Lavoro

Social bonus 2026: come funziona il credito d’imposta fino al 65% per le donazioni al Terzo settore

Il 19 Ottobre 2026 da Cristina - 6 minuti di lettura

Vuoi scoprire quanto potresti risparmiare?
Prova il simulatore di bonus
Social bonus: credito d'imposta per le donazioni al Terzo settore

Il Social bonus è un credito d’imposta sulle donazioni a un ente del Terzo settore: vale il 65% di quanto doni se sei una persona fisica e il 50% per enti e imprese, a condizione che la donazione finanzi il recupero di un immobile pubblico inutilizzato o di un bene confiscato alla criminalità organizzata. Qui trovi quanto vale, chi può averlo, come si sceglie il progetto da sostenere e cosa devono fare gli enti per ricevere le donazioni.

Che cos’è il Social bonus

Il Social bonus è un credito d’imposta del 65% per i privati e del 50% per enti e imprese, riconosciuto a chi fa donazioni in denaro agli enti del Terzo settore che hanno un progetto di recupero approvato.

Previsto dal Codice del Terzo settore, il Social bonus ha come obiettivo il recupero di beni immobili pubblici inutilizzati e di beni confiscati alla criminalità organizzata. Il Ministero del Lavoro ha poi definito le regole e i moduli con cui gli enti presentano i loro progetti.

Una volta recuperati, gli immobili devono essere usati dall’ente solo per attività di interesse generale, con modalità non commerciali. Per esempio, un edificio comunale abbandonato può diventare uno spazio di aggregazione per i giovani o un centro di assistenza.

Con le regole in vigore il Social bonus non ha una scadenza annuale e non va rinnovato con la legge di bilancio: il Ministero del Lavoro continua ad approvare nuovi progetti e a pubblicarne gli elenchi, dove puoi controllare quali sono attivi.

Che cos’è il Terzo settore

Il Terzo settore è l’insieme degli enti privati senza scopo di lucro che svolgono attività di interesse generale: per esempio la tutela dell’ambiente, l’assistenza alle persone con disabilità, l’educazione o l’animazione culturale. Per far parte del Terzo settore un ente deve essere iscritto al Registro unico nazionale del Terzo settore (RUNTS).

Social bonus: a chi spetta

Nel Social bonus ci sono due soggetti: chi dona, che ottiene il credito d’imposta, e l’ente che riceve la donazione e la usa per il recupero dell’immobile.

Chi può ottenere il credito d’imposta

Social bonus a chi spettaIl credito d’imposta spetta a chi fa una donazione in denaro a un progetto ammesso:

  • alle persone fisiche, cioè ai privati cittadini;
  • agli enti non commerciali;
  • alle imprese, cioè alle società e, in generale, a chi ha un reddito d’impresa.

Valgono solo le erogazioni liberali in denaro: chi dona beni, materiali o lavoro gratuito non ottiene il Social bonus.

Quali enti possono ricevere le donazioni

Le donazioni devono andare a un ente del Terzo settore iscritto al RUNTS: per esempio un’organizzazione di volontariato, un’associazione di promozione sociale, un ente filantropico, un’impresa sociale (anche una cooperativa sociale) o una fondazione.

Non basta però essere un ente del Terzo settore: per ricevere donazioni con il Social bonus l’ente deve aver presentato al Ministero del Lavoro un progetto di recupero di un immobile pubblico inutilizzato o di un bene confiscato, e il progetto deve essere stato ammesso.

Quanto vale il Social bonus

Importi del Social bonusIl credito d’imposta è una percentuale della donazione, che cambia a seconda di chi dona, ed è soggetto a un tetto annuale:

  • persone fisiche: credito d’imposta del 65%, per donazioni entro il 15% del reddito imponibile;
  • enti non commerciali: credito d’imposta del 50%, per donazioni entro il 15% del reddito imponibile;
  • imprese e titolari di reddito d’impresa: credito d’imposta del 50%, per donazioni entro il 5 per mille dei ricavi annui.

Facciamo un esempio. Se sei una persona fisica e doni 1.000 € a un progetto ammesso, maturi un credito di 650 €, a patto che i 1.000 € non superino il 15% del tuo reddito imponibile. Il credito non si usa tutto insieme: è diviso in tre quote annuali di pari importo, quindi circa 217 € all’anno per tre anni.

Importante
Rispetta i limiti di donazione della tua categoria: il credito d’imposta si calcola solo sulla parte di donazione che rientra nel tetto del 15% del reddito imponibile o del 5 per mille dei ricavi.

Come si usa il credito

Il credito d’imposta riduce le imposte da pagare nei tre anni in cui viene ripartito. Se sei una persona fisica o un ente non commerciale, lo indichi nella dichiarazione dei redditi a partire da quella relativa all’anno della donazione; la quota che non riesci a usare si riporta agli anni successivi.

Chi ha un reddito d’impresa lo usa invece in compensazione con il modello F24, a partire dal periodo d’imposta successivo alla donazione. Il codice tributo per l’F24 lo istituisce l’Agenzia delle Entrate.

Il Social bonus non si somma alle altre agevolazioni sulla stessa donazione. Per la somma che dai con il Social bonus non puoi chiedere anche la detrazione o la deduzione previste per le donazioni al Terzo settore nella dichiarazione dei redditi: devi scegliere una delle due strade.

Come funziona il Social bonus per chi dona

Per chi vuole donare, il punto di partenza è scegliere un progetto già ammesso dal Ministero del Lavoro, perché solo le donazioni a quei progetti danno diritto al credito.

Vuoi sapere quali bonus puoi richiedere?
Fai la simulazione gratuita
  1. Scegli il progetto: il Ministero del Lavoro pubblica gli elenchi dei progetti ammessi e una vetrina in cui puoi vedere quali immobili si vogliono recuperare e quali enti seguono i progetti.
  2. Fai la donazione in denaro all’ente che segue il progetto. Il pagamento deve essere tracciabile (bonifico, bollettino postale, carta o altri sistemi previsti dalla legge): senza pagamento tracciabile il credito non spetta. Nella causale devi indicare il riferimento al Social bonus, il nome dell’ente beneficiario e l’oggetto della donazione.
  3. Conserva la contabile del pagamento e l’eventuale ricevuta dell’ente: ti serviranno per dimostrare la donazione.
  4. Usa il credito in tre quote annuali, senza chiedere per la stessa somma altre detrazioni o deduzioni.

Se hai dubbi su come indicare il credito nella tua dichiarazione, puoi farti aiutare da un CAF o da un commercialista, oppure leggere le nostre guide al modello 730 e al modello Redditi persone fisiche.

Social bonus: come partecipano gli enti del Terzo settore

Gli enti che vogliono ricevere donazioni con il Social bonus devono prima presentare un progetto di recupero al Ministero del Lavoro. La domanda si invia attraverso la piattaforma online del Ministero, disponibile su Servizi Lavoro, entro una di queste tre date di ogni anno:

  • 15 gennaio;
  • 15 maggio;
  • 15 settembre.

Se il progetto viene ammesso, entra nell’elenco pubblicato dal Ministero e l’ente può iniziare a raccogliere donazioni. Da quel momento l’ente deve comunicare al Ministero ogni tre mesi l’ammontare delle donazioni ricevute e come le ha spese.

Attenzione
Le scadenze e le modalità per presentare i progetti le fissa il Ministero del Lavoro: prima di inviare la domanda, controlla le istruzioni aggiornate sulla piattaforma.

Ultimo aggiornamento: 19 ottobre 2026. Aggiornate le regole del Social bonus: niente scadenza annuale, presentazione dei progetti sulla piattaforma del Ministero del Lavoro, uso del credito per privati e imprese, pagamento tracciabile e non cumulabilità con altre agevolazioni.

Altre domande frequenti

Esperta di bonus e agevolazioni e con esperienza nel mondo della comunicazione. Cristina fa parte del team Il Mio Bonus da ottobre 2022 ed è a vostra disposizione se avete dubbi, domande o curiosità sul tema.


Fai una domanda al nostro esperto

Il nostro algoritmo calcola i bonus e le agevolazioni a cui hai diritto

Verifica quali bonus puoi richiedere