Il Bonus turismo 2026 vale il 15% in più sul lavoro notturno oppure sugli straordinari nei giorni festivi svolti dal 1º gennaio al 30 settembre 2026, periodo ormai concluso. Spetta ai dipendenti privati di turismo, terme, bar e ristoranti con un reddito di lavoro dipendente 2025 fino a 40.000 euro e non concorre al reddito. Qui trovi requisiti, un esempio di calcolo, come chiederlo al datore di lavoro e cosa è cambiato dal 2023 tra le misure per il lavoro.
Che cos’è il Bonus turismo 2026?
Il Bonus turismo è un trattamento integrativo speciale pari al 15% delle retribuzioni lorde per il lavoro notturno oppure per gli straordinari nei giorni festivi. Non concorre alla formazione del reddito, quindi non ci paghi l’IRPEF.
La misura è nata nell’estate del 2023 per aiutare alberghi, ristoranti e terme a trovare personale nei mesi di punta. Da allora la Legge di Bilancio l’ha rinnovata ogni anno, allungando il periodo coperto e allargando i settori.
Non è un aumento di tutto lo stipendio: è una somma in più calcolata solo su una parte della retribuzione, quella legata al lavoro di notte e agli straordinari nei festivi. Per questo lo trovi in busta paga come voce a parte, accanto agli altri bonus in busta paga.
L’obiettivo dichiarato è garantire la stabilità occupazionale e far fronte alla mancanza di personale nel turismo.
Bonus turismo: a chi spetta nel 2026?
Il Bonus turismo 2026 riguarda il lavoro svolto fino al 30 settembre 2026 e spetta ai lavoratori dipendenti del settore privato che soddisfano tutti questi requisiti:
- lavorano nel comparto turistico, ricettivo o termale, oppure nei pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, come bar e ristoranti;
- hanno svolto lavoro notturno oppure straordinari nei giorni festivi tra il 1º gennaio e il 30 settembre 2026;
- nel 2025 hanno avuto un reddito di lavoro dipendente non superiore a 40.000 euro.
Importante
Il bonus non arriva in automatico: il datore di lavoro lo riconosce solo se sei tu a chiederlo per iscritto, dichiarando il tuo reddito dell’anno prima.
In pratica riguarda chi lavora in hotel, ristoranti, bar e terme: camerieri, cuochi, baristi, receptionist, personale delle pulizie.
Se lavori nel turismo con contratti a termine, puoi trovare utili anche le guide sui bonus per i lavoratori stagionali e sui bonus per gli alberghi.
Bonus turismo dal 2023 al 2026: cosa è cambiato
Ogni edizione ha avuto un periodo diverso e un anno di riferimento diverso per la soglia di reddito. Nella tabella trovi il quadro completo.
| Anno |
Periodo coperto |
Soglia di reddito |
Settori |
| 2023 |
1º giugno – 21 settembre 2023 |
40.000 euro nel 2022 |
Turismo e terme |
| 2024 |
1º gennaio – 30 giugno 2024 |
40.000 euro nel 2023 |
Turismo, terme, bar e ristoranti |
| 2025 |
1º gennaio – 30 settembre 2025 |
40.000 euro nel 2024 |
Turismo, terme, bar e ristoranti |
| 2026 |
1º gennaio – 30 settembre 2026 |
40.000 euro nel 2025 |
Turismo, terme, bar e ristoranti |
La percentuale è rimasta sempre del 15%.
Attenzione
Il periodo 2026 si è chiuso il 30 settembre 2026: per il 2027 serve una nuova proroga, quindi controlla cosa prevede la prossima Legge di Bilancio prima di contare su questa somma.
Come funziona il Bonus turismo per i lavoratori?
Il bonus vale il 15% della retribuzione lorda che ricevi per il lavoro notturno e per gli straordinari nei giorni festivi. Secondo l’Agenzia delle Entrate spetta sia per il lavoro notturno sia per gli straordinari nei giorni festivi: il lavoro notturno conta anche nei giorni feriali. Lo paga il datore di lavoro, che agisce come sostituto d’imposta, direttamente in busta paga.
Il datore di lavoro recupera poi quanto ha anticipato in compensazione con il modello F24. Il bonus non concorre al reddito, quindi non aumenta l’IRPEF che paghi.
Calcolo e importo del bonus
Il 15% non si applica a tutto lo stipendio mensile, ma soltanto alle voci di lavoro notturno e a quelle di straordinario nei giorni festivi.
Per calcolarlo guarda in busta paga solo le voci di lavoro notturno e di straordinario nei festivi, non gli straordinari dei giorni feriali: trovi dove sono nella guida su come leggere la busta paga.
Chi lavora solo di giorno e non fa straordinari nei festivi non riceve il Bonus turismo.
Per esempio, se in un mese un dipendente guadagna 400 euro lordi tra lavoro notturno e straordinari nei festivi, il bonus è di 60 euro (15%), che non concorrono al reddito.
Cosa si intende per lavoro notturno e straordinario
Il lavoro straordinario è quello prestato oltre il normale orario di lavoro previsto dal contratto.
Il periodo notturno è un periodo di almeno 7 ore consecutive che comprende l’intervallo tra la mezzanotte e le 5 del mattino.
Il lavoratore notturno è chi, durante il periodo notturno, svolge almeno 3 ore del suo orario giornaliero. In mancanza di una disciplina del contratto collettivo, è lavoratore notturno chi svolge lavoro notturno per almeno 3 ore per un minimo di 80 giorni lavorativi all’anno (limite riproporzionato in caso di part-time).
Bonus turismo 2026: come richiederlo?
Il Bonus turismo non si chiede all’INPS: lo chiedi direttamente al tuo datore di lavoro. Il datore di lavoro riconosce il trattamento solo su richiesta del lavoratore, che attesta per iscritto l’importo del reddito di lavoro dipendente dell’anno prima, per verificare la soglia di 40.000 euro.
Per il 2026 conta quindi il reddito di lavoro dipendente del 2025. Lo trovi nella Certificazione Unica che ti ha consegnato il datore di lavoro.
Dopo aver ricevuto la richiesta, l’azienda calcola la quota di straordinari nei festivi e di lavoro notturno ed eroga in busta paga l’importo corretto.
Come viene erogato il Bonus turismo
Il bonus arriva nella busta paga, come voce separata. Le somme erogate vanno poi indicate nella Certificazione Unica dell’anno, che ti serve anche per il modello 730.
Se hai lavorato di notte o fatto straordinari in un giorno festivo tra gennaio e settembre 2026 e in busta paga non trovi il bonus, parlane con il tuo datore di lavoro o con l’ufficio paghe e verifica di aver consegnato la richiesta con l’attestazione scritta del tuo reddito del 2025.
Datori di lavoro: come recuperare il Bonus turismo?
I datori di lavoro, come sostituti d’imposta, recuperano il credito maturato con il modello F24, in compensazione, usando il codice tributo indicato dall’Agenzia delle Entrate. Il codice tributo 1702 è stato istituito nel 2023 e poi ridenominato dall’Agenzia delle Entrate nel 2024 e nel 2025: verifica sul sito dell’Agenzia quello in vigore per il 2026.
Ultimo aggiornamento: 19 ottobre 2026.