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Bonus elettrodomestici 2026: è ancora attivo? Come funzionava e l’alternativa del bonus mobili

Il 16 Ottobre 2026 da Andrea - 6 minuti di lettura

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bonus elettrodomestici

Il bonus elettrodomestici era lo sconto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per sostituire un vecchio elettrodomestico con uno nuovo ad alta efficienza: fino al 30 % del prezzo, con un massimo di 100 € o 200 € in base all’ISEE. Era finanziato per il 2025 e, secondo il MIMIT, le domande si sono chiuse il 31 dicembre 2025. Ecco a che punto è nel 2026, come funzionava e quale agevolazione per la casa puoi usare oggi per comprare elettrodomestici.

Bonus elettrodomestici 2026: è ancora attivo?

No, alla data di questo aggiornamento non si può chiedere. Il contributo era previsto dalla legge di bilancio per l’anno 2025. Secondo il MIMIT, le domande degli utenti si sono chiuse il 31 dicembre 2025 e tutti i voucher emessi sono scaduti o già utilizzati.

Alla data di questo aggiornamento (16 ottobre 2026) non abbiamo trovato sui canali ufficiali una nuova edizione. Per eventuali novità fa fede il sito del MIMIT.

Importante
Diffida di chi ti propone oggi il “bonus elettrodomestici” in cambio dei tuoi dati o di un pagamento: la domanda si faceva solo con i canali ufficiali e, secondo il MIMIT, i termini per gli utenti si sono chiusi il 31 dicembre 2025.

Come funzionava il bonus elettrodomestici

Il bonus era un voucher che si traduceva in uno sconto in fattura: lo applicava direttamente il negozio al momento dell’acquisto. Lo poteva chiedere un maggiorenne, per un solo elettrodomestico per nucleo familiare.

L’importo era pari al massimo al 30 % del prezzo, con un tetto di 100 € per elettrodomestico, che saliva a 200 € se il nucleo aveva un ISEE ordinario inferiore a 25.000 €.

Un esempio di calcolo

Lo sconto era il più basso tra il 30 % del prezzo e il tetto (100 € o 200 €). Prendi una lavatrice da 450 €: il 30 % del prezzo è 135 €. Con un ISEE di 25.000 € o più lo sconto si fermava al tetto di 100 €, quindi la lavatrice costava 350 €. Con un ISEE inferiore a 25.000 € il tetto di 200 € non veniva raggiunto, per cui lo sconto era pari al 30 %, cioè 135 €, e la lavatrice costava 315 €. Su un frigorifero da 900 €, invece, il 30 % è 270 €: qui scattava il tetto, con uno sconto di 100 € (prezzo finale 800 €) o di 200 € (prezzo finale 700 €), a seconda dell’ISEE.

La condizione essenziale era la sostituzione: al momento dell’acquisto bisognava consegnare al venditore un vecchio apparecchio della stessa tipologia e di classe energetica inferiore, che poi il venditore smaltiva per il riciclo.

Attenzione
Se hai comprato un elettrodomestico con il voucher del bonus elettrodomestici, ricorda che quello sconto non è cumulabile con altri benefici, anche fiscali, riferiti agli stessi costi.

Quali elettrodomestici rientravano

Il bonus valeva solo per apparecchi prodotti in uno stabilimento dell’Unione europea e con una classe energetica minima, diversa a seconda del tipo:

Elettrodomestico Classe energetica minima
Lavatrici e lavasciuga A
Forni A
Cappe da cucina B
Lavastoviglie C
Asciugabiancheria C
Frigoriferi e congelatori D
Piani cottura Conformi ai limiti di efficienza previsti dalle regole europee

Le classi sono quelle dell’etichetta energetica attuale, quella con le lettere dalla A alla G, non la vecchia scala con A+, A++ e A+++.

Come si chiedeva il bonus

Le domande sono partite il 18 novembre 2025. Si presentavano dall’app IO oppure dal sito dedicato, entrando con SPID o CIE. Una volta ottenuto, il voucher si spendeva nei negozi aderenti, che applicavano lo sconto sul prezzo.

I fondi venivano assegnati in base all’ordine di presentazione delle domande, fino a esaurimento delle risorse disponibili.

Come venivano controllati i requisiti

La piattaforma, gestita da PagoPA con Invitalia per i controlli, verificava da sola i requisiti: leggeva nella banca dati dell’INPS se c’era una DSU valida per il 2025 e il relativo ISEE, che decideva se lo sconto massimo era di 100 € o di 200 €, e controllava la composizione del nucleo familiare nell’anagrafe nazionale. Senza una DSU valida, quindi, non si poteva avere il tetto più alto.

Il voucher era legato al codice fiscale di chi lo chiedeva e andava speso entro 15 giorni dalla conferma. Si poteva spendere anche presso i venditori online, purché registrati all’iniziativa: l’elenco dei venditori aderenti era pubblicato sul sito del Ministero. I dati dei contributi ricevuti venivano poi comunicati all’Agenzia delle Entrate, per la dichiarazione precompilata e per i controlli.

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L’alternativa per il 2026: il bonus mobili ed elettrodomestici

Se nel 2026 vuoi comprare elettrodomestici nuovi, il bonus mobili ed elettrodomestici fa al caso tuo solo se hai fatto o stai facendo lavori in casa: l’acquisto deve essere collegato a un intervento edilizio. È una misura diversa: non è uno sconto in negozio ma una detrazione IRPEF del 50 %, calcolata su una spesa massima di 5.000 € per il 2026 e divisa in dieci rate annuali di pari importo.

Puoi averla se compri entro il 31 dicembre 2026 e hai fatto un intervento di recupero del patrimonio edilizio (per esempio una manutenzione straordinaria o una ristrutturazione) iniziato dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto. Non vale se per quell’intervento usi l’ecobonus, né per la realizzazione di un box o di un posto auto pertinenziale. La detrazione spetta solo a chi detrae anche le spese dei lavori: se i lavori li paga un coniuge e l’arredo l’altro, non spetta a nessuno dei due. Anche qui servono classi energetiche minime, ma diverse da quelle del bonus del MIMIT: A per i forni, E per lavatrici, lavasciuga e lavastoviglie, F per frigoriferi e congelatori. Si paga con bonifico o carta, non in contanti né con assegno, e la spesa si indica nel modello 730 o nel modello Redditi.

Un esempio: se nel 2026 spendi 5.000 € tra mobili ed elettrodomestici, la detrazione è di 2.500 €, che recuperi in dieci anni con 250 € all’anno di IRPEF in meno, nei limiti dell’imposta che devi pagare. Se i lavori sono iniziati nel 2025 e nello stesso anno hai già detratto acquisti di mobili ed elettrodomestici, il limite di 5.000 € si riduce di quanto già portato in detrazione.

Cosa rientra nel bonus mobili

Oltre ai grandi elettrodomestici nuovi (frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, forni, apparecchi di cottura, radiatori elettrici, condizionatori, per esempio), la detrazione vale per i mobili nuovi: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi e apparecchi di illuminazione. Nella spesa puoi includere anche trasporto e montaggio. Restano esclusi porte, pavimentazioni (per esempio il parquet), tende e tendaggi e gli altri complementi d’arredo.

Per alcuni elettrodomestici (forni, frigoriferi, lavastoviglie, piani cottura elettrici, lavasciuga e lavatrici) va inviata una comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla data di fine lavori. Se la invii in ritardo o te ne dimentichi, non perdi comunque la detrazione. La detrazione spetta anche se compri a rate con un finanziamento, purché la società finanziaria paghi con bonifico o carta e tu conservi la ricevuta.

Altri aiuti per le spese di casa

Per risparmiare sui consumi di casa puoi guardare anche il bonus bollette e i consigli su come risparmiare energia. Se stai rinnovando gli ambienti, ci sono anche il bonus infissi e le altre agevolazioni raccolte nella sezione dedicata alla casa.

Ultimo aggiornamento: 16 ottobre 2026. Aggiornato lo stato del bonus elettrodomestici (domande chiuse il 31 dicembre 2025), con importi, classi energetiche e differenze con il bonus mobili 2026.

Altre domande frequenti

Esperta di bonus e agevolazioni, Andrea fa parte del team Il Mio Bonus da novembre 2023 ed è a vostra disposizione se avete dubbi, domande o curiosità sul tema.

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