
Non serve un ISEE e non c’è un limite di età: conta la patologia. Puoi avere diritto alle cure termali in convenzione se il medico ti diagnostica una delle malattie per cui le cure termali sono riconosciute utili dall’elenco nazionale, e se per te possono avere un reale beneficio.
L’elenco delle patologie e delle cure ammesse fa parte dei LEA ed è stato aggiornato dal Ministero della Salute: il nuovo elenco si applica dal 30 ottobre 2026, mentre fino al 29 ottobre resta valido quello precedente. La diagnosi deve corrispondere a una voce di quell’elenco ed è il medico a indicarla sulla ricetta: se hai un dubbio sulla tua malattia, chiedi a lui prima di prenotare. Se una cura non è collegata a una patologia dell’elenco (per esempio un percorso benessere o estetico), non è coperta dal Servizio sanitario.
Le cure termali non sono riservate ai pensionati: le può chiedere ogni assistito del Servizio sanitario nazionale con una delle patologie previste, anche se lavora o è giovane, se il medico ritiene che le cure gli siano utili.
Quanti cicli all’anno: la regola del secondo ciclo
Il Servizio sanitario garantisce un ciclo di cure termali all’anno. Un ciclo dura in genere 12 giorni di cure.
Alcune persone possono fare un secondo ciclo nello stesso anno, per il trattamento della patologia invalidante:
- gli invalidi di guerra e gli invalidi per servizio;
- i ciechi e i sordi;
- gli invalidi civili.
Il secondo ciclo serve quindi a curare la malattia che ha causato l’invalidità, non un altro disturbo. Per capire quali altri benefici puoi avere in base alla percentuale, consulta la guida all’invalidità civile; se sei cieco, trovi gli importi INPS nella guida alla pensione per ciechi civili.
Quanto costa: il ticket delle cure termali
Il costo delle cure è coperto dal Servizio sanitario: tu paghi al massimo una quota di partecipazione, il ticket, che varia in base alla tua situazione.
| Chi sei |
Quanto paghi per un ciclo |
| Assistito non esente dal ticket |
fino a un massimo di 55 € |
| Esente parziale (per reddito, età, patologia o invalidità civile dal 67% al 99%) |
3,10 € di quota fissa sulla ricetta |
| Esente totale (per esempio invalido civile al 100%) |
0 € |
| Cure aggiuntive non previste dal Servizio sanitario |
a tuo carico |
Tra gli esenti parziali ci sono anche gli anziani con reddito familiare basso: l’esenzione per età e reddito vale per chi ha più di 65 anni (o meno di 6) con un reddito familiare, riferito all’anno precedente, non superiore a 36.151,98 €. Per controllare il tuo codice vedi la guida all’esenzione dal ticket sanitario; se l’esenzione dipende dall’invalidità, trovi i codici nella guida all’esenzione ticket per invalidità. Alcune Regioni prevedono esenzioni proprie, in più di quelle nazionali: chiedi alla tua ASL. Per il secondo ciclo gli importi possono cambiare: anche in questo caso chiedi alla tua ASL.
Come fare le cure termali con il SSN, passo dopo passo
Per le cure termali in convenzione non c’è una domanda online da presentare: bastano la ricetta e la prenotazione allo stabilimento.
1. La ricetta del medico
Chiedi al tuo medico di famiglia (o al pediatra, per i bambini) la ricetta per le cure termali, spesso chiamata impegnativa. Sulla ricetta il medico scrive la patologia e il ciclo di cure (per esempio fanghi con bagni, oppure cure inalatorie). Se hai un’esenzione, il medico riporta anche il codice di esenzione.
2. La scelta dello stabilimento convenzionato
Puoi scegliere lo stabilimento termale accreditato con il Servizio sanitario, nei limiti dell’organizzazione dei servizi; per le cure in un’altra Regione e per i dettagli pratici chiedi alla tua ASL.
3. La prenotazione
Contatta lo stabilimento scelto per fissare le date del ciclo, indicando le cure scritte sulla ricetta.
Importante
Quando prenoti, chiedi allo stabilimento se è convenzionato proprio per il ciclo scritto sulla ricetta: non tutte le terme offrono tutte le cure.
4. Il ticket e l’inizio delle cure
All’arrivo presenta la ricetta allo stabilimento. Il ticket si paga direttamente allo stabilimento. Conserva la ricevuta: ti servirà per la detrazione nel 730.
Cure termali e lavoro: si possono fare fuori dalle ferie?
Se sei un lavoratore dipendente, pubblico o privato, puoi fare le cure termali anche fuori dalle ferie solo se hai un’effettiva esigenza terapeutica o riabilitativa, risultante da una motivata prescrizione di un medico specialista dell’ASL (o, se sei stato avviato alle cure dall’INPS o dall’INAIL, dei medici dell’istituto).
I giorni di assenza per questo motivo (congedo straordinario, aspettativa per infermità o permesso per malattia) non possono superare 15 giorni l’anno, e tra queste cure e le ferie deve passare un intervallo di almeno 15 giorni. Per le cure elioterapiche, climatiche e psammoterapiche questi permessi non spettano, salvo che per gli invalidi di guerra, di servizio e del lavoro, i ciechi, i sordomuti e gli invalidi civili con invalidità superiore ai due terzi. Prima di partire parla con il medico e con il datore di lavoro.
INPS e INAIL: cosa cambia per gli assicurati
Le cure termali restano a carico del Servizio sanitario nazionale anche per gli assicurati INPS e INAIL. Se però è l’istituto ad avviarti alle cure, la legge prevede dei regimi termali speciali.
Le cure termali INAIL dopo un infortunio
Se hai avuto un infortunio sul lavoro o hai una malattia professionale, l’INAIL, previa autorizzazione del suo medico, rimborsa le spese di viaggio e di soggiorno in albergo convenzionato (anche per un eventuale accompagnatore) per le cure idrofangotermali. Può chiederle chi è in inabilità temporanea assoluta e chi è titolare di un indennizzo (in rendita o in capitale), senza limiti di tempo. Il ciclo dura 15 giorni (12 di cure più 3 di viaggio) e le cure sono a carico del Servizio sanitario nazionale.
I contributi INPS per gli iscritti ai fondi ex IPOST
L’INPS gestisce anche dei contributi per le cure termali riservati agli iscritti ai fondi di mutualità ex IPOST (Nuovo Fondo e Vecchio Fondo). Si chiedono con un bando annuale: per il Nuovo Fondo, nel 2026 le domande andavano inviate entro il 22 maggio 2026, quindi la finestra è chiusa. Il prossimo bando, quando sarà pubblicato, si troverà sul sito dell’INPS.
Si possono detrarre le spese per le cure termali?
Sì, ma solo la parte sanitaria. Il ticket del ciclo convenzionato e le cure termali a pagamento rientrano tra le spese sanitarie detraibili al 19% nel 730, ma solo per la parte che supera la franchigia di 129,11 €. Se fai il ciclo in convenzione con il Servizio sanitario, detrai l’importo del ticket pagato; se invece fai cure termali a pagamento, fuori convenzione, serve la prescrizione medica. Le spese di viaggio e soggiorno non sono detraibili.
Conserva la ricevuta del ticket se le cure sono in convenzione con il Servizio sanitario; per le cure a pagamento fuori convenzione conserva la prescrizione medica e la ricevuta o fattura che attesta l’importo pagato. Se lo stabilimento non è pubblico né privato accreditato con il Servizio sanitario, per detrarre devi pagare con un metodo tracciabile (bonifico, carta o altro sistema tracciabile): se paghi in contanti, la detrazione non spetta.
Attenzione
Le regole sulle cure termali sono nazionali, ma esenzioni regionali e stabilimenti convenzionati cambiano da Regione a Regione. Prima di prenotare verifica con il tuo medico, con la tua ASL o con lo stabilimento.
Il vecchio Bonus Terme: una misura del 2020 e del 2021
Il Bonus Terme, il buono per i servizi termali, è stato una misura temporanea, finanziata dalla legge solo per il 2020 e il 2021. Se hai bisogno di cure termali per una patologia, la strada da seguire è quella del Servizio sanitario descritta in questa guida.