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Bonus mobili 2023: come funziona, requisiti e come richiederlo

Il 11 Settembre 2023 da Cristina - 10 minuti di lettura

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Bonus Mobili 2022 2023

Il Bonus mobili ed elettrodomestici è stato prorogato fino al 31 dicembre 2024, con un tetto massimo che si ridurrà gradualmente. Grazie a questa agevolazione fiscale, i cittadini possono acquistare mobili e grandi elettrodomestici, ottenendo una detrazione fiscale del 50%. L’obiettivo del Bonus mobili? Rilanciare il settore dell’arredamento e sostenere coloro che stanno costruendo o ristrutturando la propria casa. Il Mio Bonus ti spiega come funziona il Bonus mobili 2023, a chi spetta, quali sono le spese ammesse e come ottenerlo senza ristrutturazione.

Bonus mobili: proroga 2023-2024

Introdotto per la prima volta con il Decreto Legge 4 giugno 2013, il Bonus mobili ed elettrodomestici è stato poi prorogato fino al 2024. Inizialmente la soglia di spesa massima consentita era di 16.000 euro.

Tuttavia, la Legge di Bilancio 2022, oltre a prorogarlo fino al 31 gennaio 2024, ha stabilito il tetto massimo a 10.000 euro. Questo limite di spesa, però, riguarda soltanto il 2022: la Legge di Bilancio 2023 ha previsto, nel 2023 e 2024, un tetto massimo di 8.000 euro.

Dal 1º gennaio 2023, il tetto massimo del Bonus mobili ed elettrodomestici scende, ma non si dimezza, come inizialmente previsto. Nel 2023, infatti, la spesa massima a cui applicare la detrazione del 50% è di 8.000 euro.

Che cos’è il Bonus mobili ed elettrodomestici?

cos’è il Bonus mobili ed elettrodomesticiIl Bonus mobili ed elettrodomestici consiste in una detrazione fiscale del 50%, erogata a coloro che acquistano mobili ed elettrodomestici per arredare un immobile in ristrutturazione.

Si tratta di un’agevolazione concessa ai cittadini che realizzano un intervento di ristrutturazione edilizia iniziato a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto dei beni.

Pertanto, con gli interventi iniziati dal 1° gennaio 2022 che prevedono acquisti effettuati nel 2023, il Bonus mobili ha come tetto massimo di spesa la somma pari a 8.000 euro.

Il modo per usufruire di questo bonus è attraverso la detrazione ai fini IRPEF, quindi con la dichiarazione dei redditi. Non è, quindi, uno sconto applicato in fattura, ma un importo che si recupera dall’imposta dovuta.

Si possono detrarre le spese inerenti l’acquisto di mobili ed elettrodomestici nuovi, da inserire nell’abitazione oggetto di ristrutturazione o manutenzione. Per quanto riguarda i grandi elettrodomestici, la loro classe energetica non deve essere inferiore a:

  • classe A, per i forni;
  • almeno classe E, per lavatrici, asciugatrici e lavastoviglie;
  • almeno classe F, per frigoriferi e congelatori.

Bonus mobili 2023: come funziona e importo massimo

Dai 16.000 euro previsti in maniera eccezionale per il 2021, il tetto di spesa ammissibile per il Bonus Mobili scende a 10.000 euro dal 1° gennaio 2022, e poi a 8.000 euro nel 2023 e 2024.

Di seguito è riportata una tabella riassuntiva del cambiamento dei limiti di spesa detraibili del 50%:

Anno di sostenimento della spesa Tetto di spesa massimo
Dal 1º gennaio al 31 dicembre 2021 16.000 euro
Dal 1º gennaio al 31 dicembre 2022 10.000 euro
Dal 1° gennaio al 31 dicembre 2023 8.000 euro
Dal 1° gennaio al 31 dicembre 2024 8.000 euro
Importante
L’importo detraibile viene recuperato in 10 quote annuali di pari importo.

Per usufruire della detrazione del 50%, è indispensabile effettuare una ristrutturazione edilizia, sia su singole unità abitative che su parti comuni di edifici, anche condominiali.

Inoltre, la detrazione concerne solo il contribuente che sostiene le spese di recupero del patrimonio edilizio. Questo vuol dire che la stessa persona deve sostenere sia le spese di ristrutturazione dell’immobile sia le spese per l’acquisto dell’arredo.

Infine, il limite massimo di spesa (IVA inclusa) si riferisce alla singola unità immobiliare, che vale a dire che se il contribuente possiede diverse case ed esegue lavori di ristrutturazione in ciascuna di esse, può beneficiare del Bonus mobili più volte.

Attenzione
Il limite di spesa nel 2023 è calcolato al netto delle spese sostenute nell’anno precedente per le quali si è usufruito della detrazione IRPEF. Se nel 2022 sono stati spesi 5.000 euro per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici, per i quali si chiederà la detrazione, nel 2023 si potrà detrarre il 50% di 3.000 euro di spesa (8.000-5.000 euro).

Bonus mobili 2023: requisiti

Possono usufruire del Bonus mobili ed elettrodomestici:

  • proprietari (o nudi proprietari) dell’immobile;
  • affittuari o soggetti in comodato d’uso;
  • soci di cooperative, di società semplici o di imprese familiari.

Possono beneficiare della detrazione anche i seguenti soggetti, se sostengono le spese e quindi sono intestatari dei bonifici:

  • coniuge separato, quando l’immobile è intestato all’altro coniuge e lui è assegnatario;
  • familiare convivente del detentore dell’immobile (ad esempio, il coniuge e i parenti entro il terzo grado);
  • convivente more uxorio, ovvero la persona con cui convive il detentore dell’immobile, pur non essendo sposati;
  • componente dell’unione civile.

Bonus mobili senza ristrutturazione: acquisti ammessi

Gli acquisti che rientrano nella detrazione fiscale del Bonus mobili possono essere fatti sia in Italia che all’estero e sono i seguenti:

  • mobili e arredi: ad esempio letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi, apparecchi di illuminazione;
  • grandi elettrodomestici di almeno la classe A per i forni, la classe E per le lavatrici, asciugatrici e lavastoviglie, la classe F per i frigoriferi e congelatori, per quegli apparecchi per i quali è richiesta un’etichetta energetica.

Fra le spese detraibili, sono comprese anche quelle di trasporto e di montaggio.

Importante
Inoltre, recentemente l’Agenzia delle Entrate ha comunicato che è possibile usufruire del Bonus mobile anche per gli acquisti online. Così come per gli acquisti nei negozi fisici, anche in questo caso il pagamento deve essere tracciabile e documentato.

Quali elettrodomestici sono inclusi nel Bonus?

elettrodomestici inclusi nel bonus mobiliNello specifico, l’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione una lista di elettrodomestici che rientrano nel Bonus mobili ed elettrodomestici:

  • forni;
  • frigoriferi;
  • lavatrici;
  • lavastoviglie;
  • congelatori;
  • lavasciuga e asciugatrici;
  • apparecchi per la cottura;
  • stufe elettriche;
  • forni a microonde;
  • piastre riscaldanti elettriche;
  • apparecchi elettrici di riscaldamento;
  • radiatori elettrici;
  • ventilatori elettrici;
  • apparecchi per il condizionamento.
Attenzione
Il 1º marzo 2021 sono entrate in vigore le nuove etichette energetiche comunitarie, che hanno quindi sostituito quelle introdotte in precedenza. Le nuove etichette hanno eliminato le classi A+, A++ e A+++ e hanno introdotto una nuova classificazione in scala A-G. Di conseguenza, gli elettrodomestici acquistati all’interno dell’agevolazione devono possedere queste nuove etichette.

Quali mobili sono inclusi nel Bonus?

mobili inclusi nel Bonus mobiliOltre all’elenco di grandi elettrodomestici, è stata messa a disposizione anche una lista di mobili ammessi al Bonus:

  • letti;
  • armadi;
  • cassettiere;
  • librerie;
  • scrivanie;
  • tavoli;
  • sedie;
  • comodini;
  • divani;
  • poltrone;
  • credenze;
  • materassi;
  • apparecchi di illuminazione.

Quali acquisti non sono ammessi al Bonus mobili?

Non rientrano nell’agevolazione gli acquisti di porte, pavimentazioni (come il parquet e le piastrelle), tende, tendaggi e altri complementi d’arredo.

Inoltre, solo le spese sostenute per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici nuovi rientrano nel Bonus mobili. Questo significa che è escluso l’acquisto di mobili di seconda mano da privati, rivenditori o negozi di antiquariato.

Ristrutturazioni edilizie: come ottenere il Bonus mobili?

Per beneficiare del Bonus mobili ed elettrodomestici, tutti gli articoli acquistati devono essere destinati ad arredare un singolo immobile o le parti comuni di un edificio che ha subìto lavori di ristrutturazione. Nell’ambito della ristrutturazione, ricordiamo che si ha diritto anche al Bonus Ristrutturazione.

Per quanto riguarda i lavori, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che non è possibile beneficiare del cosiddetto Bonus mobili se non c’è stato un vero e proprio intervento di ‘’manutenzione straordinaria, ristrutturazione edilizia, restauro e risanamento, ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi’’.

Tuttavia, la detrazione IRPEF spetta anche nei casi in cui:

  • i beni (mobili o elettrodomestici) servono ad arredare un ambiente diverso, purché si riferisca sempre all’immobile ristrutturato;
  • si effettua un intervento edilizio sulle parti condominiali e quindi i condomini hanno diritto alla detrazione per i beni che arredano queste parti (e non per le proprie abitazioni).

Esempi di interventi per fruire del Bonus mobili

Tra le opere di manutenzione straordinaria su singoli appartamenti ammissibili al Bonus mobili 2023 vi sono, per esempio:

  • installazione di ascensori e scale antincendio;
  • costruzione di servizi igienici;
  • sostituzione di infissi esterni con un cambio di materiale;
  • rifacimento di scale e rampe;
  • rifacimento del bagno;
  • realizzazione di una mansarda;
  • apertura di nuove porte e finestre.

Esempi di interventi che non danno diritto al Bonus mobili

Alcuni lavori di manutenzione ordinaria non permettono di beneficiare del Bonus mobili 2023, per esempio:

  • tinteggiatura di pareti e soffitti;
  • sostituzione di pavimenti e battiscopa;
  • rifacimento di intonaci interni;
  • riparazione di un cancello o di un muro di cinta;
  • riparazione di grondaie;
  • realizzazione di posti auto o box pertinenziali;
Importante
Quindi, in generale, il Bonus Mobili ed Elettrodomestici è concesso anche in caso di lavori di manutenzione straordinaria o ordinaria, dunque senza ristrutturazione.

Bonus mobili e interventi nei condomini

Bonus mobili condominiPer quanto riguarda gli interventi nei condomini, i lavori di ristrutturazione ammissibili al Bonus mobili sono quelli di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia su parti comuni di edifici residenziali.

I lavori di manutenzione ordinaria ammissibili al Bonus Mobili includono, ad esempio:

  • la pittura di pareti e soffitti;
  • la sostituzione di pavimenti;
  • gli allestimenti esterni;
  • l’intonacatura;
  • la sostituzione di piastrelle e l’impermeabilizzazione;
  • la riparazione o la sostituzione di cancelli, grondaie e muri di cinta.

Quando i lavori vengono eseguiti su parti di un condominio, i proprietari hanno diritto al Bonus solo per i beni acquistati per arredare l’edificio. La detrazione, quindi, non è concessa per l’acquisto di mobili per la propria casa.

Bonus mobili e data d’inizio lavori

La condizione per poter beneficiare del Bonus mobili ed elettrodomestici è che l’intervento edilizio sia iniziato a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto dei mobili e dei grandi elettrodomestici.

Ad esempio:

  • per gli acquisti effettuati nel 2022, i lavori devono essere iniziati a partire dal 1° gennaio 2021;
  • per gli acquisti effettuati nel 2023, i lavori devono essere iniziati a partire dal 1° gennaio 2022.

Bonus mobili 2023: come richiederlo?

Per ottenere la detrazione fiscale del Bonus mobili ed elettrodomestici, bisogna indicare la spesa sostenuta per i beni in fase di dichiarazione dei redditi. Quindi la richiesta del Bonus avviene con la presentazione del modello 730 o del modello Unico per le persone fisiche.

Inoltre, gli acquisti di alcuni elettrodomestici (forni, frigoriferi, lavastoviglie, piani cottura elettrici, lavasciuga, lavatrici, asciugatrici) devono essere comunicati all’ENEA (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile). In caso di mancata o tardiva comunicazione all’Agenzia, si perde la detrazione.

Questa comunicazione viene effettuata compilando un modulo presente in questa sezione, accessibile tramite l’area personale.

La comunicazione all’ENEA deve essere inoltrata entro 90 giorni dalla fine dei lavori di ristrutturazione, di manutenzione straordinaria o d’interventi per il risparmio energetico.

Pagamenti ammessi

Per beneficiare del Bonus, i pagamenti devono essere effettuati con mezzi tracciabili. Quindi sono ammesse le seguenti modalità di pagamento:

  • carta di credito o di debito;
  • bonifico bancario;
  • finanziamento a rate, purché la società che eroga il finanziamento paghi la somma con bonifico o carta.
Attenzione
I pagamenti non possono essere effettuati con assegni bancari, assegni circolari o contanti.

I bonifici devono indicare:

  • motivo del bonifico;
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  • numero di partita IVA o il codice fiscale della persona a cui viene effettuato il bonifico.
Causale del bonifico parlante per il Bonus mobili ed elettrodomestici
Bonifico relativo ai lavori che danno diritto alla detrazione prevista dall’art. 16, comma 2, DL 63/2013. Pagamento fattura n. X del XX/XX/XXXX a favore di ___, Partita Iva ___. Beneficiario detrazione ___ Codice Fiscale ____”.

Documenti da conservare

È fondamentale conservare una copia dei documenti di pagamento, delle fatture e delle ricevute. Questo perché l’Agenzia delle Entrate può effettuare verifiche e controlli sulle informazioni dichiarate dal richiedente.

Nello specifico, i documenti da conservare con cura sono:

  • ricevuta del bonifico bancario;
  • ricevuta della transazione, in caso di pagamenti con carta di credito o di debito;
  • estratti conto bancari che mostrano addebiti sul conto corrente o sulla carta di credito;
  • fatture per l’acquisto di beni, indicando la natura, la qualità e la quantità di beni e servizi acquistati.
Altre domande frequenti

Esperta di bonus e agevolazioni e con esperienza nel mondo della comunicazione. Cristina fa parte del team Il Mio Bonus da ottobre 2022 ed è a vostra disposizione se avete dubbi, domande o curiosità sul tema.


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La sua richiesta
  • Luca milanese

    A chi posso rivolgermi per sapere come avere il bonus mobili?

    • Andrea

      Buon pomeriggio,
      il Bonus mobili può essere richiesto in fase di dichiarazione dei redditi, dichiarando ogni anno, per 10 anni, un decimo del 50% della spesa sostenuta. Per esempio, se si spende la soglia massima di 8.000 euro, ogni anno è possibile detrarre 400 euro (8.000 euro diviso 10 anni e poi il 50% del risultato ottenuto).
      Un saluto

  • Serena Zucconi

    Vivo in una casa popolare tra qualche giorno inizieranno i lavori di cappotto esterno e cambio infissi, installazione di pannelli fotovoltaici, posso richiedere il bonus mobili? Bonus per cambiare il bidet? E per rinnovare l’impianto elettrico?

    • Cristina

      Buongiorno,
      Dipende se sei in affitto o se la casa è di tua proprietà. Nel primo caso, devi parlare con il proprietario di casa.

      Un saluto

  • fabiano Maranca

    Buongiorno ho tutti i requisiti per utilizzare il bonus Mobili ma ho una paio di domande:

    1- Essendo disoccupato come posso fare per la detrazione fiscale?

    2- Ho effettuato il bonus edilizio 110 in uncondominio di 2 unita abitative devo fare due pratiche separate per richiedere il bonus mobili oppure posso fare una sola pratica con fatture separate per unità abitative?

    3- L’immobile in questione è al 50% intestato a me e l’atro 50% di mio fratello, avendo lui un lavoro fisso può fare lui la richiesta di detrazione fiscale all 100% della detrazione o ha diritto solo del 50% di detrazione sulla somma spesa al bonus mobili?

    La ringrazio anticipatamente

    F.Maranca

    • Cristina

      Buongiorno Fabiano,
      Per poter usufruire della detrazione fiscale deve effettuare la dichiarazione dei redditi. Il Superbonus 110% che ha effettuato si ottiene con cessione del credito o con sconto in fattura, mentre il Bonus mobili attraverso la comunicazione delle spese effettuate in fase di dichiarazione dei redditi.

      Infine, la detrazione concerne solo il contribuente che sostiene le spese di recupero del patrimonio edilizio. Questo vuol dire che la stessa persona deve sostenere sia le spese di ristrutturazione dell’immobile sia le spese per l’acquisto dell’arredo.

      Un saluto

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