Lavoro

Bonus POS 2024: come funziona il credito d’imposta POS

Il 3 Luglio 2024 da Cristina - 5 minuti di lettura

Vuoi scoprire se hai diritto al Bonus POS?
Rispondi al questionario gratuito
Bonus POS 2023

La questione dei pagamenti elettronici, con bancomat, è sempre stata molto dibattuta sul territorio italiano. Da sempre i cittadini sono restii al pagamento con carta di credito o debito e ai commercianti non dispiace, dato il costo elevato di ogni transazione. Per aiutare i liberi professionisti e i negozianti a sostenere le spese di un sistema di pagamenti digitali, il Governo ha introdotto il Bonus POS. Il Mio Bonus ti spiega cos’è e come funziona il credito d’imposta sul POS.

Che cos’è il Bonus POS?

Che cos’è il Bonus POSMentre per un cliente l’utilizzo del bancomat è sinonimo di comodità e velocità, per molti negozianti rappresenta un vero e proprio incubo.

Questo fatto è dovuto agli elevati costi di gestione che comporta avere un POS nel proprio e accettare i pagamenti elettronici. Di conseguenza, molte attività decidono di non utilizzarlo e di preferire l’uso del contante.

Per far fronte a questa questione, il Governo è da anni impiegato nell’introduzione di misure che garantiscano l’impiego di sistemi di pagamento elettronici.

Queste misure servono, da una parte, per sostenere gli esercenti e regolare le commissioni elevate che sono costretti a fronteggiare. Dall’altra parte, invece, le misure hanno lo scopo di combattere l’evasione fiscale che spesso si nasconde dietro al rifiuto del POS.

Il Bonus POS consiste in un credito d’imposta del 30% sulle spese pagate dai commercianti per l’uso del POS.

Bonus POS: a chi spetta?

Il Bonus POS può essere richiesto dai possessori di Partita IVA che ricoprono ruoli di:

  • artigiani;
  • commercianti;
  • liberi professionisti.

Nello specifico, spetta soltanto a coloro che, nell’anno precedente, non hanno superato i 400.000 euro di ricavi.

Importante
Hanno diritto al Bonus tutti i soggetti titolari di Partita IVA, indipendentemente dal regime fiscale adottato e dalla forma giuridica dell’attività.

Pertanto, possono accedere al rimborso sia i lavoratori autonomi sia le società e le ditte individuali. Inoltre, rientrano nell’agevolazione tutte le tipologie di regimi fiscali, ovvero:

  • ordinario;
  • semplificato;
  • forfettario.

Come funziona il Bonus POS?

Le regole del Bonus POS sono le medesime a prescindere dalla tipologia di attività, purché venga utilizzato un POS per i pagamenti della propria attività.

Cosa si intende con POS?
Il POS è l’acronimo di Point Of Sale, ovvero “punto di vendita”. Con questo termine ci si riferisce al dispositivo che permette di accettare pagamenti elettronici (carta di credito, debito e prepagata).

Per ogni transazione effettuata con il POS, il negoziante deve pagare una commissione. Questa commissione è piuttosto elevata e si ripercuote in misura significativa sui ricavi finali della sua attività.

Grazie all’introduzione del Bonus POS, il professionista ha diritto a un rimborso del 30% su queste commissioni pagate per l’uso del POS.

Inoltre, il rimborso ottenuto:

  • non è cumulabile con il reddito;
  • non rientra nel calcolo della base imponibile IRAP (l’imposta regionale sulle attività produttive).

Importo del credito d’imposta POS

L’importo del Bonus POS è pari al 30% del totale delle commissioni pagate per il POS. Le commissioni sono diverse a seconda della soluzione bancaria e del circuito utilizzato e possono oscillare dallo 0,45% al 4,5%.

Esempio di calcolo del Bonus POS
Un commerciante ha realizzato operazioni con il POS per un totale di 150.000 euro, con commissioni dell’1,5%. Le commissioni POS da pagare sono, quindi, pari a 2.250 euro. Di questo totale, lui riceverà un rimborso del 30%, ovvero 675 euro.

Bonus POS: come richiederlo?

Trattandosi di un credito d’imposta, non occorre presentare nessuna domanda per ottenere il Bonus POS. Occorre, invece, comunicare all’Agenzia delle Entrate le spese di commissioni e tale somma verrà usata in compensazione.

Importante
Per beneficiare del Bonus POS, i richiedenti devono effettuare la comunicazione tramite modello F24. Lì devono indicare il codice tributo “6916” – “Credito d’imposta commissioni pagamenti elettronici – art. 22, DL 26 ottobre 2019, n. 124”.

Questo significa che il rimborso non avviene sul proprio conto bancario, ma viene usato come credito per pagare le tasse con il modello F24.

Il credito d’imposta può essere usato dal mese successivo a quello in cui si sostiene la spesa, qualora ci siano delle tasse da pagare quel mese.

Da quando si può usare il Bonus POS?

Il Bonus POS può essere utilizzato come credito d’imposta dalla prima liquidazione periodica IVA, successiva al mese in cui si è registrata la fattura d’acquisto.

I liberi professionisti, che rientrano nella categoria di “soggetti passivi IVA” sono tenuti a presentare il modello “Comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA” con i dati contabili delle imposte liquidate. Questa operazione, da realizzare in via telematica, deve essere effettuata rispettando le seguenti scadenze 2023:

  • 28 febbraio: comunicazione delle liquidazioni IVA relative al quarto trimestre 2022;
  • 31 maggio: comunicazione delle liquidazioni IVA relative al primo trimestre 2023;
  • 30 settembre: comunicazione delle liquidazioni IVA relative al secondo trimestre 2023;
  • 30 novembre: comunicazione delle liquidazioni IVA relative al terzo trimestre dell’anno 2023.

Comunicazione all’Agenzia delle Entrate

Bonus POS come richiederloOgni mese, l’istituto bancario che fornisce il servizio del POS deve mandare un documento con l’elenco delle transazioni e le rispettive commissioni.

Per ottenere il rimborso del Bonus POS, il commerciante deve mandare apposita comunicazione all’Agenzia delle Entrate, entro il giorno 20 del mese successivo a quello della spesa.

Nello specifico, la comunicazione deve contenere:

  • numero delle operazioni realizzate nel mese precedente;
  • importi delle commissioni;
  • costi fissi, se presenti.
Attenzione
Anche gli istituti bancari e finanziari sono tenuti a comunicare e dichiarare all’Agenzia delle Entrate l’importo delle commissioni percepite dai negozianti.

Esperta di bonus e agevolazioni e con esperienza nel mondo della comunicazione. Cristina fa parte del team Il Mio Bonus da ottobre 2022 ed è a vostra disposizione se avete dubbi, domande o curiosità sul tema.


Fai una domanda al nostro esperto


La sua richiesta
  • Antonino Orlando

    Buona sera ho scaricato il programma dell’ade SiD gestione flussi per l’invio delle commissioni su transazioni ma bisogna predisporre un file per contenente le commissioni occorre un software dove inserire detti importi grazia

  • Domingo Costigliola

    Come comunico l’importo delle commissioni? Ho letto nelle altre domande che si fa tramite l’F24 con il codice 6916, ma quindi compilo l’f24 con l’importo a credito e lo invio, e poi cosa succede? Mi diranno che è okay e posso utilizzarlo successivamente su un altro f24 per compensare delle imposte?

    • Andrea

      Buon pomeriggio,
      si deve effettuare la comunicazione tramite modello F24. Lì si indica il codice tributo “6916” – “Credito d’imposta commissioni pagamenti elettronici. Il Bonus POS può essere utilizzato come credito d’imposta dalla prima liquidazione periodica IVA, successiva al mese in cui si è registrata la fattura d’acquisto.
      Un saluto

  • CAPPIELLO GIOVANNI

    PER USUFRUIRE DEL BONUS POS 2023, CONTRARIAMENTE A QUANTO VISTO PER GLI ANNI 2021 E 2022, SEMBRA CHE, OLTRE AGLI ISTITUTI BANCARI CHE LO HANNO SEMPRE FATTO E PER CUI RIMANE UN OBBLIGO ANCHE PER IL 2023, ANCHE IL COMMERCIANTE DEBBA FARE UNA COMUNICAZIONE AD HOC ALL’AGENZIA DELLE ENTRATE OGNI MESE ENTRO IL 20 SUCCESSIVO….MI SEMBRA UNA ULTERIORE FORZATURA PER RENDERE LA COMPENSAZIONE SEMPRE PIU’ DIFFICILE!!!???

    • Andrea

      Buon pomeriggio sig. Giovanni,
      purtroppo sono direttive del Governo. Noi informiamo semplicemente sui bonus che vengono confermati e su come si possono richiedere.
      Un saluto

  • Francesco barba

    Credito imposta pos. Potreste dirmi come comunicare ALL’AGENZIA ENTRATE entro il 20 del mese successivo “numero e importo delle commissioni …..” come specificato NELL’ARTICOLO? grazie

    • Cristina

      Buongiorno,
      Tramite il modello F24.

      Un saluto

  • D'Inca Siria

    La comunicazione da parte dell’esercente va presentata esclusivamente quando l’importo viene chiesto a rimborso, corretto? Per l’utilizzo è necessaria la sola presentazione dell’F24 con il credito

    • Cristina

      Buon pomeriggio,
      Sì, trattandosi di un credito d’imposta, per ottenere il rimborso occorre comunicare le spese di commissioni tramite modello F24.

      Un saluto

  • Nadia di Bartolo

    Credito pos 30%:
    Come si invia la comunicazione all’ADE?

    • Cristina

      Buongiorno Nadia,
      La comunicazione deve essere fatta tramite la compilazione del modello F24, inserendo il codice tributo “6916” per compensare il credito riconosciuto.

      Un saluto!

Il nostro algoritmo calcola i bonus e le agevolazioni a cui hai diritto

Verifica quali bonus puoi richiedere