Il bonus lavoratori agricoli era un esonero contributivo pensato per i giovani che iniziavano un’attività agricola: coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali con meno di 40 anni non pagavano i contributi IVS per un massimo di 24 mesi. Riguardava il lavoro autonomo agricolo, ma valeva solo per le nuove iscrizioni dal 2020 al 2023 e non è stato rinnovato per il 2026. Qui trovi come funzionava e quanto paga di contributi nel 2026 chi apre un’azienda agricola.
Che cos’era il bonus lavoratori agricoli
Il bonus lavoratori agricoli non era un contributo in denaro: era un esonero contributivo, cioè uno sconto sui contributi previdenziali dovuti all’INPS. L’obiettivo era aiutare i giovani agricoltori nei primi anni di attività, quando i costi sono alti e i ricavi ancora incerti.
La misura è nata con la legge di bilancio 2020 ed è stata rinnovata ogni anno fino al 2023. In tutto ha riguardato quattro annate di nuove iscrizioni:
- iscrizioni con decorrenza nel 2020;
- iscrizioni con decorrenza nel 2021;
- iscrizioni con decorrenza nel 2022;
- iscrizioni con decorrenza nel 2023, l’ultima annata prevista.
Importante
L’esonero non risulta prorogato per le nuove iscrizioni del 2026: la legge di bilancio 2026 non lo ha rinnovato. Per chi si era iscritto nel 2023 l’esonero durava al massimo 24 mesi e si è quindi concluso al più tardi alla fine del 2025.
A chi spettava l’esonero contributivo
L’esonero era riservato a due categorie di lavoratori autonomi agricoli:
- coltivatori diretti (CD);
- imprenditori agricoli professionali (IAP).
Oltre ad appartenere a una di queste categorie, bisognava rispettare due requisiti:
- avere meno di 40 anni;
- avere una nuova iscrizione nella previdenza agricola nell’anno coperto dalla misura (per l’ultima annata, tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2023).
Chi è coltivatore diretto e chi è IAP
Le due figure hanno requisiti diversi. È imprenditore agricolo professionale chi, con le conoscenze e competenze professionali richieste, dedica alle attività agricole almeno il 50% del proprio tempo di lavoro complessivo e ne ricava almeno il 50% del reddito globale da lavoro; nelle zone svantaggiate le due soglie scendono al 25%. Le pensioni non contano nel calcolo del reddito.
Per essere coltivatore diretto ai fini previdenziali, invece, il lavoro effettivo del nucleo familiare deve coprire almeno un terzo di quello necessario per le normali esigenze della coltivazione e dell’allevamento.
Come funzionava l’esonero per i giovani agricoltori
L’agevolazione prevedeva l’esonero del 100% dei contributi IVS (invalidità, vecchiaia e superstiti) e del contributo addizionale, per un massimo di 24 mesi di attività. Non copriva però tutti i contributi: restavano dovuti il contributo di maternità e, per i soli coltivatori diretti, il contributo INAIL.
L’esonero non era cumulabile con altri esoneri o riduzioni dei contributi previsti dalla legge e si applicava nei limiti degli aiuti «de minimis», cioè il tetto europeo agli aiuti pubblici che una stessa impresa può ricevere.
In sintesi: spettava a coltivatori diretti e IAP under 40 con una nuova iscrizione nella previdenza agricola dal 2020 al 2023, azzerava i contributi IVS e il contributo addizionale per un massimo di 24 mesi e non si sommava ad altri esoneri.
Come si chiedeva il bonus lavoratori agricoli
La domanda si presentava solo in via telematica, sul sito dell’INPS. Per l’annata 2023 i passaggi erano questi:
- accedere al «Cassetto previdenziale per Autonomi Agricoli»;
- entrare nella sezione «Comunicazione bidirezionale» e poi in «Invio comunicazione»;
- usare il modulo telematico «Esonero contributivo nuovi CD e IAP anno 2023 (CD/IAP2023)».
Le domande inviate in altro modo, ad esempio su carta, via PEC o per posta elettronica, non venivano prese in considerazione. Per le annate precedenti l’INPS aveva indicato anche dei termini: nelle istruzioni del 2020 la domanda andava inviata entro 120 giorni dalla comunicazione di inizio attività e venivano respinte quelle presentate oltre 210 giorni dall’inizio dell’attività. Le istruzioni del 2023 non ripetevano questi termini.
Bonus lavoratori agricoli nel 2026: cosa resta
Per chi apre un’attività agricola nel 2026 l’esonero contributivo under 40 non risulta prorogato: la legge di bilancio 2026 non lo ha rinnovato e l’INPS, nelle istruzioni sui contributi 2026 degli autonomi agricoli, indica che l’aliquota si applica senza distinzione per età.
Se stai valutando di aprire un’attività, conviene quindi fare i conti con i contributi pieni fin dal primo anno. Per orientarti tra le altre misure per chi assume o avvia un’impresa, trovi un quadro nella guida alle agevolazioni per le assunzioni e in quella sul bonus giovani.
Quanto paga di contributi un agricoltore nel 2026
Secondo le istruzioni INPS per il 2026, l’aliquota contributiva IVS di coltivatori diretti, coloni, mezzadri e IAP resta al 24%, uguale in tutta Italia: si applica senza distinzione per la zona in cui si trova l’azienda e senza distinzione per l’età. Nell’aliquota è già compreso il contributo addizionale del 2%. I pensionati INPS con più di 65 anni possono avere la riduzione del 50% dei contributi.
| Voce 2026 |
Importo |
| Aliquota IVS (CD, coloni, mezzadri e IAP) |
24% |
| Reddito medio convenzionale giornaliero |
66,86 € |
| Contributo di maternità |
7,49 € all’anno per ogni iscritto |
| Contributo addizionale |
0,81 € per giornata, fino a 156 giornate all’anno per unità attiva |
Il pagamento avviene con il modello F24, in quattro rate: 16 luglio, 16 settembre e 16 novembre 2026 e 18 gennaio 2027. Le indicazioni per compilare l’F24 sono nel Cassetto previdenziale del contribuente. Per controllare i contributi registrati a tuo nome puoi usare il fascicolo previdenziale del cittadino.
Attenzione
Gli importi e le scadenze valgono per il 2026 e cambiano ogni anno. Prima di aprire l’attività, o se hai dubbi sulla tua posizione, fai verificare la tua posizione da un patronato o da un’associazione di categoria agricola.
Contributi agricoli e pensione: cosa sapere
I contributi IVS (invalidità, vecchiaia e superstiti) versati come coltivatore diretto o IAP servono per la tua futura pensione. Per questo conviene controllare ogni tanto che i periodi di lavoro risultino nel proprio estratto conto: la guida all’estratto conto certificativo spiega come chiederlo. Se ti mancano periodi di contribuzione, puoi valutare anche i contributi volontari INPS.
Ultimo aggiornamento: 18 ottobre 2026. Chiarito che l’esonero valeva per le iscrizioni dal 2020 al 2023 e non è stato prorogato per il 2026, corretti i termini della domanda e aggiunti aliquote, contributi e scadenze 2026 degli agricoltori.
Bonus x attrezzatura o x terreni
Buongiorno,
è necessario attendere i bandi attuativi emanati da Regioni e Province autonome che dovranno essere pubblicati entro il 31 dicembre 2023.
Un saluto