Il Bonus raccolta differenziata è un credito d’imposta del 36% per le imprese che acquistano prodotti fatti con materiali della raccolta differenziata e imballaggi compostabili. Riguarda solo le spese sostenute nel 2023 e nel 2024, fino a 20.000 € di credito all’anno per ogni impresa: le domande si presentavano negli sportelli del 2024 e del 2025, e oggi chi è stato ammesso usa il credito con il modello F24. È una delle agevolazioni per il mondo del lavoro e dell’impresa. Ecco come funziona e a che punto è.
Che cos’è il Bonus raccolta differenziata
Il Bonus raccolta differenziata è un’agevolazione fiscale che premia le aziende che scelgono materiali riciclati o compostabili al posto di quelli nuovi. Non è un contributo in denaro: è un credito d’imposta, cioè una somma che l’impresa può usare per pagare meno tasse e contributi, compensandola nel modello F24.
L’obiettivo è dare valore ai rifiuti differenziati: se le imprese comprano prodotti fatti con la plastica, la carta, l’alluminio o il vetro raccolti in modo separato, quei materiali tornano in circolo invece di finire in discarica.
La misura non è nuova. Un credito d’imposta del 36% per gli acquisti di prodotti riciclati esisteva già per gli anni 2019 e 2020. La Legge di Bilancio 2023 lo ha riproposto per le spese sostenute nel 2023 e nel 2024, e la gestione è affidata al Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (MASE).
Per le imprese ammesse, il credito vale il 36% della spesa ammissibile, fino a 20.000 € all’anno, e si usa in compensazione con il modello F24 su imposte e contributi da versare.
A chi spetta: solo alle imprese
Il Bonus raccolta differenziata spetta a tutte le imprese che acquistano i prodotti ammessi. È pensato soprattutto per chi usa molti imballaggi e materiali nella propria attività.
I cittadini privati non possono chiederlo: chi compra prodotti riciclati per uso personale non ha diritto al credito. Se sei un professionista o hai appena aperto un’attività, nella sezione dedicata all’imprenditore trovi le altre agevolazioni per chi fa impresa, e nella guida su come aprire la Partita IVA i primi passi per mettersi in proprio.
Il credito rientra negli aiuti “de minimis”, cioè gli aiuti di piccolo importo che l’Unione europea consente agli Stati di concedere alle imprese entro un tetto complessivo. Prima di fare domanda conviene quindi controllare con il tuo commercialista quanti aiuti di questo tipo l’impresa ha già ricevuto.
Quali acquisti rientrano nel bonus
Non basta comprare un imballaggio qualsiasi: il credito vale solo per alcune categorie di prodotti, indicate dalla legge. Rientrano gli acquisti di:
- prodotti realizzati con materiali provenienti dalla raccolta differenziata degli imballaggi in plastica;
- imballaggi biodegradabili e compostabili, conformi alla norma tecnica europea UNI EN 13432:2002;
- imballaggi derivati dalla raccolta differenziata della carta, dell’alluminio e del vetro.
La norma UNI EN 13432 fissa i requisiti che un imballaggio deve avere per essere recuperato con il compostaggio e la biodegradazione. Per questo, quando compri imballaggi compostabili, conviene chiedere al fornitore la documentazione che ne attesta la conformità e conservarla insieme alle fatture.
Importante
Le spese devono essere sostenute e documentate: senza fatture intestate all’impresa e prove di pagamento il credito non viene riconosciuto.
Quanto vale il credito d’imposta
Il credito è pari al 36% delle spese ammissibili sostenute e documentate. Il limite massimo è di 20.000 € di credito all’anno per ogni impresa beneficiaria.
Attenzione a un errore frequente: il tetto di 20.000 € riguarda il credito, non la spesa. Per arrivare al massimo del bonus servirebbe una spesa ammissibile di circa 55.556 € (il 36% di 55.556 € è circa 20.000 €). Oltre questa soglia il credito non cresce più.
| Spesa ammissibile |
Credito d’imposta (36%, massimo 20.000 €) |
| 5.000 € |
1.800 € |
| 15.000 € |
5.400 € |
| 40.000 € |
14.400 € |
| 60.000 € |
20.000 € (tetto massimo) |
Un esempio: un’impresa che nell’anno spende 15.000 € in imballaggi compostabili certificati può ottenere un credito di 5.400 €. Se ne spende 60.000 €, il credito si ferma comunque a 20.000 €.
Le risorse sono limitate: lo Stato ha messo a disposizione 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025, cioè per ciascuno dei due sportelli.
Come si chiede il Bonus raccolta differenziata e a che punto è
Gli sportelli previsti sono due, uno per anno di spesa: quello aperto nel 2024 riguardava le spese sostenute nel 2023, quello del 2025 le spese sostenute nel 2024. A ottobre 2026 non risulta una nuova finestra per presentare domanda: chi è stato ammesso ora usa il credito. Il percorso prevede tre passaggi:
- Istanza al Ministero dell’ambiente: l’impresa presenta la domanda solo per via telematica, sulla piattaforma dedicata gestita da Invitalia, entro 60 giorni dall’apertura dello sportello. Le date di apertura le comunica il Ministero nella sezione notizie del proprio sito.
- Riconoscimento del credito: Invitalia e il Ministero controllano le domande; il Ministero comunica poi all’Agenzia delle Entrate l’elenco delle imprese ammesse con l’importo spettante.
- Utilizzo in compensazione: il credito si usa con il modello F24, come spiegato nella sezione qui sotto.
Per accedere ai servizi online della pubblica amministrazione serve un’identità digitale: se non sai come ottenerla, leggi la guida allo SPID.
La domanda non si faceva all’Agenzia delle Entrate e non bastava la dichiarazione dei redditi: senza l’istanza al Ministero nei 60 giorni dello sportello il credito non viene riconosciuto.
Come si usa il credito: F24 e codice tributo 7078
Una volta riconosciuto, il credito si utilizza esclusivamente in compensazione, cioè per pagare imposte, contributi e altre somme dovute con il modello F24. Non viene rimborsato in denaro.
A ottobre 2026 l’Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo 7078, da indicare nel modello F24 per usare questo credito. Il codice 7065, invece, riguarda il credito della vecchia edizione 2019-2020: non vanno confusi. L’Agenzia verifica che l’impresa compaia nell’elenco dei beneficiari inviato dal Ministero.
Il credito va poi indicato nella dichiarazione dei redditi dell’anno in cui è stato riconosciuto. Non concorre a formare il reddito dell’impresa e la base imponibile IRAP, quindi non fa aumentare le tasse da pagare. Per le ditte individuali la dichiarazione si fa con il modello Redditi Persone Fisiche.
Attenzione
Le regole di compilazione dell’F24 e della dichiarazione possono cambiare: prima di usare il credito verifica le istruzioni aggiornate dell’Agenzia delle Entrate o chiedi al tuo commercialista.
Bonus raccolta differenziata e altre agevolazioni
Il credito per gli acquisti riciclati è una delle misure della Legge di Bilancio 2023 per l’ambiente, ma non l’unica a disposizione delle imprese. Chi vuole avviare o far crescere un’attività può valutare anche i contributi a fondo perduto nazionali e regionali, e nel Mezzogiorno Resto al Sud.
Per le famiglie, invece, non esiste un bonus nazionale legato alla raccolta differenziata. Chi ha un ISEE basso può però avere lo sconto del bonus sociale rifiuti sulla TARI, che ARERA prevede a livello nazionale; alcuni Comuni aggiungono proprie riduzioni. Le regole sono nella guida al bonus TARI. Per altre misure scadute o non rinnovate puoi consultare l’elenco dei bonus non prorogati.
Altre informazioni
Se hai un’impresa e vuoi ridurre il carico fiscale in modo regolare, leggi anche la guida su
come pagare meno tasse.
Ultimo aggiornamento: 25 ottobre 2026. Aggiornati beneficiari, prodotti ammessi, tetto di 20.000 € di credito, risorse 2024-2025, domanda al Ministero dell’ambiente e codice tributo 7078.