Lavoro

Social Bonus 2024: come funziona il bonus per il terzo settore

Il 3 Aprile 2024 da Cristina - 5 minuti di lettura

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Social Bonus 2023

Le donazioni a favore degli anni esistono da tempo, ma solo di recente è stata introdotta la possibilità di ottenere in cambio un credito d’imposta. Sotto il nome di Social Bonus, le persone fisiche, le società e gli enti non commerciali possono richiedere un credito d’imposta sulle donazioni effettuate a favore del Terzo Settore. Il Mio Bonus ti presente cos’è e come funziona il Social Bonus 2023 per il terzo settore. Scopri a quanto ammonta il credito d’imposta!

Che cos’è il Social bonus 2023?

Importante
Questo bonus non è stato rinnovato per il 2024. Vi manterremo aggiornati in caso questo dovesse cambiare!
Il Social bonus è un credito d’imposta fino al 65% concesso a coloro che effettuano donazioni agli Enti del Terzo Settore.

Introdotto con il Decreto inter-direttoriale n. 118 del 7 luglio 2023, il Social bonus ha come obiettivo il recupero di beni immobili pubblici abbandonati e confiscati alla criminalità organizzata.

Così facendo, questi immobili possono essere riutilizzati per scopi di interesse pubblico e di promozione sociale. Per esempio, essi possono essere ristrutturati per creare spazi di aggregazione giovanile.

Che cos'è il Terzo Settore?
Il Terzo Settore è l’insieme di enti privati che, agendo senza scopo di lucro, svolgono e promuovono attività di interesse generale. Queste attività sono, per esempio, quelle legate alla tutela dell’ambiente, all’assistenza di persone disabili e all’animazione culturale.

Social bonus: a chi spetta?

Per capire a chi è rivolto il Social bonus 2023, occorre distinguere tra i soggetti che possono beneficiare del credito d’imposta e chi, invece, è il beneficiare della donazione.

Infatti, il Social bonus ha un duplice obiettivo. Da una parte, mira a favorire il recupero immobiliare pubblico, rimasto inutilizzato negli anni. Dall’altra parte, questo obiettivo viene raggiunto promuovendo le erogazioni liberali attraverso il credito d’imposta.

Requisiti per i beneficiari

Social bonus a chi spettaIl Social bonus, e quindi il credito d’imposta, spetta ai seguenti individui:

  • persone fisiche;
  • enti che non svolgono attività commerciali;
  • qualsiasi impresa, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore in cui opera e dal regime contabile adottato.

Questi beneficiari sono gli stessi già presenti nel Decreto 23 febbraio 2022, n. 89, che aveva introdotto il regolamento del Social bonus.

Requisiti per gli Enti

Dall’altra parte, gli Enti del Terzo Settore che possono ricevere le donazioni oggetto del credito d’imposta sono:

  • organizzazioni di volontariato (Odv);
  • associazioni di promozione sociale (Aps);
  • ONLUS iscritte nei rispettivi registri;
  • cooperative sociale, in quanto ONLUS.

Questi Enti devono risultare iscritti al Registro Unico Nazionale del Terzo settore (RUNTS) ed essere in regola con il pagamento di contributi e tributi.

Inoltre, per ricevere le erogazioni liberali, devono aver presentato previamente al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali un progetto di recupero di immobili pubblici inutilizzati o di immobili confiscati alla criminalità organizzata.

Come funziona il Social bonus?

Il Social bonus 2023 consiste in un credito d’imposta che possono richiedere i soggetti che effettuano erogazioni liberali a favore di Enti del Terzo Settore. Queste erogazioni, a loro volta, devono essere impiegate per il recupero di immobili con finalità di interesse generale.

Pertanto, il recupero degli immobili deve essere senza fini di lucro e non deve essere volto all’attività commerciale.

Cosa sono le erogazioni liberali?
Le erogazioni liberali sono donazioni in denaro effettuate da persone fisiche o imprese a favore del settore pubblico o del settore privato no profit. In cambio di queste erogazioni liberali sono previsti dei benefici fiscali, quali detrazioni fiscali e riduzioni del reddito.

Il credito d’imposta ottenuto può essere utilizzato tramite compensazione, ripartito in 3 quote annuali di pari importo. Così facendo, è possibile ottenere una deduzione delle imposte da pagare nel corso dei 3 anni successivi alla donazione.

Questa operazione si realizza presentando il modello F24, per i titolari di reddito d’impresa, o la dichiarazione dei redditi, per le persone fisiche.

Importi del Social bonus

Importi del Social bonusIl credito d’imposta si presenta sotto forma di percentuale dell’importo della donazione effettuata. Questa percentuale, però, varia a seconda del beneficiario e del totale della donazione effettuata.

Le percentuali del Social bonus sono le seguenti:

  • persone fisiche: credito d’imposta del 65% per donazioni non superiori al 15% del reddito imponibile;
  • Enti non commerciali: credito d’imposta del 50% per donazioni non superiori al 15% del reddito imponibile;
  • aziende: credito d’imposta del 50% non superiori al 5 per mille dei ricavi annui.
Importante
È di fondamentale importanza rispettare i limiti di donazioni per ciascun beneficiario per poter beneficiare del credito d’imposta.

Interventi ammessi

Le erogazioni liberali devono essere impiegate per interventi edilizi che garantiscano il recupero di beni immobili. Nello specifico, gli interventi ammessi nel Social bonus sono i seguenti:

  • manutenzione ordinaria;
  • manutenzione straordinaria;
  • restauro e risanamento conservativo;
  • spese di gestione dei beni e di efficienza funzionale.

Social bonus 2023: come richiederlo?

Per prima cosa, gli Enti del Terzo Settore che vogliono ricevere donazioni per aderire al Social bonus devono presentare un progetto di recupero al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Tali progetti possono essere presentati, utilizzando questo modulo, entro 3 finestre temporali:

  • 15 gennaio;
  • 15 maggio;
  • 15 settembre.
Attenzione
A breve sarà disponibile il portale web mediante il quale gli Enti beneficiari potranno presentare l’istanza di partecipazione, rispettando le scadenze sopra elencate.

Inoltre, ogni tre mesi questi enti beneficiari delle donazioni devono inviare all’apposito Ministero un resoconto delle spese sostenute e degli importi delle erogazioni liberali ricevute in tale trimestre. In questo caso occorre utilizzare questo modulo.

Infine, al termine dei lavori, gli enti devono inviare un report finale e la copia del certificato di collaudo conclusivo.

Invece, per ottenere il riconoscimento del credito d’imposta, i donatori devono effettuare le erogazioni liberali utilizzando metodi di pagamento tracciabili. Inoltre, nella causale, è importante includere il riferimento al Social bonus e all’Ente beneficiario.

Esperta di bonus e agevolazioni e con esperienza nel mondo della comunicazione. Cristina fa parte del team Il Mio Bonus da ottobre 2022 ed è a vostra disposizione se avete dubbi, domande o curiosità sul tema.


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